Il processo che sta scuotendo la monarchia norvegese è entrato nel vivo con testimonianze drammatiche e rivelazioni shock. Marius Borg Høiby, il figlio ventisettenne della principessa Mette-Marit, si è presentato mercoledì 4 febbraio davanti al tribunale di Oslo per rispondere a 38 capi d'accusa, tra cui quattro stupri. La seconda giornata d'udienza ha visto salire sul banco dei testimoni una delle presunte vittime, che ha raccontato di aver scoperto di essere stata violentata solo quando gli investigatori le hanno mostrato i video trovati sul telefono dell'imputato. Una rivelazione che ha gettato un'ombra inquietante su quello che è già stato definito lo scandalo più grave mai abbattutosi sulla famiglia reale norvegese.
La giovane donna ha descritto il momento devastante in cui ha visto quelle immagini. "All'inizio non ci credevo. Non potevo credere che Marius mi avesse fatto una cosa del genere. È stato un vero tradimento e uno shock", ha dichiarato con voce tremante. Nel video, ha raccontato, si vedeva "completamente priva di sensi. Non sembrava nemmeno che respirassi. Non mi ero mai vista così". Incalzata dal procuratore Sturla Henriksboe sulla possibilità di essere stata drogata, la risposta è stata inequivocabile: "Sì, al cento per cento".
L'episodio risalirebbe al 2018 e si sarebbe consumato a Skaugum, la residenza ufficiale del principe ereditario Haakon e della principessa Mette-Marit, dove Marius viveva. Il giovane è nato da una precedente relazione della principessa, prima del matrimonio con l'erede al trono norvegese, e non ha mai ricoperto alcun ruolo ufficiale nella monarchia, pur essendo cresciuto sotto i riflettori mediatici e godendo dei privilegi della famiglia reale.
Dopo una pausa seguita alla testimonianza della presunta vittima, è stato lo stesso Marius Borg Høiby a prendere la parola per la prima volta in aula, offrendo una versione dei fatti che ha diviso l'opinione pubblica norvegese. Con la voce rotta dal pianto e circondato da oltre duecento giornalisti accreditati, il ventisettenne ha parlato del peso insostenibile della fama non cercata: "La stampa mi perseguita da quando avevo tre anni. Mi ha sempre braccato, molestato e tormentato. Il fatto che debbano stare seduti in questa stanza mi sembra assolutamente spaventoso".
Nella sua dichiarazione volontaria, Borg Høiby ha tracciato un ritratto di sé come vittima di un'esistenza dorata ma soffocante. "Fin da bambino sono noto solo per essere il figlio di mia madre. Niente di più. Il che significa che ho sempre avuto un estremo bisogno di conferme. Molto sesso, molte feste, molto alcol, un po' di droghe. Pochi possono immedesimarsi nella vita che ho condotto", ha affermato, spiegando di dover assumere "farmaci forti" per affrontare il processo ma di essere determinato a presenziare a tutte le udiende.
Sul banco dei testimoni, l'imputato ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la donna che ha testimoniato contro di lui, negando però categoricamente la violenza. "Abbiamo avuto rapporti sessuali del tutto normali. Dopo, le ho detto di andarsene. Così le ho chiamato un taxi. Non faccio sesso con persone che non sono sveglie", ha dichiarato, contraddicendo frontalmente la versione dell'accusa, secondo cui le prove video dimostrerebbero l'opposto.
Durante la sua testimonianza, Marius ha anche difeso strenuamente la madre dalle accuse di aver ostacolato le indagini. Nell'agosto 2024, quando fu arrestato per la prima volta dopo un'aggressione ai danni della sua ex fidanzata Rebecca Helberg Arntsen in un appartamento di Oslo, alcuni media norvegesi avevano ipotizzato che la principessa Mette-Marit avesse rimosso materiale compromettente dal cellulare del figlio prima di consegnarlo alle autorità. "Molte persone hanno ipotizzato che la mamma abbia rimosso la scheda SIM. Di sicuro non è successo. La mamma si è in qualche modo presa la colpa", ha affermato il giovane in aula.
Nell'udienza preliminare, Marius Borg Høiby si era dichiarato non colpevole della maggior parte dei 38 capi d'accusa contestati, compresi i quattro stupri. I suoi avvocati, Ellen Andenaes e Petar Sekulic, hanno confermato questa linea difensiva, mentre l'accusa sostiene che nei dispositivi elettronici del ventisettenne siano stati trovati foto e video di rapporti sessuali con donne che non potevano essere consenzienti perché prive di sensi.
Il processo, che si sta svolgendo nell'aula 250 del tribunale di Oslo, rappresenta uno snodo cruciale non solo per il futuro di Marius Borg Høiby, ma anche per la reputazione della monarchia norvegese. La famiglia reale ha mantenuto un prudente riserbo, ma l'impatto mediatico dello scandalo rischia di lasciare cicatrici profonde sull'immagine della corona. Le prossime udienze vedranno probabilmente salire sul banco dei testimoni le altre tre presunte vittime di stupro, mentre l'opinione pubblica norvegese resta divisa tra chi vede in Marius un giovane distrutto dalla pressione della fama e chi chiede giustizia per le donne coinvolte.
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