Brunella Cacciuni è andata via di casa a 14 anni. Ha lasciato i genitori, la Sicilia, l'adolescenza che non ha mai davvero vissuto per inseguire la danza prima, la recitazione poi. Oggi alterna il set alla cattedra, i provini alla correzione dei compiti, e non lo fa per ripiego ma per scelta consapevole. Attrice nella serie La preside su Rai 1, dove interpreta Marita, una studentessa vittima di violenza psicologica da parte del fidanzato, e insegnante di materie tecniche in un istituto superiore, Brunella rappresenta una generazione ibrida: determinata ma riflessiva, indipendente ma nostalgica di una normalità mai conosciuta. In questa intervista esclusiva per Virgilio Notizie, si racconta senza filtri.
Il personaggio di Marita ha scosso il pubblico per la sua vulnerabilità. Una ragazza che chiede soltanto di poter studiare, ma che viene controllata, limitata, quasi annullata da un ragazzo più grande. Per Brunella, cresciuta con una forte consapevolezza della propria libertà, è stato un ruolo difficile da metabolizzare. "All'inizio quasi la giudicavo", ammette. "Mi chiedevo come fosse possibile lasciarsi manipolare così. Poi ho fatto un passo indietro. L'ho immaginata cresciuta in un contesto patriarcale, dove le donne giovani non decidono per sé. I genitori nella serie non compaiono mai, quindi ho pensato a una ragazza cresciuta con poche attenzioni. Le uniche che riceve sono quelle del fidanzato, e per lei è normale che l'amore coincida con il controllo".
La riflessione si fa più personale quando si parla di dinamiche ancora troppo diffuse. Brunella è siciliana, conosce bene certe realtà. "Ci sono ragazze che rinunciano a studiare non perché non vogliano, ma perché il fidanzato glielo impedisce. Togliere a una donna l'istruzione significa toglierle l'indipendenza, quindi la libertà. È una forma di controllo gravissima". La rabbia emerge, ma anche la speranza che la serie possa accendere qualche riflessione in chi guarda.
La sua libertà, Brunella l'ha conquistata presto. A 14 anni, quando ha lasciato casa per dedicarsi alla danza, ha compiuto un atto di fiducia reciproca con i genitori, Maurizio e Gelsomina. "Hanno dovuto fidarsi completamente. Non vivevo più con loro, non sapevano dove andassi. Qualche piccola bugia l'ho detta anch'io, come tutti i ragazzi, ma mai nulla di serio. Li ho sempre rispettati". Quella partenza precoce, però, ha un peso. "A volte mi sento sospesa: non so se sono ancora giovane o se sono sempre stata grande. Mi manca una fase. Non so se rifarei tutto esattamente allo stesso modo, ma sono soddisfatta di ciò che ho costruito".
Oggi Brunella Cacciuni insegna meccanica e sistemi di automazione in un istituto tecnico. Non è un piano B, ci tiene a precisarlo. È una scelta consapevole in un mondo, quello della recitazione, che non offre garanzie. "È un lavoro molto incerto. Non dipende solo da me: ci sono il giudizio degli altri, le scelte altrui. La scuola mi appassiona, mi dà stabilità. Continuo a fare entrambe le cose finché riesco. Se un giorno dovrò scegliere, lo farò". I suoi studenti sanno che insegna e recita, e ne sono orgogliosi. "Mi fanno domande, mi chiedono come ho iniziato. Alcuni seguono La preside e la apprezzano. È bello avere questo scambio con loro".
Il suo nome è diventato noto grazie a Il Collegio, il programma di Rai 2 che ricrea l'ambientazione di un collegio degli anni passati. "Si diceva che accogliesse ragazzi svogliati, ma non era vero per tutti. Io ai provini sono stata me stessa, sincera. Non pensavo nemmeno mi avrebbero presa". Di quell'esperienza conserva ricordi intensi e legami autentici. "Lì dentro si sono creati rapporti veri, profondi. Per me sono e resteranno come fratelli. Almeno una volta all'anno cerco di rivederli".
Nonostante la giovane età, Brunella ha le idee chiare su cosa significhi proteggere il proprio spazio. Molto attiva sui social, oggi sceglie con più attenzione cosa condividere. "Da quando insegno, rifletto meglio su cosa pubblicare. I ragazzi osservano, e non voglio esporre troppo la mia vita privata. Credo che un attore debba mantenere una certa riservatezza. Se racconti troppo di te, il pubblico vede te e non il personaggio". Le critiche gratuite non la scalfiscono. "Mi dispiace per chi le fa. Spesso sono persone insicure, frustrate. Ma non mi condizionano".
Tra recitazione, insegnamento e una laurea in Economia ancora da completare (manca solo un esame), la vita di Brunella è un incastro continuo. "Negli ultimi tempi sono stata davvero piena. Sto imparando a dire basta. A una certa ora spengo il telefono. Quando sono in vacanza, il lavoro resta fuori". Uno dei suoi propositi per il 2026? "Ritagliarmi più momenti leggeri. Ho bisogno di prendermi più tempo per me". E ai suoi studenti? "Assegno compiti per le vacanze, ma senza esagerare. È giusto che mantengano continuità nello studio, ma anche che abbiano tempo per rilassarsi e coltivare ciò che amano".
La paura più grande di Brunella non riguarda il futuro incerto o il giudizio altrui. "Ho paura di non riuscire a realizzarmi. Di non diventare la persona che voglio essere. Di non raggiungere i miei obiettivi. È quella la vera paura". Una paura che la spinge avanti, con disciplina, organizzazione e quella forza tranquilla che si percepisce in ogni sua parola. Tra il set de La preside e la cattedra, Brunella Cacciuni continua a costruire il suo percorso, senza fretta ma senza pause, sapendo che la libertà si difende ogni giorno.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!