I Moretti aggrediti a Crans-Montana dai parenti

Tensione al tribunale di Sion: i familiari delle 41 vittime del Constellation hanno aggredito verbalmente i proprietari del locale all'arrivo in tribunale.

Immagine di I Moretti aggrediti a Crans-Montana dai parenti
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 29''
Fonte

La tragedia del Constellation di Crans-Montana continua a scuotere la Svizzera e l'Europa intera, mentre a Sion si consumano scene di rabbia e disperazione che testimoniano il dolore straziante di chi ha perso un figlio nella notte di Capodanno. Questa mattina, all'arrivo dei coniugi Moretti, proprietari del discobar dove hanno perso la vita 41 giovani e giovanissimi, i familiari delle vittime non sono riusciti a trattenere l'urlo che portano dentro da settimane: "Avete ucciso i nostri figli". La tensione è esplosa davanti al tribunale, con meno di una decina di parenti che si sono avventati contro gli indagati, scortati dalla polizia e circondati dai loro legali. Un momento drammatico che fotografa l'enormità di una tragedia che ha sconvolto un'intera comunità.

Oggi è il turno di Jessica Moretti, chiamata a rispondere davanti ai procuratori che indagano sulla strage. Ieri era toccato al marito Jacques, il quale ha mantenuto una linea difensiva ferrea che punta a scaricare ogni responsabilità sul Comune e sul Cantone. Di fronte a oltre 50 avvocati delle parti civili, Moretti ha respinto categoricamente le accuse, sostenendo che il Constellation fosse "un locale sicuro" e che eventuali mancanze sarebbero da attribuire alle istituzioni locali.

Le dichiarazioni di Jacques Moretti hanno fatto emergere dettagli inquietanti sulla gestione della sicurezza del locale. Secondo il proprietario del discobar, "l'impianto di ventilazione non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone", una precisazione che solleva interrogativi pesanti sulla possibilità che il fuoco sia stato alimentato da un difetto nel ricambio d'aria del sotterraneo. Ma è sul tema degli estintori che la sua versione appare più fragile: nessuno dei quattro dispositivi presenti è stato utilizzato durante l'incendio, e dalle foto della polizia scientifica emerge che non erano segnalati dai cartelli catarifrangenti obbligatori.

"Non sono stati usati perché tutti pensavano solo alla fuga", ha spiegato Moretti, assicurando di aver attaccato i cartelli "con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone"

La questione dei materiali infiammabili presenti nel locale rappresenta uno degli aspetti più controversi dell'inchiesta. Moretti ha raccontato un aneddoto sorprendente: per scurire il rivestimento in legno del sotterraneo, nello stile chalet alpino, avrebbe utilizzato un cannello a fuoco, passandolo anche tra le travi dove era presente la schiuma fonoassorbente. "Nulla si è incendiato", ha assicurato, cercando di dimostrare che i materiali non fossero pericolosi. Un'affermazione che contrasta con l'ipotesi degli inquirenti sulla presenza di schiuma antirumore e colla altamente infiammabili che avrebbero contribuito alla rapidità con cui le fiamme hanno divorato il locale.

Le prime immagini del Constellation devastato dal rogo, emerse dalle carte dell'inchiesta, restituiscono uno scenario apocalittico: arredi gravemente danneggiati, soffitto distrutto e i resti di quella che doveva essere una festa di Capodanno trasformati in un incubo. Ma dalle indagini emergono anche elementi che appesantiscono significativamente la posizione delle istituzioni locali, in particolare del Comune di Crans-Montana.

Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, ha ammesso a verbale che il Constellation non era considerato una priorità nel calendario dei controlli, nonostante avesse una capienza di 200 persone e un locale completamente interrato. Non risultavano "non conformità" aperte, ha dichiarato, lasciando intendere che sulla carta tutto fosse a posto. Una giustificazione che suona stonata di fronte alle 41 vite spezzate.

Le difficoltà nelle ispezioni sarebbero state aggravate anche da problemi tecnici al programma informatico commissionate dal Cantone del Vallese. Nel 2023, come ha rivelato Balet, si verificò una controversia tra l'informatico responsabile del sistema VS-FIRE e l'ufficio cantonale, con minacce di divulgazione di informazioni che portarono il Cantone a "staccare la spina" al programma utilizzato anche dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale. Una vicenda che solleva dubbi sulla continuità e l'efficacia dei controlli di sicurezza.

La procura di Sion ha intanto acquisito tutti i messaggi archiviati nel server di posta elettronica dell'amministrazione comunale, un passaggio cruciale per ricostruire la catena di responsabilità. Particolarmente significativa è la comunicazione con cui il Consigliere di Stato del Cantone incaricato della sicurezza ha intimato ai comuni di effettuare rapidamente tutte le visite periodiche dei pubblici esercizi: la data di questa direttiva è il 6 gennaio, una settimana dopo la strage. Un tempismo che evidenzia una drammatica chiusura della stalla quando i buoi erano già scappati, lasciando dietro di sé 41 giovani vite spezzate e famiglie distrutte dal dolore.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!