Kaufmann si dichiara innocente: "Testimoni mafiosi"

Al via a Roma il processo contro Francis Ford Kaufmann, accusato dell'omicidio della compagna Anastasia e della figlia di 14 mesi, trovate a Villa Pamphili.

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Autore: Redazione ,
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Si è aperto a Roma uno dei processi più agghiaccianti degli ultimi anni: sul banco degli imputati c'è Francis Ford Kaufmann, il cittadino statunitense accusato di aver strangolato la compagna Anastasia e la loro figlia Andromeda, di appena 14 mesi, i cui corpi furono ritrovati nascosti tra i cespugli di Villa Pamphili nel giugno 2025. L'uomo, che si spacciava per regista americano utilizzando vari alias tra cui "Rexal Ford", continua a proclamarsi innocente, definendo "tutti mafiosi" i testimoni che verranno chiamati a deporre. Durante la prima udienza del 2 febbraio davanti alla Corte d'Assise, Kaufmann ha pronunciato un soliloquio drammatico ed è scoppiato in lacrime, mentre la difesa avanzava una richiesta che potrebbe cambiare completamente le carte in tavola.

L'avvocato Paolo Foti ha infatti chiesto che venga disposta una perizia psichiatrica per il suo assistito, sostenendo che le condizioni mentali di Kaufmann si siano deteriorate in modo evidente negli ultimi mesi, al punto da renderlo incompatibile con il proseguimento del processo. La Procura di Roma si è immediatamente opposta, affermando che non esistono i presupposti per accogliere tale richiesta. I giudici hanno rinviato la decisione, riservandosi di pronunciarsi dopo aver acquisito il diario clinico dell'imputato. Il processo è stato aggiornato al 9 febbraio.

Le indagini hanno ricostruito una vicenda da thriller psicologico: Kaufmann avrebbe prima strangolato la compagna, poi la figlia di cui la prova del DNA ha confermato la paternità. Dopo il duplice omicidio, i corpi furono occultati in sacchi neri tra la vegetazione del celebre parco romano, scoperti in momenti diversi dalle autorità. L'uomo non ha mai confessato durante gli interrogatori, scegliendo il silenzio, ma il suo comportamento successivo ai delitti ha fornito elementi inquietanti agli investigatori.

Alcuni giorni dopo l'uccisione della compagna, Kaufmann cercò di contattare agenzie di "baby modelling" per far fare alla figlia set pubblicitari

Emerge infatti dall'analisi del traffico del cellulare dell'imputato un particolare agghiacciante: pochi giorni dopo aver ucciso Anastasia, Kaufmann contattò agenzie di "baby modelling" per far partecipare la piccola Andromeda a set pubblicitari. "È stata notata da diversi talent scout (che dicono che è bellissima). È divertente e ha una bella personalità. Al momento stiamo valutando diverse agenzie che vogliono metterla sotto contratto, non siamo ancora stati a Milano" scriveva l'uomo, probabilmente alla disperata ricerca di denaro. Nel frattempo continuava a chiedere inutilmente soldi ad amici e familiari mentre organizzava la fuga da Roma.

Dopo il delitto, Kaufmann riuscì effettivamente a fuggire in Grecia, da dove fu successivamente estradato grazie a un mandato di cattura internazionale. Prima della fuga aveva tentato di contattare i suoi familiari negli Stati Uniti, fornendo versioni discordanti e contraddittorie: raccontava ora che la compagna fosse fuggita con un altro uomo, ora che sperava di poter riavere la figlia con sé. In Italia, spacciandosi per regista, era riuscito a farsi finanziare per un progetto cinematografico mai realizzato e avrebbe perfino tentato di adescare una nuova vittima utilizzando sempre la medesima falsa identità professionale.

La Procura ha chiesto il giudizio immediato, ritenendo le prove raccolte sufficientemente solide da sostenere l'accusa senza passare per l'udienza preliminare. Intanto, sui mancati controlli a Kaufmann nelle settimane precedenti ai delitti è stato aperto un fascicolo a modello 45, ossia senza indagati né ipotesi di reato. A luglio scorso, l'avvocato Maria Teresa Manente dell'associazione Differenza Donna aveva presentato un esposto proprio su questo aspetto, sollevando interrogativi sulla possibilità che i controlli adeguati avrebbero potuto evitare la tragedia.

Ora il processo entrerà nel vivo, con la questione della perizia psichiatrica che potrebbe diventare centrale nel dibattimento. Se i giudici dovessero accogliere la richiesta della difesa, l'intero procedimento potrebbe subire una svolta significativa, aprendo lo scenario di una valutazione approfondita delle capacità mentali dell'imputato al momento dei fatti e durante il processo stesso.

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