La casa editrice giapponese Kadokawa ha annunciato attraverso il suo servizio ComicWalker la ripresa della serializzazione del manga "Please Tell Me! Galko-chan" (Oshiete! Galko-chan) di Kenya Suzuki sulla piattaforma Web Comic Apanda. La decisione arriva a distanza di diversi anni dalla sospensione improvvisa della pubblicazione, avvenuta nel dicembre 2021 in seguito all'arresto dell'autore per possesso di materiale pedopornografico. Il caso aveva scosso profondamente l'industria del fumetto giapponese, portando alla cancellazione immediata di tutte le pagine associate al manga dai canali ufficiali.
L'arresto di Suzuki, all'epoca quarantenne, fu eseguito dalla polizia della prefettura di Aichi con l'accusa di aver importato dalla Germania materiale raffigurante abusi sessuali su minori, violando la legge doganale giapponese. Secondo le autorità, il mangaka residente nella città di Funabashi, nella prefettura di Chiba, aveva ricevuto sei raccolte fotografiche tramite posta internazionale in due occasioni separate, tra settembre e ottobre 2020.
Durante l'interrogatorio, Suzuki avrebbe dichiarato di "desiderare disperatamente acquisire fotografie di nudi di bambini stranieri che non possono essere ottenute in Giappone", come riportato dall'agenzia Kyodo. La vicenda aveva preso una piega inquietante quando il collega mangaka Battan aveva segnalato sui social media la scomparsa di Suzuki, denunciata alla polizia dopo una settimana di assenza. Successivamente, Battan aveva aggiornato i suoi follower rivelando che l'autore era stato rintracciato, anche se le circostanze del ritrovamento si sono rivelate ben più gravi del previsto.
Le perquisizioni condotte dalle forze dell'ordine nella residenza di Suzuki hanno portato al sequestro di 46 libri e pubblicazioni contenenti presunto materiale pedopornografico.
Questo significa che se Suzuki avesse mantenuto un comportamento irreprensibile per tre anni, non avrebbe dovuto scontare il tempo in prigione. Il giudice ha sottolineato durante la sentenza che il crimine commesso dall'imputato "sfrutta i bambini e compromette la sanità della società". Le accuse formali riguardavano la violazione della legge doganale giapponese e il possesso di materiale raffigurante abusi su minori.
Durante il processo, Suzuki ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di aver acquistato il materiale illegale per interesse personale. L'autore ha espresso vergogna per le proprie azioni e ha manifestato la consapevolezza di dover intraprendere un percorso di riabilitazione sociale durante il periodo di sospensione della pena. Il caso aveva sollevato interrogativi sulla gestione delle opere i cui creatori vengono coinvolti in scandali penali, una questione sempre più delicata nell'industria dell'intrattenimento giapponese. "Please Tell Me! Galko-chan" aveva debuttato nel giugno 2014 sul servizio digitale ComicWalker di Kadokawa, anche se Suzuki aveva iniziato a pubblicarlo precedentemente su Twitter. Il manga, che ha raggiunto cinque volumi tankōbon con l'ultimo pubblicato in Giappone nel luglio 2018, racconta le avventure scolastiche di tre studentesse con personalità molto diverse.
L'opera aveva riscosso un successo tale da generare un adattamento anime televisivo nel gennaio 2015, trasmesso anche in streaming dalla piattaforma Crunchyroll per il pubblico internazionale. Il manga ha trovato distribuzione anche in Nord America attraverso Seven Seas Entertainment, che all'epoca dell'arresto nel 2021 era stata contattata per commenti sulla vicenda. La ripresa della serializzazione rappresenta una decisione aziendale significativa da parte di Kadokawa, che evidentemente considera concluso il periodo di sospensione imposto dal caso giudiziario.
ComicWalker aveva giustificato la sospensione originale citando "molteplici notizie riguardanti il creatore Kenya Suzuki", adottando un approccio prudente in attesa degli sviluppi legali. La decisione di riprendere la pubblicazione solleva questioni complesse sul rapporto tra l'opera artistica e le azioni personali del suo creatore. Nel contesto giapponese, dove la responsabilità sociale delle aziende editoriali è particolarmente sentita, la scelta di Kadokawa potrebbe indicare un tentativo di bilanciare la condanna delle azioni criminali con il riconoscimento che il periodo di sanzione previsto dalla giustizia si è concluso. Resta da vedere come il pubblico accoglierà il ritorno di un'opera associata a una vicenda così controversa.
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