Jacques Moretti in aula: "Nessuno usò estintori"

Il sistema di ventilazione del Constellation non era mai stato verificato dalle autorità prima dell'incendio di Capodanno che ha causato 41 morti e 115 feriti.

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Autore: Redazione ,
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Il sistema di ventilazione del Constellation non era mai stato verificato dalle autorità competenti prima della tragedia che ha spezzato 41 vite nella notte di Capodanno. È questa la scioccante rivelazione emersa dall'interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del locale svizzero teatro dell'incendio che ha causato anche 115 feriti. Durante l'audizione riservata alle domande degli avvocati di parte civile presso il campus universitario di Sion, l'imprenditore ha confermato che né il Comune né il Cantone avevano mai effettuato controlli sull'impianto, un particolare che solleva inquietanti interrogativi sulla catena di responsabilità.

L'atmosfera nell'aula sovraffollata era carica di tensione emotiva. Moretti è entrato da un ingresso secondario insieme alla moglie Jessica e ai suoi legali, raggiungendo l'edificio attraverso i sotterranei per evitare il confronto diretto con le famiglie delle vittime. Tra le decine di avvocati presenti, anche la madre di due ragazze rimaste ferite nel rogo, che ha dichiarato con fermezza: "Quando hai due figlie che sono quasi morte, che erano sull'orlo della morte, non hai paura di niente, sono qui per ascoltare". Una presenza che rappresenta il dolore e la ricerca di giustizia di centinaia di famiglie distrutte dalla tragedia.

Un dettaglio agghiacciante è emerso durante il processo: nonostante la presenza di quattro estintori nel locale interrato del Constellation, nessuno di questi è stato utilizzato durante l'incendio. Moretti, che quella notte non era presente nel discobar, ha spiegato: "Nessuno l'ha usato perché tutti pensavano solo di scappare". Le perizie tecniche hanno inoltre rivelato l'assenza dei cartelli catarifrangenti necessari per segnalare la posizione degli estintori, un'ulteriore grave violazione delle norme di sicurezza.

"Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c'è lo stesso problema: i cartelli si scollano facilmente"

La giustificazione fornita da Moretti sulla mancanza della segnaletica ha dell'incredibile: "Non mi ricordo della loro presenza, li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone". L'imprenditore ha persino tentato un paragone con lo stesso edificio universitario dove si svolge il processo, affermando che anche lì i cartelli si scollavano. Una difesa che agli occhi degli avvocati di parte civile appare come un tentativo di minimizzare responsabilità evidenti nella gestione della sicurezza del locale.

Parallelamente alle indagini svizzere, la Procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni cellulari di tutti i ragazzi italiani deceduti o feriti nella tragedia. Il pubblico ministero Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate, sta coordinando una indagine forense sui dispositivi: immagini, chat e altri dati raccolti nella notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio potrebbero restituire elementi cruciali per ricostruire la dinamica dell'incendio e identificare ulteriori responsabilità.

Un momento di straordinaria umanità ha caratterizzato una pausa dell'interrogatorio: Jacques e Jessica Moretti hanno incontrato in privato Leila Micheloud, la madre delle due ragazze ferite al Constellation. L'incontro riservato, avvenuto in un'aula del campus, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra chi porta il peso della proprietà del locale e chi ha visto le proprie figlie lottare tra la vita e la morte. "Ovviamente non posso dire che cosa si sono detti", ha spiegato Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud, "ma è stato un incontro di grande intensità, umanità e semplicità".

Il processo continua tra rivelazioni sempre più inquietanti che delineano un quadro di negligenze multiple, dagli impianti mai verificati alla segnaletica di sicurezza inadeguata. Mentre le autorità giudiziarie italiane e svizzere proseguono le rispettive indagini, le famiglie delle vittime attendono risposte definitive su chi debba rispondere di una tragedia che poteva e doveva essere evitata.

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