Si è spenta a 101 anni Bianca Maria Piccinino, pioniera del giornalismo televisivo italiano e prima donna a condurre il Tg1. Una notizia che arriva con sei mesi di ritardo rispetto alla scomparsa effettiva, avvenuta nell'estate del 2024, per espressa volontà della giornalista triestina che ha fatto la storia della televisione pubblica. A rivelarlo è stata la figlia Paola Ricci, che ha spiegato al Corriere della Sera: "Il silenzio è stato voluto da lei, per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti".
Il 15 marzo 1976 rappresenta una data spartiacque per la Rai e per il giornalismo italiano: quel giorno Bianca Maria Piccinino entrò negli studi televisivi al fianco di Emilio Fede per condurre la prima edizione del nuovo Tg1, nato dalla storica riforma dell'azienda di Stato. Una presenza femminile dietro il bancone del telegiornale che oggi appare normale, ma che all'epoca costituì una vera e propria rivoluzione culturale. Prima di quel momento storico, la Piccinino aveva già infranto barriere conducendo il tg pomeridiano sul Canale Nazionale e successivamente l'edizione delle 13.30 del Tg1.
Nata a Trieste il 29 gennaio 1924, Bianca Maria Piccinino possedeva una laurea in Biologia, un background scientifico che avrebbe caratterizzato i suoi esordi in televisione. Il suo ingresso in Rai fu rocambolesco e quasi casuale: debuttò infatti lo stesso giorno del provino, chiamata a dare "la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva", come raccontò lei stessa in una vecchia intervista. Da quel momento iniziò una carriera luminosa che la vide diventare punto di riferimento non solo per l'informazione, ma anche per programmi dedicati alla moda e alla cultura.
Nel corso della sua lunga carriera, la giornalista triestina ha collezionato interviste con alcune delle personalità più influenti del XX secolo: da Lady Diana a Indira Gandhi, da Sophia Loren a Mikhail Gorbaciov. Un momento particolarmente significativo fu il 29 luglio 1981, quando curò la telecronaca del matrimonio tra Carlo d'Inghilterra e Diana Spencer, evento mediatico globale seguito da milioni di telespettatori in tutto il mondo. Collaborò anche con giganti del giornalismo italiano come Mario Soldati ed Enzo Biagi, lasciando un'impronta indelebile nella storia della televisione pubblica.
La scelta di mantenere riservata la propria scomparsa rispecchia perfettamente il carattere schivo e riservato che Bianca Maria Piccinino aveva mantenuto anche negli ultimi anni di vita. Come ha spiegato la figlia Paola, la giornalista rifiutò categoricamente di rilasciare interviste persino in occasione del suo centesimo compleanno, nonostante le numerose richieste arrivate da varie testate. Una discrezione che contrasta con il clamore mediatico dell'epoca contemporanea, ma che testimonia l'eleganza e la sobrietà di una generazione di professionisti che ha costruito le fondamenta del servizio pubblico radiotelevisivo italiano.
La figura di Bianca Maria Piccinino resta un punto di riferimento fondamentale per le giornaliste italiane, avendo aperto una strada in un mondo professionale all'epoca quasi esclusivamente maschile. La sua eredità professionale continua a ispirare le nuove generazioni di comunicatrici che oggi popolano gli studi televisivi, ricordando che i diritti e le opportunità conquistate sono frutto di battaglie silenziose ma determinanti condotte da pioniere come lei.
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