Marina Berlusconi contro Corona: "Falsissimo noioso"

Marina Berlusconi risponde a Corona, critica Trump e sostiene il referendum sulla giustizia in un'intervista al Corriere della Sera, affrontando temi politici e mediatici.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Marina Berlusconi non le manda a dire. La presidente di Fininvest e Mondadori ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha affrontato senza giri di parole i temi più scottanti del momento: dall'offensiva mediatica di Fabrizio Corona contro Mediaset alle fibrillazioni nel centrodestra, fino alle sue parole durissime contro Donald Trump e al suo endorsement convinto per il referendum sulla giustizia. Un intervento a 360 gradi che conferma la sua influenza sul dibattito pubblico italiano, pur senza ricoprire alcun ruolo politico ufficiale.

Partiamo dalla questione Corona, che nelle ultime settimane ha scatenato una vera e propria crociata mediatica contro Mediaset e la famiglia Berlusconi. La risposta dell'imprenditrice è stata glaciale e definitiva: "Mi hanno costretto a vedere una puntata: devo dire che, oltre che falsissimo, l'ho trovato davvero noiosissimo. Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati". Un modo elegante per chiudere la questione, mentre il gruppo di Cologno Monzese ha già avviato un'azione legale contro l'ex re dei paparazzi chiedendo la cifra monstre di 160 milioni di euro di risarcimento.

Sul fronte aziendale, Marina ha rivendicato con orgoglio i risultati ottenuti dal gruppo familiare. "Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo, Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all'ottimo lavoro di Massimo Doris", ha dichiarato. E ancora: "Mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà".

"Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze"

Ma è sul terreno politico che le dichiarazioni di Marina Berlusconi assumono particolare peso. Riguardo al possibile addio di Roberto Vannacci alla Lega e al centrodestra, l'imprenditrice non ha usato mezzi termini: "Per come la penso io non sarebbe una gran perdita... Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi". Una posizione netta che fotografa le tensioni interne alla maggioranza, anche se Marina ha precisato che "la politica deve anche fare i conti con le percentuali".

L'attacco più duro è però riservato a Donald Trump, descritto come un leader caotico e pericoloso. "L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà", ha tuonato. Secondo la presidente di Fininvest, si dovrebbe invece parlare di "legge del più forte, prevaricazione, affarismo". Marina ha espresso profonda preoccupazione per i tentativi del presidente americano di "smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo" e per l'uso della violenza contro il dissenso.

Non risparmia critiche nemmeno alla politica estera trumpiana: "È un tiro alla fune con tutti, compresi gli alleati storici". L'imprenditrice ha anche evidenziato il ruolo dei Big Tech nel sostenere Trump: "Si sono trovati gli sponsor più generosi, perché meno regole hanno, più guadagnano". Tuttavia, pur criticandolo aspramente, Marina riconosce la necessità di confrontarsi con la nuova amministrazione USA: "L'Occidente, senza l'America, non va da nessuna parte".

Sul referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, la posizione è cristallina: "Voterò Sì. Non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta". Marina ha spiegato che la separazione delle carriere è necessaria "per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati" e per garantire la vera terzietà dei giudici. Una battaglia che definisce come un'occasione irripetibile per il Paese.

Inevitabile il riferimento alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto suo padre Silvio: "Ha subìto un'inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa". Il vero problema, secondo Marina, sono le correnti all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura: "Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un pagherò".

Riguardo alla premier Giorgia Meloni, Marina ha espresso sostegno pieno: "Faccio il tifo per lei perché se vince lei, vince il Paese". Ha riconosciuto la gestione responsabile dei conti che ha permesso all'Italia di recuperare credibilità internazionale, pur mettendo in guardia sui rischi legati alla difficile situazione geopolitica. Una posizione che conferma come Marina Berlusconi, pur senza un ruolo istituzionale, continui a essere una voce influente nel dibattito pubblico italiano, capace di esprimere posizioni nette su temi cruciali con il piglio dell'imprenditrice abituata a non usare mezze misure.

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