Il countdown è iniziato e i fan di tutto il mondo sono in fermento: il primo maggio arriva finalmente nei cinema il sequel di uno dei film cult più amati degli anni Duemila, Il diavolo veste Prada. L'attesa per rivedere Meryl Streep nei panni dell'iconica e glaciale Miranda Priestly, direttrice della rivista di moda Runway, ha raggiunto livelli altissimi. Ma dietro il fascino impeccabile del personaggio si nasconde una verità sorprendente: per l'attrice premio Oscar, tornare in quei panni è stato tutt'altro che una passeggiata elegante.
In un'intervista esclusiva rilasciata a Vogue, la Streep ha rivelato un dettaglio inaspettato sulla sua esperienza sul set del secondo capitolo. Dimenticatevi il glamour e l'eleganza senza sforzo: indossare nuovamente il guardaroba di Miranda è stato come "andare in fondo al tuo armadio e trovare qualcosa, pensandoti: 'Oh, chissà se mi sta ancora bene?'". L'attrice ha spiegato che il personaggio ha mantenuto il suo stile distintivo ma adattato al tempo trascorso, esattamente come farebbe una vera professionista della moda dopo vent'anni nella stessa posizione di potere.
Ma è sulla questione pratica che arriva la confessione più sorprendente. Sedici settimane di riprese in tacchi alti hanno lasciato il segno, letteralmente. "Ho quasi avuto un disturbo da stress post-traumatico per aver portato i tacchi alti per sedici settimane", ha scherzato la Streep, aggiungendo con ironia: "Sento che dovrei ricevere una medaglia al valore!". Una rivelazione che svela il lato meno patinato del cinema, dove dietro ogni scena impeccabile si nascondono spesso sacrifici fisici considerevoli.
L'impatto emotivo del ritorno di Miranda Priestly non ha risparmiato nemmeno la sua storica co-protagonista. Anne Hathaway, che torna nei panni di Andy Sachs, ha raccontato un momento quasi surreale vissuto sul set. Vedere la Streep camminare davanti a lei lungo un corridoio, a circa quindici metri di distanza, è stato "praticamente psichedelico". L'attrice ha confessato di essersi sentita catapultata indietro nel tempo: "Mi sentivo come se avessi di nuovo 22 anni", ha ammesso, ricordando probabilmente le emozioni vissute durante le riprese del film originale uscito nel 2006.
C'è però una differenza sostanziale rispetto alla prima esperienza sul set: questa volta Meryl Streep non è rimasta nel personaggio durante tutta la produzione, permettendo così momenti di leggerezza con la collega. "Per fortuna, questa volta Meryl non è rimasta nel personaggio per tutto il tempo, quindi ci siamo fatte un sacco di risate", ha rivelato la Hathaway, lasciando intendere un'atmosfera di lavoro più rilassata rispetto al passato.
Il film originale, diretto da David Frankel e basato sul romanzo di Lauren Weisberger, è diventato nel tempo un fenomeno culturale che ha influenzato generazioni di appassionati di moda e cinema. La performance della Streep come Miranda Priestly le valse una nomination all'Oscar e rimane uno dei suoi ruoli più iconici e citati. Ora, a quasi vent'anni di distanza, il ritorno di questo personaggio promette di conquistare sia i fan storici sia una nuova generazione di spettatori. L'appuntamento nelle sale italiane è fissato per il primo maggio, e le aspettative sono altissime per scoprire quale direzione avrà preso la vita della temibile direttrice di Runway.
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