Il mondo dello spettacolo incontra il business della ristorazione, e non sempre è un incontro felice. Lo sta scoprando sulla propria pelle Alessandro Borghese, che insieme a una cordata di volti noti dello showbiz italiano come Diletta Leotta e Max Giusti si trova alle prese con un bilancio decisamente in affanno. Il loro progetto imprenditoriale, ABKS Breaktime, un bistrot milanese inserito all'interno di un impianto di padel, ha chiuso il primo anno di attività con una perdita di oltre 380 mila euro, triplicando il rosso rispetto all'anno precedente.
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: secondo i documenti contabili della Padel Palace srl, la società che gestisce la struttura, l'esercizio 2024 si è concluso con un passivo di 381 mila euro, un tracollo rispetto ai 136 mila euro di perdita registrati nell'anno precedente. Una situazione che ha richiesto l'intervento diretto dei soci, costretti ad attingere ai versamenti già effettuati nelle casse sociali per tamponare l'emorragia finanziaria.
Il locale, inaugurato ufficialmente nel marzo 2024, puntava su un concetto apparentemente vincente: unire sport, socialità e ristorazione di qualità in un ambiente informale. La compagine societaria è guidata dalla Food Media Factory srl, che detiene il 51% delle quote ed è controllata in parti uguali dallo stesso Borghese e da Umberto Chiaromonte. Seguono Max Giusti con il 20% e Diletta Leotta con il 10%, un cast di personalità che sulla carta avrebbe dovuto garantire visibilità e attrattività al progetto.
La filosofia gastronomica del bistrot era stata pensata per intercettare un pubblico sportivo e giovane, con una proposta accessibile e contemporanea. "L'idea è quella di un bistrot contemporaneo, dove la ristorazione incontra il gusto e la qualità degli ingredienti, in un ambiente rilassato", aveva spiegato Borghese al lancio del progetto. Il menu include piatti iconici come il celebre Borghy burger e creazioni legate a Joe Bastianich, con prezzi che oscillano dai 3,50 euro delle patatine fritte fino ai 18 euro per proposte più elaborate come il panino con pastrami.
Nonostante i ricavi abbiano registrato una crescita, passando dai 142 mila euro dell'esercizio precedente ai 197 mila euro attuali, il valore della produzione si rivela ancora insufficiente per garantire l'autosufficienza economica del bistrot. Un dato che evidenzia come, nella ristorazione contemporanea, nemmeno la notorietà dei volti coinvolti possa supplire a dinamiche di mercato complesse e a una concorrenza sempre più agguerrita nel settore milanese.
La location all'interno di un impianto sportivo, che sulla carta avrebbe dovuto garantire un flusso costante di clientela, non sembra aver generato i risultati sperati. Il caso di ABKS Breaktime si aggiunge così alla lunga lista di progetti di ristorazione legati a personaggi televisivi che faticano a tradurre la popolarità mediatica in successo commerciale duraturo, evidenziando come il settore richieda ben più che semplice visibilità per prosperare.
Al momento, la sostenibilità del progetto dipende interamente dalle risorse immesse dagli azionisti, in un'attesa che si preannuncia lunga prima di vedere tempi migliori. La domanda che tutti si pongono ora è quanto a lungo i soci, per quanto celebri e facoltosi, saranno disposti a continuare a immettere liquidità nelle casse di un'impresa che stenta a decollare, in un settore dove anche lo star power più brillante non sempre è sufficiente a garantire il successo.
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