Il duo italiano Merk & Kremont ha appena scritto una pagina inedita nella storia della musica elettronica nazionale: per la prima volta, hanno prodotto un brano per un artista che non esiste fisicamente. Si chiama V, è un personaggio digitale creato tramite intelligenza artificiale per Visa, e il singolo Anywhere che lo accompagna rappresenta un esperimento affascinante nell'intersezione tra creatività umana, tecnologia e sport. Il progetto debutta in grande stile come colonna sonora del percorso verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, unendo musica dance, estetica k-pop e l'ambizione di raccontare come la tecnologia possa amplificare i talenti umani anziché sostituirli.
Disponibile sulle piattaforme streaming e in radio dal 6 febbraio, il brano ha già fatto il suo debutto live il 13 febbraio a Milano, in piazza del Cannone, all'interno del Live Site ufficiale dei Giochi. Una location simbolica per un progetto che vuole unire persone e storie attraverso linguaggi universali come musica e sport. La voce è quella di Shorelle, cantautrice italiana emergente che vive in Corea del Sud, mentre la scrittura porta la firma del duo milanese insieme a Josh Cumbee, collaboratore di lunga data che ha contribuito a dare al pezzo quel sapore internazionale che mescola dance energica e influenze k-pop.
"Per noi è stata un'esperienza particolare perché non avevamo mai prodotto una canzone per un personaggio legato all'intelligenza artificiale", raccontano Merk & Kremont. Il processo creativo si è rivelato radicalmente diverso da quello tradizionale: nessun artista in carne e ossa seduto in studio a dare input su direzioni musicali o tematiche da esplorare. Tutto è nato dalla loro creatività, costruendo non solo il brano ma anche l'identità sonora di un personaggio che prendeva forma visivamente in parallelo attraverso l'AI. "Mentre ci arrivavano le immagini di come sarebbe stato l'artista, noi pensavamo alla musica, lavorando continuamente con l'agenzia creativa che ha realizzato il video", spiegano.
Il risultato è un brano che il duo definisce senza esitazioni come k-pop contaminato di dance, ballabile e dinamico, con un drop potente pensato per far muovere le persone e trasmettere la carica adrenalinica dello sport olimpico. "È la prima volta che facciamo un brano con un orientamento un po' k-pop, anche se il k-pop integra tantissimi stili diversi e si sposa benissimo con il nostro mondo dance", sottolineano. La scelta di Shorelle come interprete non è casuale: la sua esperienza coreana ha portato autenticità a un'estetica musicale che sta conquistando il mercato globale.
L'intero progetto si collega allo storico slogan di Visa "Everywhere you want to be", reinterpretato come concetto di ubiquità digitale. "Essere nello stesso momento in più posti diversi", come spiegano i produttori, riferendosi non solo ai pagamenti digitali ma anche al modo rivoluzionario in cui oggi si crea musica. Il brano stesso è nato da una sessione su Zoom con Josh Cumbee, lui alle otto di sera in America e loro alle cinque del pomeriggio in Italia: fisicamente distanti, creativamente nello stesso spazio. "Questo secondo noi rappresenta molto bene il futuro della musica", affermano.
Lungi dall'essere spaventati dall'avanzata dell'intelligenza artificiale nel campo musicale, Merk & Kremont la vedono come un'opportunità. Tracciano un parallelismo illuminante con l'avvento della fotografia digitale: inizialmente sembrava minacciare il lavoro dei fotografi, ma chi si è adattato per primo ha cavalcato il cambiamento. "I fotografi esistono ancora oggi, semplicemente il focus si è spostato più sul gusto che sulla tecnica", osservano. La loro previsione per il futuro della produzione musicale segue la stessa logica: la tecnica potrà essere replicata dall'AI, ma conteranno sempre di più le idee e il gusto giusto al momento giusto.
La carriera del duo, del resto, è costellata di momenti in cui hanno saputo cogliere l'opportunità giusta. Ricordano con emozione un episodio di oltre dieci anni fa, quando mandavano demo a DJ famosi senza ricevere risposta. Un giorno, guardando lo streaming dell'Ultra Music Festival di Miami, hanno sentito partire una loro canzone sul palco principale. "All'inizio pensavo che fosse partita in casa per sbaglio", confessano ridendo. Quello stesso festival, l'anno successivo, li ha visti esibirsi dal vivo sul palco che avevano ammirato da remoto. Da lì, la scalata internazionale.
Il loro consiglio ai giovani producer italiani che vogliono emergere in un'epoca di cambiamenti rapidissimi? "Non mollare mai. Sembra un cliché, ma è la verità", affermano con convinzione. La sfida principale oggi è sapersi adattare al cambiamento tecnologico nel momento giusto, restando pronti a cogliere opportunità che non si possono programmare. "Bisogna crederci davvero, considerare questa passione come il piano A e non avere un piano B", concludono. Con Anywhere, Merk & Kremont dimostrano che anche collaborando con un artista digitale, l'anima della musica resta profondamente umana: sono le idee, le emozioni e la capacità di raccontare storie a fare la differenza, non lo strumento utilizzato per realizzarle.
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