Milo Infante contro Corona: "40 querele a Milano"

Milo Infante rivela che 40 querele sono state depositate contro Corona a Milano. Quattro pubblici ministeri lavorano sul caso mentre i social sono oscurati.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il caso Fabrizio Corona continua a far parlare e questa volta i numeri fanno impressione: secondo quanto rivelato da Milo Infante durante la puntata del 3 febbraio di Ore 14 su Rai 2, ben 40 querele sarebbero state depositate contro l'ex re dei paparazzi presso la procura di Milano. Una valanga giudiziaria che si aggiunge ad altre indagini già in corso per reati diversi, tanto che sulla vicenda starebbero lavorando contemporaneamente quattro pubblici ministeri. La rivelazione arriva proprio mentre i profili social di Corona sono stati oscurati da Meta, scatenando un nuovo capitolo di una saga mediatico-giudiziaria che non accenna a placarsi.

Il conduttore del programma pomeridiano di informazione ha lanciato quella che molti hanno interpretato come una vera e propria frecciata all'autore di Falsissimo, il format web che nelle ultime settimane ha attirato milioni di visualizzazioni e altrettante polemiche. La discussione in studio è partita proprio dalla notizia dell'oscuramento dei profili social di Corona dalle piattaforme del gruppo Meta, quindi Facebook e Instagram, una mossa che inizialmente aveva fatto sorgere dubbi sulla natura del provvedimento: si trattava forse di un'iniziativa della magistratura italiana o di una decisione autonoma del colosso tecnologico?

La risposta è arrivata direttamente da un portavoce di Meta, che ha chiarito come l'oscuramento sia stato deciso internamente dall'azienda dopo aver rilevato numerose violazioni delle linee guida della community. Non si tratta quindi di un'azione giudiziaria, ma di una misura presa dalla stessa piattaforma per violazioni delle policy interne, una distinzione fondamentale che però non attenua la gravità della situazione complessiva che Corona sta affrontando sul fronte legale.

Sono tutti con Fabrizio, quando mi fermano in strada lo vedo chiaramente

L'avvocato Ivano Chiesa, che cura gli interessi legali di Corona, ha reagito con toni decisamente duri prima che venisse confermata la natura del blocco dei profili social. "È un'operazione di censura impressionante, degna di altri Paesi non democratici, non dell'Italia", ha dichiarato il legale, sostenendo che l'obiettivo sarebbe stato quello di mettere a tacere il suo assistito e sottolineando come l'opinione pubblica, a suo dire, si sarebbe schierata dalla parte di Corona.

La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato per l'ex fotografo dei vip, che con Falsissimo aveva puntato i riflettori su Alfonso Signorini e il mondo del Grande Fratello, scatenando un'ondata di polemiche e reazioni che hanno coinvolto l'intero panorama televisivo italiano. Le puntate del programma, diffuse online, avevano raggiunto numeri impressionanti in termini di visualizzazioni, dimostrando ancora una volta la capacità di Corona di catalizzare l'attenzione mediatica.

Il fatto che sulla questione stiano lavorando ben quattro pubblici ministeri presso la procura di Milano dà la misura della complessità giudiziaria che circonda il personaggio. Le 40 querele depositate rappresenterebbero una varietà di accuse che si sommerebbero ad altre indagini per reati non correlati, delineando uno scenario legale particolarmente articolato. Al momento non sono stati resi pubblici i dettagli specifici delle singole querele né l'identità di tutti i querellanti, ma la cifra in sé testimonia l'ampiezza delle questioni legali pendenti.

L'oscuramento dei profili social rappresenta un ulteriore colpo per la strategia comunicativa di Corona, che aveva fatto del web e dei social media il suo nuovo terreno di battaglia dopo le esperienze televisive. La perdita dell'accesso alle piattaforme di Meta, che insieme contano miliardi di utenti nel mondo, costituisce un ostacolo significativo per chi, come lui, aveva costruito su questi canali il proprio ritorno sulla scena mediatica. Resta da vedere se Corona troverà nuove piattaforme per veicolare i suoi contenuti e come evolverà la complessa situazione giudiziaria che lo vede protagonista.

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