Mariateresa Fragomeni: tra minacce e coraggio

Mariateresa Fragomeni, sindaco di Siderno dal 2021, è nel calendario 2026 della DIA dedicato alle donne che hanno rotto con la cultura mafiosa e la 'ndrangheta.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Nel panorama politico italiano, dove la lotta alla criminalità organizzata si intreccia con la sfida quotidiana dell'amministrazione locale, emerge una figura che ha trasformato il coraggio civile in pratica di governo. Mariateresa Fragomeni, sindaco di Siderno dal 2021, è stata scelta dalla Direzione Investigativa Antimafia per il calendario 2026 dedicato alle donne che hanno spezzato il patto con la cultura mafiosa. Un riconoscimento che va oltre la semplice celebrazione, diventando manifesto di una resistenza concreta contro un sistema criminale che per decenni ha condizionato la vita di un'intera comunità calabrese.

La storia di Fragomeni si colloca in un contesto drammatico: Siderno, Comune della Locride, porta i segni profondi di un passato segnato dal commissariamento per infiltrazioni della 'ndrangheta. Dal primo giorno del suo mandato, la sindaca ha messo la legalità al centro di ogni decisione amministrativa, sfidando equilibri opachi sedimentati nel tempo. La risposta criminale non si è fatta attendere: intimidazioni, un proiettile recapitato come avvertimento inequivocabile, insulti sui social e due auto di servizio incendiate. Ma nessuna di queste pressioni ha scalfito la sua determinazione.

"Se devo essere onesta, non me l'aspettavo", confessa Fragomeni parlando della scelta della DIA. "Noi amministratori pubblici siamo completamente assorbiti dagli impegni quotidiani, e difficilmente riusciamo a fermarci a guardarci intorno". Il primo pensiero, racconta, è stato condividere la notizia con la sua comunità, quella stessa comunità che aveva visto susseguirsi commissariamenti e parentesi amministrative brevissime, fino a convincersi che Siderno fosse diventata ingovernabile. "Invece abbiamo scelto la strada della trasparenza e del rispetto della legge, in ogni singolo atto. Dovrebbe essere la norma, ma non sempre lo è".

La svolta è arrivata dopo gli atti intimidatori all'inizio del mandato, quando la comunità sidernese è scesa spontaneamente in piazza. "Non a difesa di una persona, ma della città e delle sue istituzioni", precisa la sindaca. "Erano stanchi di stagioni che avevano lasciato conseguenze pesanti e non volevano più guardare indietro. Chi delinque resta sempre una minoranza, ma se non trova spazio è costretto ad arretrare. È lì che ho capito che Siderno aveva voltato pagina".

Chi delinque resta sempre una minoranza, ma se non trova spazio è costretto ad arretrare

Il percorso politico di Fragomeni affonda le radici nella sua formazione professionale. Commercialista, dopo la laurea conseguita a Roma ha scelto di tornare nella sua terra. L'elezione in consiglio comunale all'opposizione le ha mostrato "quanto sia diverso parlare di politica dall'esterno e viverla dall'interno". Poi l'esperienza intensa come assessore al bilancio e alle attività produttive della Regione Calabria, stagione complessa che l'ha preparata alla sfida più grande: dedicarsi a Siderno "al meglio delle mie possibilità".

Fragomeni rappresenta una generazione di amministratori del Sud che sta riscrivendo il copione. "Oggi, soprattutto al Sud, molti giovani amministratori portano idee, progetti concreti e un modo diverso di fare politica, più attento ai fatti che alla propaganda", osserva. "In Calabria, Puglia e Campania stanno crescendo energie che hanno scelto di non abbandonare i territori, ma di ridare loro slancio". Una protezione che nasce dal basso, dalla fiducia conquistata giorno per giorno con la trasparenza e i risultati concreti.

Sul tema della leadership femminile in politica, la sindaca di Siderno offre una prospettiva pragmatica. "Penso che oggi non faccia più notizia, fortunatamente, l'elezione di una donna a Presidente del Consiglio, a capo di una Regione o a sindaco. In democrazia non conta il genere di chi amministra, ma chi ottiene la fiducia degli elettori". Ricorda con orgoglio che la Calabria ha una tradizione pionieristica: Rita Pisano, eletta sindaco a Pedace nel 1966, fu una delle prime donne sindaco d'Italia, confermata per quattro mandati e ritratta persino da Pablo Picasso per il suo impegno politico e antifascista.

Più critica invece la sua valutazione sulle politiche nazionali per le donne. "Poco, purtroppo", risponde senza giri di parole quando le si chiede cosa stia facendo la politica per garantire pari opportunità, salario equo e previdenza dignitosa. Sul recente reato di femminicidio evidenzia criticità: "Il recente emendamento all'articolo 609bis del Codice Penale complica l'accesso agli strumenti di protezione e denuncia per le vittime". Un monito severo: "Non basta avere una Presidente del Consiglio donna se poi non si attuano politiche concrete a favore delle donne, conciliando lavoro e famiglia".

Significativa anche la sua posizione sui neologismi linguistici: "Io mi firmo sindaco", dichiara. "Non basta cambiare un pronome per favorire una reale crescita culturale. La vera differenza, secondo me, la fanno le azioni concrete. Un asilo nido comunale a portata di mano, per esempio, permette di lasciare il figlio a scuola senza interrompere la propria carriera". Una visione che privilegia la sostanza alla forma, i servizi concreti alle battaglie simboliche.

Il messaggio ai giovani che guardano al Sud come terra di opportunità è chiaro e potente. "Mi piacerebbe che capissero, come diceva Lucio Dalla, che l'impresa eccezionale è essere normale", riflette Fragomeni. "Non mi considero diversa da un quindicenne solo perché amministro o compaio su un calendario. Sono una persona che sceglie ogni giorno di fare bene il proprio lavoro". Ai ragazzi dice di non sentirsi soli, di incidere attraverso associazionismo, volontariato e partecipazione. "E soprattutto, di non avere mai paura di dire ciò che pensano".

La parola che sceglie per descrivere il coraggio è inaspettata quanto rivelatrice: normalità, intesa come senso del dovere. "Da non confondere con routine, piattume o mediocrità", precisa. "Se ognuno facesse bene la propria parte, giorno dopo giorno, restituiremmo a questa parola il suo significato più alto. Così non servono simboli, eroi o miti. Chi fa le leggi deve farle nell'interesse generale. Chi governa deve pensare al futuro del Paese. Chi lavora deve farlo con serietà". Una filosofia amministrativa che rifugge l'eroismo individuale per abbracciare una visione collettiva della responsabilità civile, dove il vero cambiamento nasce dalla quotidianità dell'impegno onesto e trasparente.

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