Michael J. Fox: il suo casting costò il ruolo a Melora Hardin

La storia del casting di Jennifer Parker si intreccia con il cambio di protagonista: Melora Hardin aveva girato scene con Eric Stoltz ma fu sostituita per l'altezza.

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Autore: Redazione ,
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Il dietro le quinte di Back to the Future continua a riservare sorprese anche a distanza di quasi quarant'anni dall'uscita del film. Nella sua recente autobiografia Future Boy, Michael J. Fox ha finalmente svelato un retroscena poco conosciuto che riguarda il casting della fidanzata di Marty McFly, Jennifer Parker. Prima che Claudia Wells interpretasse il ruolo nel film del 1985, un'altra attrice aveva già girato diverse scene al fianco del primo protagonista Eric Stoltz: Melora Hardin, che il pubblico televisivo conoscerà poi come Jan Levinson in The Office.

La storia si intreccia con il celebre cambio di protagonista che segnò la produzione del classico di Robert Zemeckis. Quando Fox sostituì Stoltz nel ruolo del teenager viaggiatore nel tempo, la differenza di altezza tra lui e la Hardin divenne improvvisamente un problema per la produzione. L'attrice risultava infatti "troppo alta" per recitare accanto al nuovo leading man, costringendo i produttori a una seconda sostituzione nel cast.

Nel suo memoir, Fox ha affrontato con sincerità il tema della sua statura, spiegando come questo aspetto fisico abbia influenzato tutta la sua carriera. "Il mio obiettivo da bambino era l'autoconservazione. I bulli spesso mi prendevano in giro per la mia altezza, un bersaglio facile", ha scritto l'attore secondo quanto riportato da Entertainment Weekly. Se da adolescente la sua corporatura minuta gli aveva permesso di interpretare personaggi più giovani, da adulto si trasformò in un ostacolo quando si trovava a recitare scene romantiche con attrici più alte.

Quando Zemeckis consultò rapidamente le membri femminili della troupe, queste gli assicurarono che "la ragazza alta e carina del liceo raramente sceglie il ragazzo carino ma basso"

Fox ha raccontato che inizialmente Zemeckis sperava che il pubblico potesse sorvolare sulla differenza di altezza tra i due attori. Tuttavia, dopo un rapido sondaggio informale tra le componenti femminili della crew, il regista si convinse del contrario. La loro risposta fu unanime e pragmatica: nelle dinamiche adolescenziali del liceo, una ragazza alta difficilmente esce con un ragazzo più basso di lei.

"Mi dispiace che questo pregiudizio abbia inavvertitamente colpito un altro membro del cast", ha scritto Fox con evidente rammarico, aggiungendo che "nessuno mi ha chiesto la mia opinione, ma mi sarei schierato in difesa di Melora". L'attore ha voluto sottolineare come la Hardin, un'attrice di talento, sia stata vittima di una scelta di casting dettata puramente da convenzioni estetiche piuttosto che da considerazioni artistiche.

Dopo l'uscita di scena della Hardin, Claudia Wells subentrò nel ruolo di Jennifer per il film originale del 1985. La saga di cambi non finì però lì: quando arrivò il momento di girare Back to the Future Part II nel 1989, Wells dovette rinunciare al ritorno sul set per assistere la madre malata. Fu così che Elisabeth Shue prese in mano il personaggio, recitando sia nel secondo che nel terzo capitolo della trilogia uscito nel 1990, diventando la Jennifer più duratura del franchise.

La vicenda della Hardin rappresenta uno degli aneddoti meno conosciuti di una produzione leggendaria per i suoi problemi di casting. Il memoir di Fox getta nuova luce sui meccanismi spesso impietosi dell'industria hollywoodiana, dove dettagli apparentemente superficiali come l'altezza possono decidere le sorti di una carriera. Melora Hardin, dal canto suo, ha poi costruito una solida carriera televisiva, dimostrando che quel mancato ruolo non ne ha certamente compromesso il talento.

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