Oscar 2026: chi è Valentina Merli, unica italiana

Valentina Merli, produttrice bolognese a Parigi, vince l'Oscar 2026 per il Miglior cortometraggio con "Two People Exchanging Saliva", portando un pezzo d'Italia sul palco di Hollywood.

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Autore: Redazione ,

Nella notte più glamour del cinema mondiale, l'Italia ha trovato la sua voce in una donna bolognese che lavora a Parigi da un quarto di secolo. Valentina Merli, 53 anni, produttrice di razza con la cittadinanza francese nel taschino ma il cuore ben saldo all'Emilia, ha conquistato la statuetta per il Miglior cortometraggio di finzione agli Oscar 2026 con Two People Exchanging Saliva, trascinando con sé un pezzo d'Italia nella notte che ha visto trionfare Paul Thomas Anderson e Ryan Coogler. Un momento che ha fatto impazzire il pubblico davanti ai televisori di casa, con 259 messaggi che hanno inondato il telefono della neo-vincitrice nell'arco di pochi minuti.

La cerimonia dei 98° Academy Awards ha incoronato due geni visionari: Una battaglia dopo l'altra di PTA ha dominato la serata con ben 6 Oscar, mentre Sinners di Coogler ne ha portati a casa 4, tra cui premi di enorme peso specifico. Due opere politicamente coraggiose, diverse nel tono — la raffinata commistione di generi di Coogler contro i guizzi di montaggio e la caratterizzazione sublime dei personaggi di Anderson — eppure convergenti nel trattare temi brucianti come il razzismo, il fanatismo, e la musica come territorio di libertà e rivoluzione possibile.

Per l'Italia, però, la serata ha avuto un sapore agrodolce. Il primo momento italiano della notte è stato purtroppo quello del ricordo di Claudia Cardinale, la leggendaria diva siciliana scomparsa lo scorso settembre all'età di 87 anni, omaggiata durante la commovente sequenza "In Memoriam". Poi, come un raggio di sole, è arrivata Merli sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles.

"Sono stra-italiana, stra-bolognese! Questa statuetta è pesante, ma me la sento bene in mano, non la mollo più, nemmeno per un momento"

La storia di Valentina Merli è quella di una donna che ha costruito la sua carriera mattone dopo mattone, lontana dai riflettori. Ex studentessa di giurisprudenza, lascia Bologna nel 1999 per Parigi, dove inizia nel mondo del cinema occupandosi prima della vendita dei diritti e poi della distribuzione. Sei anni fa fonda insieme a una collega argentina la società di produzione Misia Films, che oggi può vantare una statuetta dorata in bacheca.

Two People Exchanging Saliva è un cortometraggio in bianco e nero dal concept assolutamente originale: nasce da un progetto chiamato "By Night" commissionato dalle Galeries Lafayette di Parigi durante il periodo Covid, quando i grandi magazzini erano chiusi e vollero trasformare quegli spazi vuoti in set cinematografici notturni, a serrande abbassate. Sul red carpet della cerimonia, Merli era affiancata dall'intero cast del film, tra cui le attrici Vicky Krieps, Luàna Bajrami e Natalie Musteata, insieme al regista Alexandre Singh e alla produttrice Violeta Kreimer.

Il film porta con sé un carico simbolico potente: uno dei costumi in bianco e nero è ispirato a un QR code e nasce dal clima della rivoluzione "Donna, vita, libertà" in Iran. "Nel film c'è anche l'America di Trump, le politiche sull'immigrazione, la violenza sistemica", ha spiegato Merli. "È un cinema che sembra distopico, ma purtroppo non lo è." Proposto a inizio 2023, girato in autunno, il corto ha debuttato all'estate successiva al festival di Telluride prima di girare il mondo.

La vittoria ha scatenato un'ondata di affetto che ha travolto la produttrice: mamma, sorella, padre e amici tutti incollati alla televisione in Italia, un marito e due figli a Parigi. "Mi sono arrivati 259 messaggi. Sono davvero commossa. Ancora non ci credo: è un sogno!", ha dichiarato a caldo all'Ansa. Le prime telefonate sono andate alla famiglia parigina, ma il cuore è rimasto a Bologna.

Eppure, tra la gioia personale, Merli non ha mancato di lanciare una frecciata al sistema culturale italiano: "Mi dispiace che l'Italia sia assente. Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo. Penso che il cinema — come tutta la cultura — non sia abbastanza sostenuto in Italia. In Francia ti senti più ascoltato, accompagnato. Con il giusto supporto, il cinema crea un ritorno economico. Della cultura si mangia eccome." Parole che suonano come un manifesto, ancor più significative se si pensa che l'anno scorso Isabella Rossellini aveva ricevuto una nomination come Miglior attrice non protagonista per Conclave, e nel 2024 Io capitano di Matteo Garrone era arrivato in cinquina per il Miglior film internazionale.

La produttrice bolognese chiude con un auspicio che è quasi un appello all'industria cinematografica nazionale: "Come vorrei lavorare di più con italiani!" Una frase che vale più di mille convegni sul futuro del cinema italiano. Con una statuetta in mano e una società di produzione in ascesa come Misia Films, Valentina Merli potrebbe diventare proprio quel ponte tra l'Italia e il cinema internazionale di cui il nostro Paese ha così tanto bisogno.

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