Incendio Crans-Montana: mancavano le risorse?

L'ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana giustifica l'assenza di controlli antincendio citando carenza di personale e problemi informatici.

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Autore: Redazione ,
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L'inchiesta sul devastante incendio del Constellation di Crans-Montana, che la notte di Capodanno ha causato la morte di 41 persone, continua a far emergere dettagli inquietanti sulla gestione della sicurezza del locale. Oggi a Sion è stato interrogato Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune fino a due anni fa, che ha cercato di giustificare l'assenza di controlli antincendio citando carenza di personale e problemi informatici. L'uomo, che ha tentato di sottrarsi ai giornalisti entrando da un ingresso secondario, è finito nel registro degli indagati insieme ai proprietari del locale Jacques Moretti e Jessica Maric.

Durante l'interrogatorio condotto dalla vice procuratrice generale Catherine Seppey, affiancata da altre procuratrici e dai legali delle circa 150 parti civili, Jacquemoud ha fornito una spiegazione che ha sollevato non poche perplessità. "A causa dei problemi di organico, non avevamo risorse per fare i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici e avevamo anche problemi con il software, per la cui sostituzione abbiamo impiegato molto tempo", ha dichiarato l'ex funzionario, sostenendo di aver informato il Comune della situazione.

Il dato più allarmante emerso dall'interrogatorio riguarda la qualifica professionale: Jacquemoud, che ha ricoperto l'incarico dal 2017 al 2024, dispone di un brevetto per la prevenzione antincendio, titolo che invece manca al suo successore Christophe Balet. L'ultima ispezione al Constellation era stata effettuata nel 2019, ben sei anni prima della tragedia, lasciando un vuoto inspiegabile nei controlli periodici di sicurezza.

L'ultima ispezione al Constellation risaliva al 2019, sei anni prima del rogo che ha causato 41 vittime

All'interrogatorio era presente anche Jacques Moretti, proprietario del locale insieme alla moglie Jessica Maric, entrambi indagati nell'ambito della stessa inchiesta. La presenza del titolare del Constellation durante l'audizione dell'ex responsabile della sicurezza comunale sottolinea la complessità dell'indagine, che sta cercando di ricostruire la catena di responsabilità che ha portato alla tragedia.

Uno dei punti cruciali su cui gli inquirenti stanno concentrando l'attenzione riguarda la spugna acustica installata nel locale, materiale che secondo le testimonianze ha preso fuoco in pochi secondi facilitando la propagazione delle fiamme. L'interrogatorio di oggi mirava proprio a comprendere perché questo materiale altamente infiammabile fosse stato giudicato a norma durante l'ispezione del 2019 e come sia possibile che nessun controllo successivo abbia rilevato il pericolo.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza nei locali pubblici e sull'efficacia dei sistemi di controllo comunali. Le giustificazioni addotte da Jacquemoud – carenza di personale e problemi software – appaiono difficilmente conciliabili con la gravità delle conseguenze. L'inchiesta proseguirà nelle prossime settimane per stabilire le responsabilità individuali e istituzionali che hanno reso possibile questa tragedia, mentre le famiglie delle vittime attendono giustizia per una festa di Capodanno trasformatasi in un incubo.

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