Orrore a Brindisi: medico killer di gatti indagato

Un medico di Brindisi è stato fermato con l'accusa di aver torturato e ucciso gatti randagi per oltre due anni, incastrato dalle telecamere di sorveglianza.

Immagine di Orrore a Brindisi: medico killer di gatti indagato
Autore: Redazione ,
Attualità
1' 48''
Fonte

Una storia che ha dell'incredibile, e che sta facendo indignare l'Italia intera: un medico di 51 anni originario di Brindisi è stato fermato con l'accusa di aver torturato e ucciso gatti randagi con una crudeltà definita dagli inquirenti come provata e inequivocabile. Non si tratta di un episodio isolato: secondo le autorità, gli atti di violenza si sarebbero protratti per oltre due anni, dal 2023 al 2025, lasciando una scia di sangue tra le colonie feline della città pugliese.

Stando a quanto emerso dalle indagini, il professionista avrebbe ucciso almeno tre gatti e tentato di ammazzarne altri cinque. A inchiodarlo sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate proprio per il monitoraggio e la protezione delle colonie feline urbane: riprese che, secondo gli investigatori, lascerebbero pochissimo margine di dubbio sugli spostamenti dell'indagato e sulle sue azioni.

Tracce di sangue e peli di gatto trovati nella gabbia trappola, sul bastone e persino all'interno dell'automobile del medico

Durante la perquisizione dell'abitazione dell'uomo, gli agenti hanno sequestrato un arsenale agghiacciante: una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino, strumenti che sarebbero stati utilizzati per catturare gli animali e colpirli. Il ritrovamento più inquietante è stato però quello di tracce di sangue e peli riconducibili a gatti, rinvenuti non solo all'interno della gabbia e sul bastone, ma anche nell'abitacolo dell'automobile del medico, a testimonianza di una sistematicità nelle violenze che ha lasciato sgomenti gli investigatori.

Il caso riaccende i riflettori su un fenomeno purtroppo non raro nel nostro Paese: la violenza sui randagi, e in particolare sui felini delle colonie urbane, spesso gestite da volontari che dedicano tempo e risorse alla loro cura. Le associazioni animaliste stanno seguendo con attenzione l'evolversi della vicenda giudiziaria, chiedendo che venga applicata con la massima severità la normativa vigente in materia di maltrattamento di animali, reato previsto dall'articolo 544-ter del Codice penale italiano, che prevede pene fino a tre anni di reclusione nei casi più gravi.

La comunità brindisina è sotto shock, soprattutto per il ruolo sociale ricoperto dall'indagato: un medico, figura di fiducia per eccellenza, ora al centro di accuse che ne stravolgono radicalmente l'immagine pubblica. Le indagini proseguono e non è escluso che possano emergere ulteriori episodi legati alla stessa mano.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!