Il giorno in cui il mondo perse l’animale più raro

Il 24 giugno 2012 morì Lonesome George, ultimo individuo conosciuto di Chelonoidis nigra abingdonii, la tartaruga gigante dell’isola Pinta nelle Galápagos. Con lui scomparve una sottospecie intera.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 24 giugno 2012 morì Lonesome George, ultimo individuo conosciuto di Chelonoidis nigra abingdonii, la tartaruga gigante dell’isola Pinta nelle Galápagos. Con lui scomparve una sottospecie intera.

Cosa successe il 24 giugno 2012?

Lonesome George fu trovato morto il 24 giugno 2012 dal suo custode Fausto Llerena, nel complesso di conservazione del Parco nazionale delle Galápagos a Santa Cruz. Il direttore del parco, Edwin Naula, annunciò la morte e la necroscopia indicò cause naturali.

George era stato scoperto nel 1971 sull’isola Pinta dal malacologo ungherese József Vágvölgyi, quando la sottospecie era già considerata quasi perduta. Fu trasferito alla Charles Darwin Research Station, dove visse per decenni sotto osservazione.

I tentativi di riproduzione con femmine di altre popolazioni di tartarughe delle Galápagos non produssero piccoli vitali. Per questo George diventò ancora in vita un caso biologico estremo: un animale singolo, visibile, fotografabile, e insieme la fine di una linea evolutiva.

Perché Lonesome George divenne un simbolo globale dell’estinzione?

Lonesome George divenne un simbolo perché trasformò l’estinzione da concetto astratto a individuo riconoscibile. La sua storia condensava caccia, specie invasive, perdita di habitat e ritardi della conservazione in un solo corpo vivente.

La tartaruga di Pinta era stata colpita da secoli di prelievo da parte di marinai e balenieri, poi dalla devastazione della vegetazione causata dalle capre introdotte. Quando George fu trovato, la sua sottospecie era già funzionalmente estinta.

Negli ultimi anni fu spesso definito la creatura più rara del mondo. La formula funzionò perché era letterale: non esisteva una popolazione residua nota, non esisteva un branco nascosto, non esisteva un piano semplice per riportare indietro la sottospecie.

Cosa è cambiato dal 2012 a oggi?

Dal 2012 al 2026 la conservazione delle Galápagos ha fatto progressi tecnici, mentre la crisi globale della biodiversità è peggiorata nei principali indicatori. Il caso George oggi si legge dentro una cornice più ampia e più urgente.

Nel 2017 il corpo tassidermizzato di Lonesome George tornò alle Galápagos ed è esposto al Fausto Llerena Breeding Center. Il suo ruolo è rimasto pubblico: non reperto curioso, ma memoria permanente di una perdita documentata.

La ricerca genetica ha complicato il verdetto senza cancellarlo. Dopo il 2012 sono stati identificati ibridi e individui con ascendenza legata alla linea di Pinta, ma non è stata ricostituita una popolazione pura di Chelonoidis nigra abingdonii.

Nel 2024, il Living Planet Report di WWF e ZSL ha indicato un calo medio del 73% nelle popolazioni di vertebrati monitorate tra 1970 e 2020. Il dato riguarda popolazioni, non il numero totale di animali, ma fotografa un declino su scala planetaria.

Nel 2019, la valutazione globale IPBES stimò che circa 1 milione di specie animali e vegetali fosse minacciato di estinzione. Nel 2026, le sintesi aggiornate della IUCN Red List indicano oltre 172.000 specie valutate e più di 10.000 classificate come in pericolo critico.

Alle Galápagos esistono anche risultati concreti. Il 20 febbraio 2026, secondo Associated Press, il parco ha rilasciato 158 giovani tartarughe ibride su Floreana per restaurare funzioni ecologiche perdute, dopo programmi genetici e controllo delle specie invasive.

Cosa sarebbe successo se Lonesome George avesse avuto un erede?

L’uovo si apre in una stanza calda di Santa Cruz, e il primo respiro del piccolo di George cambia il lessico della conservazione. Il personale della stazione non annuncia più una morte imminente, ma una genealogia: Pinta non è chiusa, è sospesa.

Nel giro di pochi mesi, il piccolo diventa il volto di una nuova politica ambientale dell’Ecuador. Le monete commemorative mostrano due carapaci, non uno; le scuole delle Galápagos adottano il suo profilo come stemma; le compagnie turistiche sostituiscono il souvenir del “solitario” con quello del ritorno.

La biologia della conservazione accelera. Laboratori di Yale University, Charles Darwin Foundation e parchi insulari competono per mappare ogni frammento genetico compatibile con Pinta; la parola “endling” perde centralità e nasce una nuova categoria pop: l’animale-soglia, l’ultimo che è riuscito a non essere l’ultimo.

Alle conferenze sul clima, il piccolo George diventa un argomento diplomatico. I delegati dei piccoli Stati insulari lo citano come prova vivente che un ecosistema può rientrare dalla soglia; le potenze industriali promettono fondi per isole, semi, coralli e archivi genetici, mentre ogni mancato versamento viene misurato in “uova perdute”.

Nel decennio successivo, l’isola Pinta viene preparata come una fortezza ecologica. Droni sorvolano i pendii, sensori nel terreno leggono umidità e germinazione, squadre di ranger controllano ogni pianta invasiva; il ritorno di una tartaruga diventa una prova generale per riportare indietro interi paesaggi.

Poi la storia deraglia nel mito tecnologico. Startup di de-estinzione vendono abbonamenti simbolici, videogiochi gestionali trasformano le Galápagos in un genere, una serie animata rende il giovane erede più famoso di molti capi di Stato. La tartaruga non corre mai, ma l’immaginario umano le costruisce attorno un secolo di urgenze.

La realtà è stata più netta. Lonesome George non ebbe discendenti noti, la sottospecie di Pinta resta estinta nella classificazione corrente, e oggi la conservazione lavora con restauro ecologico, genetica e prevenzione per evitare che altri animali diventino un nome proprio solitario.

Quando è morto Lonesome George?

Lonesome George è morto il 24 giugno 2012 nelle Galápagos. Aveva circa un secolo ed era l’ultimo individuo conosciuto della tartaruga gigante dell’isola Pinta.

Che specie era Lonesome George?

Lonesome George era una tartaruga gigante delle Galápagos della sottospecie Chelonoidis nigra abingdonii, nota anche come tartaruga dell’isola Pinta. Oggi è classificata come estinta.

Esistono oggi altri esemplari della tartaruga di Pinta?

Non esistono esemplari puri conosciuti di Chelonoidis nigra abingdonii. Sono stati identificati individui con ascendenza genetica legata a Pinta, ma questo non equivale alla sopravvivenza della sottospecie.

Fonti: https://en.wikipedia.org/wiki/Lonesome_George; https://www.worldwildlife.org/publications/2024-living-planet-report; https://livingplanet.panda.org/; https://ipbes.net/global-assessment; https://apnews.com/article/0b024b4742b6b47c5ae7b60ac5b097cd

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