Niscemi riapre le scuole con supporto psicologi

Niscemi affronta l'emergenza frana con 137 edifici a rischio. Le scuole riaprono con supporto psicologico mentre le famiglie protestano contro l'abusivismo edilizio.

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Autore: Redazione ,
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La terra continua a muoversi a Niscemi, ma la comunità siciliana tenta di ripartire dopo il disastro della frana che ha messo in ginocchio il centro abitato. Mentre il movimento franoso non accenna a fermarsi, con oltre 137 edifici a rischio, la cittadina prova a ritrovare una parvenza di normalità: le scuole riaprono i battenti con il supporto di un team di psicologi chiamati ad assistere bambini e ragazzi traumatizzati dall'evacuazione improvvisa delle loro case. Un segnale di resilienza in un panorama ancora drammatico, dove le famiglie lottano per recuperare i propri beni dalle abitazioni pericolanti e montano proteste sempre più accese contro l'abusivismo edilizio che avrebbe contribuito alla catastrofe.

La situazione sul fronte della stabilità del terreno rimane critica. Il movimento franoso prosegue senza sosta, tenendo in ostaggio decine di famiglie che non possono accedere alle proprie abitazioni. Il bilancio degli edifici coinvolti è drammatico: 137 strutture risultano a rischio, con residenti che chiedono a gran voce di poter rientrare almeno per recuperare documenti, ricordi e beni essenziali. Le autorità mantengono però il divieto assoluto di accesso alle zone rosse, mentre i tecnici continuano il monitoraggio costante del terreno.

Sul territorio è all'opera il Genio militare, impegnato nella complessa operazione di messa in sicurezza e riapertura delle arterie stradali danneggiate dal cedimento del terreno. Gli interventi procedono con estrema cautela, data l'instabilità dell'area e il rischio di nuovi smottamenti. La viabilità compromessa rappresenta un'ulteriore ferita per una comunità già provata, isolando intere porzioni del territorio e complicando i soccorsi e la gestione dell'emergenza.

Oltre 137 edifici risultano a rischio mentre la comunità chiede risposte sull'abusivismo che avrebbe aggravato il disastro

Intanto crescono le tensioni e le proteste tra i cittadini di Niscemi. Nel mirino finisce l'abusivismo edilizio, additato come una delle cause che avrebbero aggravato le conseguenze della frana. Molti residenti denunciano costruzioni non autorizzate e la mancanza di adeguati controlli sul territorio che, negli anni, avrebbero permesso l'edificazione in aree geologicamente fragili. Le richieste di chiarimenti e responsabilità si fanno sempre più pressanti, mentre le istituzioni promettono verifiche approfondite una volta superata la fase acuta dell'emergenza.

La riapertura delle scuole rappresenta un momento simbolico importante per la comunità. Bambini e adolescenti tornano tra i banchi dopo giorni di angoscia, accompagnati da un supporto psicologico pensato per aiutarli a elaborare il trauma dell'evacuazione e l'incertezza sul futuro delle loro case. Gli esperti sottolineano l'importanza di restituire ai più giovani routine e punti di riferimento, elementi fondamentali per affrontare situazioni di emergenza prolungate come quella che sta vivendo Niscemi.

Le autorità regionali e nazionali continuano a monitorare la situazione, con la Protezione Civile coordinata con gli enti locali per garantire assistenza alle famiglie sfollate. Restano aperti i centri di accoglienza temporanea, mentre si lavora per individuare soluzioni abitative a medio termine per chi non potrà rientrare nelle proprie case nei prossimi mesi. La priorità rimane la sicurezza dei residenti, ma cresce l'urgenza di fornire risposte concrete su tempi e modalità di gestione di questa emergenza che rischia di protrarsi a lungo.

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