Il thriller nucleare Netflix che fa infuriare tutti

Il nuovo film di Kathryn Bigelow su Netflix divide il pubblico e la critica

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Autore: Redazione ,
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Kathryn Bigelow torna dietro la macchina da presa dopo quasi un decennio di assenza e lo fa con un thriller nucleare che sta letteralmente facendo infuriare il pubblico di Netflix. A House of Dynamite, balzato al primo posto sulla piattaforma di streaming pochi giorni dopo il debutto del 24 ottobre, ha scatenato una valanga di reazioni contrastanti per il suo finale ambiguo che lascia gli spettatori letteralmente a bocca aperta, e non sempre in senso positivo. La regista premio Oscar per The Hurt Locker e autrice di Zero Dark Thirty ha costruito un incubo geopolitico da 112 minuti che si conclude senza dare risposte, una scelta artistica che sta dividendo il pubblico a metà.

Il film scritto da Noah Oppenheim, ex presidente di NBC News, parte da una premessa semplicissima ma terrificante: un missile nucleare non identificato è stato lanciato contro Chicago e mancano solo pochi minuti all'impatto. La struttura narrativa gioca su una carta audace, mostrando gli stessi diciotto minuti cruciali da tre prospettive diverse: la Situation Room della Casa Bianca, il Comando Strategico degli Stati Uniti e infine il presidente in persona. Un cast stellare che include Rebecca Ferguson, Idris Elba nei panni del commander in chief, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts e Anthony Ramos dà vita a questo countdown angosciante verso una catastrofe nucleare.

La vera controversia nasce proprio dal modo in cui Bigelow sceglie di concludere la storia. Per tre volte gli spettatori seguono il conto alla rovescia mentre il missile si avvicina a Chicago, ma il film si chiude su una nota completamente ambigua. Proprio quando il presidente Elba sta per impartire il suo ordine finale, decidere cioè se rispondere all'attacco scatenando una guerra nucleare totale o accettare la perdita di Chicago per evitare l'apocalisse globale, arrivano i titoli di coda. Nessuna esplosione, nessuna risposta su chi abbia lanciato il missile, nessuna risoluzione.

"Il regista letteralmente antagonizza gli spettatori tre volte e poi se ne va sbattendo la porta"

La scelta è tutt'altro che casuale, come ha spiegato la stessa Bigelow a Tudum di Netflix: "L'antagonista è il sistema che abbiamo costruito per essenzialmente porre fine al mondo in una frazione di secondo". La proliferazione nucleare stessa, non una singola nazione o un funzionario governativo, è il vero villain del film. Un messaggio potente che punta a far riflettere sulle fragilità del nostro equilibrio geopolitico, ma che ha lasciato molti spettatori profondamente insoddisfatti.

I social media sono esplosi con reazioni furiose. Su X e Reddit gli utenti si sono scatenati: "Ero incollato alla TV, poi con quel finale ho pregato che il missile colpisse anche me", ha scritto un utente. "Deve rientrare nella conversazione per il peggior finale di un film di tutti i tempi". Un altro ha rincarato la dose: "Nessuno vuole sentire la stessa storia tre volte per poi avere un finale che non è un finale. È triste che così tanti bravi attori siano stati coinvolti in questa robaccia".

Nonostante le critiche al finale, A House of Dynamite ha ottenuto un rispettabile 79% di consensi dalla critica su Rotten Tomatoes e un 77% dal pubblico. "Un thriller urgente magistralmente costruito, tanto angosciante quanto avvincente" recita il consensus critico. Il film riesce effettivamente a catturare le ansie contemporanee alimentate dallo scrolling ossessivo di notizie geopolitiche inquietanti, costruendo una tensione crescente che non allenta mai la presa.

C'è però un momento che compensa parzialmente l'assenza di una vera conclusione: la morte che vediamo effettivamente sullo schermo, con Jared Harris (indimenticabile in Chernobyl e Mad Men) che ruba la scena in un momento tenero e devastante, tanto potente emotivamente da lasciare il segno anche quando arrivano i titoli di coda. È una scelta interessante che sposta l'attenzione dall'esplosione catastrofica che non vedremo mai alla tragedia umana individuale.

Il ritorno di Bigelow dopo quasi un decennio segna comunque un punto di riferimento nel panorama dei thriller politici su Netflix, anche se la barra dei migliori film della piattaforma nel 2024 non è esattamente altissima. Chi ha amato lo stile nervoso e realista dei precedenti lavori della regista troverà in A House of Dynamite la stessa capacità di costruire tensione insostenibile e plausibilità da incubo. Chi invece cerca una narrazione più tradizionale con una risoluzione chiara farà meglio a cercare altrove il proprio fix di adrenalina.

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