Jerry Calà si confessa e ricorda con profonda commozione Maria Rita Parsi, la psicoterapeuta scomparsa lunedì 2 febbraio a Roma all'età di 78 anni. L'attore, oggi 74enne, non ha esitato a definirla la persona che "gli ha risolto la vita" in un momento cruciale della sua carriera, quando il successo travolgente degli anni '80 si scontrava con un malessere interiore che rischiava di travolgerlo. Una testimonianza toccante che illumina un aspetto inedito della vita di una delle voci più autorevoli nella difesa dei diritti dell'infanzia in Italia.
"Era uno dei momenti di mio massimo successo, però stavo male con me stesso", ha rivelato Calà al Corriere della Sera, raccontando di quel periodo paradossale in cui la popolarità raggiungeva vette altissime ma l'equilibrio personale vacillava pericolosamente. "Non riuscivo a capire perché: avrei dovuto essere strafelice e non lo ero. Maria Rita mi ha veramente risolto la vita, gliene sarò grato per sempre". Una confessione che acquista ancora più valore se contestualizzata in un'epoca, gli anni Ottanta, in cui rivolgersi a uno psicoterapeuta era considerato un tabù, soprattutto nel mondo dello spettacolo italiano.
Ciò che ha reso speciale il rapporto terapeutico tra l'attore e la Parsi è stato l'approccio innovativo della professionista, lontano anni luce dagli stereotipi hollywoodiani del terapeuta silenzioso e distaccato. "Con me ha funzionato, nel tempo si è sviluppata un'amicizia oltre la terapia", ha sottolineato Calà, spiegando come Maria Rita partecipasse attivamente alle sedute, dialogando e offrendo spunti con un approccio empatico e coinvolgente. Un metodo che evidentemente si rivelò efficace per l'attore, tanto da portarlo non solo alla guarigione ma anche a una collaborazione professionale.
La stima reciproca sfociò infatti in un coinvolgimento inaspettato: Calà decise di includere la psicoterapeuta nella realizzazione di "Professione Vacanze", la prima comedy series prodotta da Mediaset ambientata nei villaggi turistici. "Siccome dovevo fare questo telefilm sui villaggi turistici, ho pensato che avrebbe potuto dare un apporto dal punto di vista del carattere dei personaggi", ha spiegato l'attore, dimostrando come il contributo della Parsi andasse ben oltre il lettino dell'analisi.
Una volta raggiunto l'equilibrio interiore desiderato, il percorso terapeutico formale si concluse, ma il legame tra i due rimase saldo nel tempo. "Ogni tanto una telefonatina gliela facevo e lei un consiglio, in amicizia, me lo concedeva", ha raccontato Calà, evidenziando come la professionista fosse rimasta un punto di riferimento anche nei momenti di ricaduta emotiva, sempre pronta a offrire supporto con la generosità di un'amica oltre che con la competenza di una specialista.
Maria Rita Parsi ha rappresentato molto più di una figura terapeutica nella vita di Jerry Calà: la sua eredità professionale abbraccia decenni di impegno come presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, componente di organismi istituzionali per l'infanzia e membro del Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo. Una carriera straordinaria che ha prodotto oltre cento pubblicazioni, ruoli di docente universitario e innumerevoli apparizioni mediatiche, sempre con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della salute mentale, dell'infanzia e dell'adolescenza.
La testimonianza di Calà arriva in un momento in cui l'Italia piange la scomparsa di una delle sue figure più illuminate nel campo della psicologia infantile, ricordandoci come il lavoro della Parsi abbia toccato vite tanto diverse, dai bambini vulnerabili per cui ha combattuto tutta la vita, fino alle celebrità dello spettacolo che, dietro i riflettori del successo, affrontavano battaglie interiori silenziose ma altrettanto significative.
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