Il presidente di Stellantis e Exor John Elkann non potrà beneficiare della messa alla prova nell'ambito della complessa vicenda giudiziaria legata all'eredità della nonna Marella Agnelli, scomparsa nel 2019. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino Giovanna De Maria ha bocciato la richiesta avanzata dai suoi legali, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, nonostante nei mesi scorsi la procura avesse espresso parere favorevole. Se accolta, l'istanza avrebbe portato all'estinzione del reato di truffa ai danni dello Stato contestato all'imprenditore, che in cambio avrebbe dovuto tenere lezioni agli studenti di un istituto salesiano del capoluogo piemontese.
Con questa decisione si apre un nuovo capitolo della battaglia legale che da anni tiene banco nelle cronache italiane. Gli atti dell'inchiesta torneranno ora alla procura, che dovrà notificare un nuovo avviso di chiusura indagini depositando i documenti necessari. A quel punto spetterà al procuratore aggiunto Marco Gianoglio, insieme ai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti, formulare le eventuali richieste di rinvio a giudizio. La decisione finale dovrebbe arrivare tra la fine dell'estate e l'inizio di settembre da parte di un nuovo giudice dell'udienza preliminare.
Stesso destino per l'altro indagato nella vicenda, il commercialista Gianluca Ferrero, la cui proposta di patteggiamento era stata respinta dal gip a gennaio. Ma il rigetto della messa alla prova porta con sé una conseguenza potenzialmente determinante: si concretizza il rischio che per Elkann e Ferrero si possa arrivare alla prescrizione del reato, che dovrebbe scattare nell'agosto del prossimo anno.
I legali di Elkann non sembrano preoccupati degli sviluppi. «Per noi non cambia niente – hanno dichiarato gli avvocati Siniscalchi e Cecconi prima di lasciare il Palazzo di giustizia –. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Ora gli atti tornano alla procura. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla». Interrogati sulla possibile prescrizione, i due penalisti hanno precisato: «Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse».
Al centro della vicenda c'è l'eredità di Marella Agnelli, madre di Margherita e nonna di John Elkann, e la questione della sua residenza fiscale. Parte degli eredi aveva dichiarato che la donna avesse risieduto in Svizzera dal 2010 al 2019, ma secondo gli inquirenti abitava in realtà a Torino, come aveva denunciato la figlia Margherita. Da questi accertamenti è partita un'inchiesta che ha portato alla luce una serie di presunte irregolarità fiscali nella gestione dell'ingente patrimonio.
La battaglia giudiziaria si intreccia con un complesso procedimento civile attraverso il quale Margherita sta tentando di ottenere una fetta maggiore dell'eredità materna. Nel corso dell'inchiesta erano stati indagati, oltre a John Elkann e Ferrero, anche i fratelli Lapo e Ginevra Elkann, oltre al notaio svizzero Urs von Grüningen, che aveva redatto i testamenti di Marella Caracciolo. Questi ultimi sono stati successivamente prosciolti. Rimane indagato anche il notaio Remo Morone, che sarà processato con rito ordinario. La saga familiare continua a tenere banco tra i palazzi di giustizia torinesi, con una conclusione che appare ancora lontana.
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