Leo Gassman si prepara a tornare sul palco dell'Ariston con una consapevolezza nuova e un piano ben preciso. Il cantautore romano, figlio d'arte di Alessandro Gassman e Sabrina Knaflitz, partecipa a Sanremo 2025 dal 24 al 28 febbraio con Naturale, un brano pop romantico che però rappresenta solo la punta dell'iceberg di un progetto artistico molto più ambizioso. Dopo tre anni dall'ultima partecipazione con Terzo cuore, il 27enne ha cambiato approccio: due mesi senza alcol, allenamento fisico costante e una preparazione vocale maniacale per evitare gli intoppi dell'edizione precedente, quando l'influenza e il cortisone gli avevano compromesso la voce nei momenti cruciali.
Ma la vera notizia è ciò che arriverà dopo il Festival. Naturale è infatti quello che Gassman stesso definisce un "cavallo di Troia": dietro questa canzone accessibile e radiofonica si nasconde Vita vera Paradiso, un album country e folk in uscita il 10 aprile che segna una svolta radicale nella sua carriera. Per la prima volta, il cantautore ha scritto interamente da solo tutti i brani, abbandonando il pop spensierato che lo ha fatto conoscere per abbracciare sonorità più mature e radicate nella tradizione cantautorale. Tra le ispirazioni dichiarate ci sono Bob Dylan e collaborazioni con artisti meno mainstream come Fadi, scelti per la loro autenticità piuttosto che per la loro popolarità.
Naturale rappresenta l'eccezione in questo percorso autoriale: nata dalla penna di tre giovani autori - Mizar, Mediterraneo e Sventura - la canzone è stata proposta a Gassman che l'ha fatta propria in un secondo momento. Il brano parla di arrivederci, non di addii, una distinzione che per l'artista ha un peso emotivo profondo. "Gli arrivederci mi tengono sulle spine fin da bambino, mi fanno soffrire più degli addii", confessa, tracciando un fil rouge che lega l'infanzia alle promesse mancate e l'età adulta alle relazioni sentimentali incompiute.
Essere figlio d'arte resta un tema inevitabile, ma Gassman lo affronta con pragmatismo: "È uno dei tanti ostacoli che impone la vita, ma anche un privilegio". La lezione trasmessagli dal padre Alessandro - a sua volta figlio del grande Vittorio - è quella dell'umiltà e della fatica come valore. "Nonno diceva sempre a papà che tra una strada in salita e una in discesa è sempre meglio la prima. È come giocare a carte: puoi avere una bella mano di partenza, ma senza esperienza non ottieni niente". La madre Sabrina gli ha invece trasmesso la passione per i cantautori, creando un ponte tra le due anime della famiglia: il cinema e la musica.
Sul palco dell'Ariston, Gassman affronterà anche la serata delle cover con Era già tutto previsto di Riccardo Cocciante, accompagnato dall'amico Aiello. La scelta non è casuale: quel brano rappresenta per lui l'essenza del cantautorato italiano, capace di "parlare di qualcosa che riguarda tanti, ma con parole che a quei tanti non sarebbero mai venute in mente". Un omaggio che rischia di commuoverlo, come ha ammesso lui stesso, e che arriva dopo una lunga frequentazione al karaoke della stessa canzone.
Il percorso verso Vita vera Paradiso rappresenta una maturazione artistica consapevole. L'album affronterà temi che vanno oltre l'amore: Irradia, ad esempio, parla della difficoltà di trovare una luce in fondo al tunnel. Eppure, nonostante si dichiari progressista e attento alle questioni sociali, Gassman evita di affrontare tematiche politiche nelle sue canzoni, a differenza di artisti folk come Bruce Springsteen. "Non ne sono capace. Se mi guardo intorno vedo una situazione desolante e mi verrebbe solo rabbia, per ora preferisco tenerla fuori", spiega, sottolineando la sua scelta di privilegiare la positività come forma di resistenza.
Sul tema controverso dell'Eurovision e del possibile boicottaggio per la presenza di Israele - questione sollevata da artisti come Levante - Gassman mantiene una posizione dialogante: "Non sono d'accordo con ciò che ha fatto Israele, ma vedo la musica come uno sport. L'isolamento e il costruire muri non mi sembrano la strategia migliore. Preferisco il dialogo". Una posizione che riflette la sua filosofia di vita centrata sulla gentilezza come strumento di cambiamento, un approccio che definisce "karma positivo" e che secondo lui può fare la differenza, anche a piccole dosi.
Il cantautore guarda con speranza alla sua generazione, quella che vede "ragazzi esausti, con tanta voglia di cambiamento". Nel panorama musicale italiano nota un ritorno ai cantautori e un bisogno di verità: "Le canzoni imbellettate hanno un po' stancato, c'è bisogno di errori, di sporco". È proprio questo bisogno di autenticità che lo ha spinto a realizzare un album interamente scritto da lui, senza co-autori di comodo, accettando il rischio di non "sbancare le classifiche" pur di seguire un'esigenza artistica autentica.
Parallelamente alla musica, Gassman continua a coltivare la recitazione, come dimostra la sua partecipazione alla miniserie L'invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro. Il cinema rimane per lui uno spazio dove "tirare fuori i lati in ombra, con la scusa d'interpretare qualcun altro", un complemento necessario all'espressione musicale. Dopo Sanremo lo aspetta un tour nei club, dove porterà sia il nuovo materiale che i brani più conosciuti, cercando quell'equilibrio tra artista e intrattenimento che sembra aver finalmente trovato. Il sogno per il futuro è semplice ma ambizioso: continuare a dividersi tra cinema e musica, ma soprattutto "stare bene", un obiettivo che sta imparando a coltivare con la maturità.
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