Il trasporto aereo italiano si prepara a una giornata di forti disagi mercoledì 17 dicembre, quando diverse proteste sindacali si concentreranno tutte nella stessa fascia oraria, dalle 13 alle 17. La mobilitazione coinvolgerà non solo il personale di Ita Airways, ma anche controllori di volo, lavoratori di compagnie straniere e addetti alle operazioni a terra, creando un effetto domino che rischia di paralizzare molti scali del Paese. Si tratta di un'agitazione dalle dimensioni inedite, che riflette tensioni profonde nel settore del trasporto aereo nazionale.
La compagnia di bandiera ha già dovuto cancellare 72 voli tra nazionali e internazionali su circa 320 operativi in quel periodo. A rendere la situazione particolarmente critica è il fatto che, per la prima volta, tutte le principali sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero congiunto: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, insieme alle associazioni professionali Anpac e Anp. L'azienda ha invitato chi ha acquistato biglietti a verificare preventivamente lo stato del proprio volo attraverso il sito ufficiale o contattando le agenzie di viaggio.
Parallelamente alla protesta di Ita Airways, la capitale subirà disagi aggiuntivi per via dello stop dei controllori di volo dell'Enav di Roma, indetto da Filt-Cgil, Ugl Ta e Fast Confsal Av. Questo incrocio di braccia rischia di avere ripercussioni particolarmente pesanti sui collegamenti da e per Fiumicino e Ciampino, considerato il ruolo cruciale dei controllori nella gestione del traffico aereo.
Ma le proteste non si fermano qui. Nella medesima fascia oraria scenderanno in campo anche il personale di cabina della compagnia spagnola Vueling, gli addetti a terra di Air France-Klm e i lavoratori delle società di handling aeroportuale associate ad Assohandler. Quest'ultima mobilitazione, indetta da Flai trasporti e servizi, coinvolgerà chi si occupa materialmente delle operazioni di carico e scarico bagagli, assistenza ai passeggeri e rifornimento degli aeromobili.
Le rivendicazioni dei sindacati di Ita Airways ruotano attorno a tre nodi fondamentali. Il primo riguarda la questione salariale: quando la compagnia è nata dalle ceneri di Alitalia, i dipendenti hanno subito una decurtazione del costo del lavoro compresa tra il 30 e il 40%. Nonostante alcuni recuperi parziali, secondo le organizzazioni sindacali permane ancora un divario del 20% rispetto alla media retributiva del gruppo Lufthansa, che ha acquisito il controllo della compagnia italiana. La piattaforma unitaria chiede un incremento del 20-22% del trattamento economico complessivo nel triennio, mentre l'azienda avrebbe offerto aumenti non superiori al 2% annuo fino al 2028.
Il secondo fronte caldo riguarda il piano industriale e gli investimenti sulla flotta. I sindacati contestano la programmazione aziendale che prevede l'ingresso di un solo aereo di lungo raggio all'anno nel quinquennio 2026-2030, per un totale di appena cinque velivoli. Una crescita considerata insufficiente per garantire lo sviluppo della compagnia e soprattutto per riassorbire il personale ex Alitalia ancora in cassa integrazione straordinaria. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono inoltre la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, una richiesta che riflette la precarietà ancora presente in molti settori del trasporto aereo.
Per i passeggeri interessati dalle cancellazioni è prevista la possibilità di modificare gratuitamente la prenotazione oppure di ottenere il rimborso del biglietto, ma solo in caso di cancellazione o ritardo superiore alle cinque ore. Le richieste devono essere inoltrate entro il 24 dicembre contattando il numero dedicato o l'agenzia presso cui si è acquistato il titolo di viaggio. La convergenza di molteplici proteste nella stessa giornata rappresenta un segnale inequivocabile delle difficoltà che attraversa il comparto aereo italiano, sospeso tra la necessità di garantire servizi efficienti e le rivendicazioni di chi lavora in un settore ancora segnato dalle cicatrici lasciate dalla crisi di Alitalia.
La terza ragione dello sciopero, benché non esplicitamente dettagliata nelle comunicazioni ufficiali, si lega alle prospettive future e al modello di sviluppo che Ita Airways intende adottare all'interno della galassia Lufthansa. I sindacati temono che l'integrazione nel gruppo tedesco possa tradursi in una marginalizzazione della componente italiana, con conseguente ridimensionamento degli organici e delle rotte strategiche da e per il nostro Paese.
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