Nave cargo rischia naufragio in Sardegna

Una nave cargo di 116 metri alla deriva al largo di Carloforte rischia di schiantarsi contro gli scogli. Salvata dopo un'operazione notturna con mare forza 5.

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Autore: Redazione ,
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Attimi di puro terrore al largo di Carloforte, dove una nave cargo da 116 metri ha rischiato di schiantarsi contro gli scogli rocciosi di punta Spalmatore in condizioni meteo da incubo. La Blue Ocean A, battente bandiera di Saint Kitts and Nevis e progettata per il trasporto di animali vivi, si è trovata alla mercé di onde alte cinque metri e raffiche di vento da 100 km/h dopo un'avaria improvvisa al motore. Solo un'operazione di salvataggio coordinata dalla Capitaneria di Porto, durata tutta la notte con elicotteri dell'Aeronautica e rimorchiatori d'emergenza, ha scongiurato quello che poteva trasformarsi in un disastro ambientale senza precedenti nel mar di Sardegna.

L'emergenza è scattata nel tardo pomeriggio di ieri, quando il comandante della Blue Ocean A ha lanciato il mayday mentre la nave navigava dall'Egitto verso la Spagna con 33 membri di equipaggio a bordo ma senza carico. Il forte vento di ponente ha trasformato l'imbarcazione in balia delle onde, spingendola inesorabilmente verso le coste sud-occidentali dell'isola di San Pietro. Nel giro di minuti, la situazione è precipitata: le motovedette della Guardia costiera di Cagliari e un rimorchiatore portuale da Portovesme si sono precipitati sul posto, ma le condizioni del mare hanno reso ogni tentativo di soccorso tremendamente complicato.

Il primo rimorchiatore arrivato sul posto ha tentato disperatamente di agganciare il cargo alla deriva, ma la potenza del mare ha avuto la meglio: ben quattro cavi di traino si sono spezzati uno dopo l'altro sotto la tensione estrema, rendendo necessario l'intervento di un rimorchiatore di maggiori capacità dalla rada di Sarroch. Mentre la poppa della Blue Ocean A si avvicinava pericolosamente agli scogli affioranti del promontorio, il comandante ha preso la decisione più drammatica: gettare le ancore di emergenza e richiedere l'evacuazione immediata dell'equipaggio.

Le condizioni meteo estreme con vento da 50 nodi e i violenti movimenti di rollio e beccheggio della nave hanno impedito agli elicotteri di evacuare l'equipaggio

A quel punto si è alzato in volo l'elicottero della Guardia costiera da Decimomannu, affiancato da un velivolo dell'Aeronautica Militare, pronti a trarre in salvo i 33 marittimi prima che la nave si schiantasse. Ma anche dal cielo l'operazione si è rivelata impossibile: le raffiche da 50 nodi e i violenti movimenti della nave hanno costretto i piloti a rinunciare al recupero aereo, troppo rischioso anche per soccorritori esperti. In quei momenti concitati, con la poppa che dondolava a pochi metri dagli scogli e le cisterne di carburante che minacciavano di riversarsi in mare, l'unica speranza restava affidata alle manovre del comandante sotto il coordinamento della sala operativa della Capitaneria.

La svolta è arrivata quando, grazie a complesse manovre nautiche dirette via radio dalla Guardia costiera, l'equipaggio è riuscito a orientare la nave parallelamente alla costa, permettendo alle ancore di stabilizzarsi sul fondale. Nel cuore della notte è finalmente giunto sul posto il rimorchiatore d'altura Vincenzino O. della Mmby, dotato della potenza necessaria per domare una nave di quelle dimensioni anche in condizioni proibitive. Con il supporto delle motovedette che hanno illuminato la scena e coordinato le operazioni, il rimorchiatore è riuscito nell'aggancio decisivo, mettendo finalmente in sicurezza il cargo alla deriva.

Questa mattina la Blue Ocean A è stata allontanata dalla costa rocciosa di Carloforte, scortata da un convoglio di rimorchiatori mentre proseguono le operazioni di messa in sicurezza definitiva. L'incidente ha evidenziato ancora una volta i rischi della navigazione nel Mediterraneo occidentale durante le tempeste invernali e l'efficacia dei protocolli di soccorso coordinati dalla Capitaneria. Solo la professionalità degli equipaggi coinvolti e le tempestive decisioni del comandante hanno evitato quello che poteva trasformarsi in un naufragio con conseguenze drammatiche per l'ambiente marino e per le vite dei 33 marittimi a bordo.

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