Mediaset denuncia Corona: ora è guerra

Mediaset denuncia Fabrizio Corona per diffamazione e minacce, chiedendo alla Procura di Milano una misura di prevenzione per bloccarne l'accesso ai social.

Immagine di Mediaset denuncia Corona: ora è guerra
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 27''
Fonte

La battaglia legale tra Fabrizio Corona e il mondo televisivo raggiunge un nuovo livello di scontro. Mediaset ha presentato una denuncia formale alla Procura di Milano contro l'ex agente fotografico, accusandolo di diffamazione e minacce rivolte ai vertici dell'azienda e ad alcuni dei suoi conduttori più noti. L'iniziativa legale del colosso televisivo arriva dopo settimane di attacchi virulenti attraverso il format web di Corona, in particolare contro il conduttore Alfonso Signorini.

Ma la richiesta dell'emittente va oltre la semplice querela. Mediaset ha infatti sollecitato la Direzione Distrettuale Antimafia a intervenire con una misura di prevenzione che precluda a Corona l'accesso ai canali social, ai dispositivi elettronici e alle piattaforme telematiche. L'obiettivo è impedirgli di continuare a diffondere i contenuti che sta pubblicando attraverso il suo programma online "Falsissimo", considerati dall'azienda gravemente lesivi.

La reazione di Corona non si è fatta attendere e ha mostrato tutta la sua determinazione a proseguire nella sua offensiva mediatica. "Ormai è guerra, ve l'ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi", ha scritto sui suoi profili social subito dopo la diffusione della notizia della denuncia. Le sue parole assumono toni ancora più duri quando aggiunge: "Per fermarmi mi dovete sparare".

Per fermarmi mi dovete sparare

Il fronte difensivo dell'ex fotografo dei vip si è organizzato rapidamente attraverso le dichiarazioni del suo storico avvocato Ivano Chiesa. Il legale ha espresso stupore per l'iniziativa di Mediaset, richiamandosi ai principi costituzionali: "Sono veramente basito, pare che non sia chiaro che in Italia c'è la libertà di pensiero e di parola in qualunque modo venga manifestata".

Chiesa ha definito le mosse dell'emittente televisiva come un tentativo di ottenere una forma di censura preventiva, sottolineando con forza che "la censura non c'è più in Italia dal 1946". Il riferimento è chiaramente alla nascita della Repubblica e ai principi democratici sanciti dalla Costituzione italiana, che garantiscono la libertà di espressione come diritto fondamentale.

Il caso solleva interrogativi delicati sul confine tra libertà di espressione e tutela della reputazione nell'era digitale. La richiesta di limitare l'accesso di Corona alle piattaforme online rappresenta una questione giuridica complessa, che coinvolge il bilanciamento tra diritti costituzionali contrapposti. Da un lato la libertà di manifestazione del pensiero, dall'altro la tutela dell'onore e della reputazione di persone e aziende.

Le puntate di "Falsissimo" che hanno scatenato la reazione di Mediaset hanno preso di mira principalmente Alfonso Signorini, ma hanno toccato anche altri personaggi legati al gruppo televisivo. Il format web di Corona si caratterizza per un approccio diretto e spesso provocatorio, che l'ex agente fotografico presenta come denuncia di presunti retroscena del mondo dello spettacolo italiano.

La vicenda rappresenta l'ennesimo capitolo della complessa e controversa parabola mediatica di Corona, che negli anni ha alternato momenti di grande visibilità a periodi di scontro con istituzioni e personaggi pubblici. Ora la sfida giudiziaria con uno dei principali gruppi televisivi italiani potrebbe rappresentare uno snodo decisivo nel suo rapporto con i media tradizionali e digitali.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!