Mattia Zenzola: «Bullizzato per danza e smalto»

Mattia Zenzola torna a Valenzano per raccontare ai bambini come affrontare le difficoltà e inseguire i propri sogni attraverso la danza e la determinazione.

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Autore: Redazione ,
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Il palcoscenico di Amici, il trionfo nella celebre scuola di Canale 5 nel 2023, i musical, la carriera che decolla. Ma prima di tutto questo, c'era un bambino con i capelli lunghi e lo smalto sulle unghie che aveva paura di essere sbagliato, che subiva bullismo mentre tornava da scuola e che sognava di ballare guardando la tv dal divano con suo papà. Mattia Zenzola, oggi 22enne ballerino professionista e coreografo, è tornato a Valenzano, in provincia di Bari, dove è cresciuto, per raccontare ai più piccoli che i sogni si costruiscono anche attraverso le cadute, letterali e metaforiche. E lo fa come ambassador della nuova edizione di Sogna e credici fino alle stelle, il progetto educativo di Pan di Stelle che coinvolgerà docenti e studenti di circa 3.000 classi della scuola primaria in tutta Italia.

La danza per Mattia non è mai stata solo una passione, ma una vera e propria necessità. "La maggioranza dei miei compagni giocava a calcio, mentre io volevo solo ballare. È una passione che mi è stata trasmessa da mia mamma e da mia nonna", racconta il giovane artista pugliese. "La danza è sempre stata la mia voce, perché avevo difficoltà a esprimermi e a relazionarmi con i compagni". Al calcio aveva anche provato ad avvicinarsi, confessa, ma era "totalmente negato". Quando finalmente ha iniziato a frequentare la scuola di danza, tutto è cambiato: i pensieri negativi svanivano, non vedeva l'ora di finire i compiti per correre in sala prove.

Ma il percorso verso il successo è stato tutt'altro che lineare. Zenzola ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza del bullismo durante le scuole medie, proprio per quegli elementi che lo rendevano diverso: i capelli lunghi, lo smalto, la passione per il ballo. Un episodio in particolare resta impresso nella sua memoria con dolorosa nitidezza: "Stavo tornando a casa da scuola quando qualcuno mi colpì violentemente da dietro. Il peso della cartella mi fece cadere sull'asfalto. Mi fece male, da tutti i punti di vista".

Quello che ci si tiene dentro può sembrare irrisolvibile. Bisogna confidarsi, subito, prima che sia troppo tardi

A salvarlo è stata la rete familiare e il coraggio di parlare. "Ho una famiglia molto presente, che mi ha sempre sostenuto. Parlai con mia mamma del bullismo che stavo subendo. Fu la scelta migliore", sottolinea il ballerino, che oggi trasforma quella ferita in un messaggio per i più giovani: "Suggerirò sempre di parlare con i genitori di qualsiasi problema. Le difficoltà ci sono sempre, ma con la volontà e le persone giuste accanto si possono superare".

Le prove non si sono limitate al bullismo scolastico. Un infortunio serio ha costretto Mattia a lasciare temporaneamente la scuola di danza, un momento devastante per chi aveva fatto della danza la propria ragione di vita. "Per quanto ne soffrissi, ho sfruttato quel periodo per concentrarmi sullo studio: ho preso il diploma e la patente", racconta. "Poi sono riuscito a rientrare, anche se i medici erano un po' scettici, e alla fine ho anche vinto. Non ho mai smesso di crederci". Un atteggiamento che lo ha portato fino alla vittoria nel talent show di Maria De Filippi, quel sogno coltivato fin da bambino guardando il programma sul divano di casa.

Per realizzare quel sogno, Zenzola ha dovuto rinunciare a molto: le feste di compleanno dei compagni, le giornate al mare con gli amici. "Ma nessuna è stata un peso. Sono contento del percorso che ho fatto e non rimpiango davvero nulla", afferma con la sicurezza di chi sa dove vuole arrivare. Oggi che vive a Roma, lontano dalla famiglia, la difficoltà più grande è di natura personale: "La salute di mio papà è il mio pensiero costante. Vivo lontano dalla famiglia e questo rende tutto più difficile. Ma lui è una persona ottimista e positiva, mi ha sempre ripetuto che tutto passa".

Nei momenti più bui, quando i pensieri negativi occupano troppo spazio, il ballerino ha trovato la sua strategia di resilienza: dormire per resettare e ripartire con energia nuova. E cita un mantra di famiglia che racchiude tutta la filosofia con cui affronta le difficoltà: "Come dice sempre mia mamma, 'coperta fino al naso e si riparte'". Un messaggio semplice ma potente che ora porta nelle scuole primarie italiane, dimostrando che sentirsi diversi può essere il primo passo per realizzare qualcosa di straordinario.

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