Jenna Ortega terrorizzata dall'intelligenza artificiale

Jenna Ortega, Celine Song e Bong Joon Ho lanciano un allarme sui rischi dell'intelligenza artificiale per il cinema durante il festival marocchino.

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Autore: Redazione ,
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Il Marrakech Film Festival si trasforma in un campo di battaglia contro l'intelligenza artificiale, con alcuni dei nomi più influenti del cinema contemporaneo che prendono posizione in modo netto e senza mezzi termini. Jenna Ortega, star della serie Netflix "Wednesday", insieme alla regista premio Oscar Celine Song e al leggendario Bong Joon Ho, hanno lanciato un allarme sonoro sui rischi che l'AI rappresenta per l'industria cinematografica e per l'umanità stessa. Le loro dichiarazioni, rilasciate durante la conferenza stampa della giuria del festival marocchino, sono destinate a far discutere.

Ortega, che fa parte della prestigiosa giuria presieduta dal regista di "Parasite", non ha usato giri di parole nel descrivere le sue preoccupazioni. "Guardando indietro alla storia dell'umanità, noi semplicemente spingiamo sempre le cose troppo oltre e penso sia molto facile essere terrorizzati - io lo sono - da questa profonda incertezza", ha dichiarato l'attrice. La sua metafora è particolarmente efficace: "È come se avessimo aperto il vaso di Pandora".

Nonostante il timore palpabile, la giovane star hollywoodiana intravede anche una possibile conseguenza positiva in questa rivoluzione tecnologica. L'intelligenza artificiale potrebbe infatti spingere gli artisti a una nuova consapevolezza creativa, a parlare più forte, a fare di più. "In questi tempi difficili e confusi, spesso questo spinge l'artista a esprimersi maggiormente, a fare di più, perché ci sia questo nuovo risveglio, passione e protezione", ha spiegato Ortega, prima di sottolineare un punto fondamentale: "Ci sono certe cose che l'AI semplicemente non può replicare. C'è bellezza nella difficoltà e c'è bellezza negli errori, e un computer non può farlo. Un computer non ha anima".

Un computer non ha anima

La speranza dell'attrice è che l'intelligenza artificiale diventi alla fine una sorta di "cibo spazzatura mentale" che faccia sentire le persone sature e insoddisfatte. "Penso che, per quanto terribile sia da dire, a volte il pubblico ha bisogno di essere privato di qualcosa per poterlo apprezzare di nuovo", ha aggiunto con una riflessione provocatoria quanto lucida.

Bong Joon Ho ha condiviso la preoccupazione di Ortega, trovando però un lato potenzialmente positivo: l'AI potrebbe essere "buona" nel senso che rappresenta "l'inizio della razza umana che finalmente pensa seriamente a cosa solo gli umani possono fare". Ma il maestro coreano, con il suo caratteristico senso dell'umorismo nero, ha poi aggiunto ridendo: "La mia risposta personale è che organizzerò una squadra militare la cui missione sarà distruggere l'AI in tutto il mondo".

Se le parole di Ortega e Bong sono state decise, quelle di Celine Song - regista del pluripremiato "Past Lives" - sono state ancora più taglienti. Citando Guillermo del Toro, che sarà presto ospite dello stesso festival, Song ha dichiarato senza mezzi termini: "Fuck AI". La filmmaker non si è fermata qui, accusando l'intelligenza artificiale di "distruggere completamente il nostro pianeta" e di "colonizzare la nostra mente e il modo in cui incontriamo le immagini, il modo in cui incontriamo il suono".

"Sono molto preoccupata perché penso che la prima cosa che siamo qui a difendere come artisti è l'umanità", ha continuato Song con passione. "Sta cercando di invadere ciò che rende le nostre vite molto belle e molto difficili e ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Profondamente e senza molto rispetto, fuck AI".

La giuria del Marrakech Film Festival, che si concluderà il 6 dicembre, è composta da un roster impressionante di talenti: oltre a Ortega, Bong e Song, siedono nel panel Anya Taylor-Joy (protagonista di "Furiosa"), Julia Ducournau (vincitrice della Palma d'Oro per "Titane"), il regista brasiliano Karim Aïnouz, il filmmaker marocchino Hakim Belabbes e l'attore-regista irano-americano Payman Maadi.

Il festival, inaugurato venerdì sera con la proiezione di "Dead Man's Wire" di Gus Van Sant, presenta una programmazione ricca che include tributi a Jodie Foster e Guillermo del Toro, oltre a proiezioni di "A Private Life" e "Frankenstein". La competizione ufficiale comprende 14 lungometraggi realizzati da registi al primo o secondo film, provenienti da tutto il mondo, nel tentativo di scoprire nuovi talenti internazionali. Altri titoli in programma includono "Hamnet" di Chloe Zhao, "Calle Málaga" di Maryam Touzani e il film di chiusura "Palestine 36".

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