Dormono nei cimiteri: il dramma dei senzatetto a Modena

Nel modenese cresce l'emergenza abitativa: alcuni senzatetto trovano riparo nel cimitero comunale per dormire e lavarsi. Gli operatori sociali confermano una situazione che coinvolge centinaia di persone.

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Autore: Redazione ,
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Nel cuore di una delle province più prospere d'Italia, quella di Modena, si consuma quotidianamente un dramma silenzioso che racconta molto più di quanto le statistiche economiche possano rivelare. Tra i viali del cimitero comunale, accanto alle tombe e ai fiori lasciati dai visitatori, alcune persone hanno trovato l'unico rifugio possibile per trascorrere la notte. È stata una donna, recatasi al camposanto per onorare i propri cari, a segnalare la presenza di senzatetto che utilizzano gli spazi del cimitero non solo per dormire, ma anche per lavarsi e consumare i pasti.

La testimonianza, raccolta dalle pagine de La Gazzetta di Modena, ha sollevato il velo su una realtà che gli operatori sociali conoscono fin troppo bene. Alberto Caldana, dell'associazione Porta aperta, conferma che la situazione dell'emergenza abitativa coinvolge centinaia di persone nel territorio modenese. I dati ufficiali parlano di 250 individui censiti, ma il numero reale sarebbe significativamente superiore secondo chi opera quotidianamente sul campo.

Durante i mesi invernali le strutture di accoglienza aumentano la disponibilità di posti letto, tuttavia l'offerta continua a risultare insufficiente rispetto alla domanda crescente. Alessandra Camporota, assessora comunale con deleghe alla sicurezza e alla coesione sociale, sottolinea l'impegno delle Unità di strada nel raggiungere chi vive per strada, pur riconoscendo che una parte delle persone senza dimora rifiuta le proposte di assistenza.

Il costo di una stanza è cresciuto del trenta per cento in un anno

Dietro questo fenomeno si nasconde una crisi abitativa profonda che sta trasformando radicalmente il tessuto sociale anche nelle zone economicamente avanzate del Paese. Secondo un'indagine condotta da Sunia-Cgil, nell'ultimo anno il costo di una semplice stanza in affitto è aumentato del trenta per cento, una percentuale che ha messo fuori mercato fasce sempre più ampie della popolazione.

Gli operatori del settore sociale lanciano l'allarme su una nuova categoria di persone a rischio: non più soltanto i tradizionali senza fissa dimora, ma lavoratori con un'occupazione regolare che non riescono più a sostenere il peso degli affitti. Si tratta di una povertà lavorativa che rappresenta uno dei paradossi più evidenti del sistema economico contemporaneo, dove avere un impiego non garantisce più necessariamente l'accesso a un'abitazione dignitosa.

Il caso modenese diventa così emblematico di un disagio che attraversa molte città italiane, dove prosperità economica e marginalità sociale convivono in modo sempre più stridente. La presenza di persone costrette a trovare rifugio nel cimitero rappresenta forse l'immagine più drammatica di questa contraddizione, un segnale che impone riflessioni urgenti sulle politiche abitative e sociali necessarie per affrontare un'emergenza che non accenna a diminuire.

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