J.K. Rowling nega legami con Jeffrey Epstein

Tra i documenti su Epstein emerge un invito alla première di Harry Potter a Broadway del 2018. L'autrice smentisce ogni legame con il finanziere condannato.

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Autore: Redazione ,
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Il nome di J.K. Rowling è finito suo malgrado al centro di una tempesta mediatica dopo la diffusione di nuovi documenti del Department of Justice relativi a Jeffrey Epstein. Tra le migliaia di file resi pubblici è emerso un invito per la première di Harry Potter and the Cursed Child a Broadway, datato 22 aprile 2018, che ha scatenato speculazioni infondate sui social media. La creatrice del mondo magico più famoso della letteratura contemporanea ha dovuto intervenire personalmente per smentire categoricamente qualsiasi coinvolgimento con il defunto finanziere, già condannato all'epoca della première teatrale.

La polemica è esplosa quando alcuni utenti di X hanno iniziato a sostenere che fosse stata la stessa Rowling a invitare Epstein all'evento teatrale. L'autrice britannica non ha tardato a rispondere con fermezza a chi l'accusava di aver "mandato inviti a Epstein dieci anni dopo la sua condanna". "Questo è oltre il ridicolo. Né io né nessuno del mio team abbiamo mai incontrato, comunicato con o invitato Jeffrey Epstein a qualsiasi evento", ha dichiarato senza mezzi termini sulla piattaforma social, chiudendo la porta a qualsiasi ambiguità.

Un'analisi dettagliata dei documenti del DoJ ha fatto chiarezza sulla vicenda, smontando completamente la teoria del complotto. I biglietti per la prima teatrale non furono mai inviati da Rowling, bensì dai produttori dello spettacolo, in particolare da Colin Callender della Playground Entertainment. L'intermediaria dell'operazione fu Peggy Siegal, collaboratrice nota di Epstein, che contattò Callender richiedendo biglietti per quello che definì "un amico molto importante" desideroso di assistere allo spettacolo basato sulla storia scritta da Rowling insieme a Jack Thorne e John Tiffany.

Epstein non riuscì nemmeno ad assistere alla première: nonostante i biglietti corretti, il suo nome non figurava nella lista degli invitati

La documentazione ufficiale rivela che Callender non era a conoscenza dell'identità di questo "amico molto importante" al momento dell'invio degli inviti. Lo stesso produttore ha confermato a Deadline di non sapere chi fosse il destinatario finale dei biglietti, dissipando ogni possibile collegamento diretto tra la produzione e il finanziere. La richiesta passò attraverso canali produttivi standard, senza alcun coinvolgimento dell'autrice o del suo staff personale.

Il colpo di scena finale emerge dalle email dello stesso Epstein. Il finanziere scrisse a Siegal la mattina successiva alla première di Broadway lamentando di "non essere riuscito a entrare" al teatro, nonostante avesse i biglietti corretti. Il motivo? Il suo nome non compariva nella lista ufficiale degli invitati. "Niente di grave, ma pensavo fosse giusto dirtelo", aggiunse nel messaggio, confermando involontariamente di non aver mai avuto alcun accesso privilegiato o contatto diretto con l'organizzazione dell'evento.

Harry Potter and the Cursed Child ha debuttato a Broadway nell'aprile 2018 dopo il successo strepitoso nel West End londinese, dove aveva inaugurato al Palace Theatre nel 2016. Lo spettacolo teatrale, inizialmente presentato in due parti, racconta le avventure del figlio di Harry Potter, Albus Severus, ed è diventato uno dei musical più premiati della storia, conquistando sei Tony Awards nel 2018. La produzione continua a riscuotere successo globale con repliche in diversi paesi, inclusa l'Italia dove ha debuttato nel 2024.

Questa vicenda si inserisce nel più ampio contesto della pubblicazione dei cosiddetti "Epstein files", documenti che hanno rivelato i nomi di centinaia di persone associate in vario modo al finanziere, spesso in modo del tutto innocente e legittimo. La presenza di un nome nei file non implica automaticamente alcun coinvolgimento nelle attività criminali di Epstein, come dimostrato proprio dal caso Rowling. L'autrice, già al centro di controversie negli ultimi anni per le sue posizioni su tematiche di genere, ha dovuto affrontare l'ennesima tempesta mediatica, questa volta completamente infondata e rapidamente smentita dalla documentazione ufficiale.

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