Una squadra di specialisti del Ris di Roma si prepara a tornare nell'asilo di Soci, ad Arezzo, per condurre nuovi e più approfonditi accertamenti tecnici sulla morte del piccolo Leonardo Ricci. Il bambino di due anni perse la vita lo scorso 12 novembre in circostanze drammatiche, mentre giocava in quella che la scuola definiva "boschetto", un'area verde destinata ad attività didattiche all'aperto. Gli investigatori utilizzeranno strumentazioni tecnologiche avanzate per ricostruire con precisione millimetrica quanto accaduto in quei tragici minuti.
L'inchiesta della procura, coordinata dal pubblico ministero Angela Masiello, ha già iscritto nel registro degli indagati cinque persone con l'accusa di omicidio colposo: tre maestre, un'assistente e la responsabile dell'istituto. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il piccolo Leonardo stava trascorrendo momenti di gioco e socializzazione nell'area verde quando il cappuccio del suo giubbotto si è impigliato al ramo di un alberello, trasformandosi in una trappola mortale che lo ha sospeso da terra privandolo del respiro.
Il sopralluogo programmato si concentrerà in particolare sull'albero e sull'intera zona del "boschetto", elemento che gli inquirenti considerano la chiave di volta dell'intera vicenda. I Ris dovranno fornire risposte tecniche precise su aspetti cruciali: la dinamica esatta dell'incidente, la visibilità dell'area da diverse angolazioni, e soprattutto il tempo trascorso tra il momento in cui si è verificata la tragedia e quello in cui il personale scolastico se n'è accorto.
L'avvocato Saverio Agostini, che rappresenta la maestra di riferimento del piccolo e un'assistente, ha confermato la sua presenza durante gli accertamenti. "Ci è stato comunicato che domani mattina i Ris eseguiranno il sopralluogo per accertamenti delegati dalla procura", ha spiegato il legale, aggiungendo di non conoscere ancora i dettagli specifici su cui si concentreranno gli specialisti. La maestra assistita da Agostini, dopo la tragedia, ha subito un malore che ha reso necessario il ricovero ospedaliero.
"Sono provate da un dolore enorme", ha commentato l'avvocato riferendosi alle sue assistite. La tragedia si è consumata in una manciata di minuti, nella fascia oraria compresa tra le 11 e mezzogiorno, poco prima del pranzo. Oltre mille persone hanno partecipato ai funerali del bambino, testimoniando lo shock collettivo di un'intera comunità.
Parallelamente al nuovo sopralluogo tecnico, la procura attende gli esiti dell'autopsia eseguita dal professor Mario Gabbrielli dell'Istituto di Medicina legale di Siena. Il magistrato ha formulato quesiti specifici per determinare con esattezza le cause del decesso, il momento preciso in cui si è verificato e le modalità dell'incidente. Un elemento cruciale riguarda la posizione delle insegnanti rispetto all'area verde al momento della tragedia, dato fondamentale per stabilire eventuali responsabilità nella vigilanza.
L'intervento dei reparti speciali investigativi, dotati di tecnologie sofisticate, rappresenta probabilmente il giro di boa nell'inchiesta condotta con rigore dai carabinieri nelle settimane successive al tragico evento. Gli inquirenti puntano a chiudere definitivamente il cerchio su una vicenda che ha sollevato interrogativi angoscianti: come è stato possibile che un bambino di due anni perdesse la vita in un ambiente scolastico, proprio nel luogo che quotidianamente dovrebbe rappresentare crescita, gioco e sicurezza. La risposta potrebbe arrivare proprio dall'analisi dettagliata di quell'albero che, da strumento didattico, si è tragicamente trasformato in elemento fatale.
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