La gravidanza non è sempre come la raccontano le riviste patinate e i social network perfettamente filtrati. Lo sa bene Oriana Sabatini, attrice e influencer argentina moglie del calciatore della Roma Paulo Dybala, che ha deciso di condividere con i suoi follower la realtà cruda e autentica dell'attesa del suo primo figlio. La coppia, che aspetta una bambina, sta vivendo questi mesi tra Roma e l'Argentina, tra allenamenti in campo e visite mediche, tra l'entusiasmo per l'arrivo della piccola e le difficoltà fisiche che nessuno racconta davvero.
Oriana Sabatini non ha usato mezzi termini nel descrivere la sua esperienza: «Mentirei se dicessi che sto bene». L'influencer, con una sincerità disarmante che ha conquistato migliaia di commenti e condivisioni, ha parlato apertamente dei sintomi che l'hanno accompagnata in questi mesi, una stanchezza costante che ha travolto ogni aspetto della sua routine quotidiana. «È un dolore cronico e nessuno mi aveva avvisata che sarebbe successo», ha rivelato in un'intervista al quotidiano argentino Clarin, aggiungendo un dettaglio importante: «Per fortuna non ho avuto una gravidanza difficile, non mi è successo nulla di grave dal punto di vista medico, ma è stato tutto molto... sintomatico».
La scelta del luogo del parto ha rappresentato una decisione complessa per la coppia. La bambina nascerà in Italia, dove Dybala gioca con la maglia giallorossa, per due ragioni fondamentali che Oriana ha spiegato con chiarezza: «Voglio che il parto sia naturale, se si potesse fare, e in secondo luogo perché voglio che il padre sia con me; nel calcio non ci sono molti giorni liberi». Una decisione pragmatica dettata dai ritmi implacabili del calendario calcistico, ma che ha comportato sacrifici emotivi non indifferenti per la futura mamma.
La barriera linguistica e la lontananza dalla propria terra d'origine rappresentano infatti un ostacolo emotivo significativo in un momento così delicato e intimo come quello del parto. Nonostante le difficoltà, Oriana ha però trovato la forza di adattarsi, consapevole che la presenza di Paulo accanto a lei sia una priorità assoluta per entrambi.
Sul nome della bambina, la Sabatini ha rivelato un retroscena dolce e personale: la scelta è stata immediata, sin dal momento in cui ha scoperto il sesso del bebè. «Il nome è stato deciso dal giorno in cui mi hanno detto che era femmina, non ci avevo pensato, ma è un nome che mi piace da quando avevo 15 anni e ce l'avevo in mente», ha raccontato con un sorriso che traspariva dalle sue parole. E ha rivendicato con orgoglio il suo ruolo decisionale: «Ho scelto io il nome perché sono io che metto me stessa in gioco. Noi donne dobbiamo convivere con i sintomi, affrontare tutto quello che comporta la gravidanza, ma abbiamo nove mesi per assimilare tutto quello che sta per succedere».
Il rapporto con Paulo Dybala emerge come un punto di forza in questo percorso. L'attrice ha descritto il calciatore come un compagno presente e positivo: «È chiaro, va avanti, è sempre positivo, ci completiamo perfettamente, vedo che sta andando tutto bene e spero sia così anche quando arriverà la bimba». E sulla futura vita da papà dell'ex attaccante della Juventus, Oriana non ha dubbi: «Ce lo vedo Paulo a cambiare pannolini, a giocare con lei e ad avere pazienza».
La testimonianza di Oriana Sabatini rappresenta un contributo prezioso al dibattito sull'idealizzazione della gravidanza, spesso rappresentata sui social e nei media come un periodo esclusivamente gioioso e luminoso. La sua onestà nel condividere le difficoltà fisiche ed emotive offre un punto di vista autentico che molte donne riconosceranno, contribuendo a normalizzare un'esperienza che, per quanto naturale e miracolosa, comporta sfide concrete e quotidiane. Ora la coppia si prepara all'arrivo della piccola, con la consapevolezza che la vita sta per cambiare per sempre, tra la Capitale italiana e il richiamo delle radici argentine.
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