Una telefonata disperata ha salvato la vita a Giulia De Leluca, la 45enne di Paduli, in provincia di Benevento, colpita sabato scorso da tre colpi di fucile sparati dall'ex marito Valentino Salomone, vigilante di 38 anni. La donna, ferita gravemente ma fortunatamente non in pericolo di vita, è riuscita a chiamare immediatamente il suo datore di lavoro chiedendo aiuto, mentre l'aggressore rimaneva seduto a terra in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. Una vicenda drammatica che si aggiunge alla già lunga lista di tentati femminicidi che continuano a macchiare le cronache italiane, ma che questa volta ha visto il coraggio e la lucidità della vittima fare la differenza tra la vita e la morte.
Luciano, titolare dell'azienda agricola in cui lavora Giulia, ha raccontato in un'intervista a Dentro la notizia i momenti concitati seguiti all'aggressione. "È arrivata questa chiamata e subito non riuscivamo neanche a capire cosa fosse successo", ha spiegato l'uomo, ancora visibilmente scosso. La voce della donna al telefono, pur debole, è stata chiara: "Venite, venite, mi ha sparato, sto male, aiutatemi". Un dettaglio agghiacciante emerge dalle sue parole: proprio quel sabato mattina, Valentino Salomone si era presentato nell'azienda agricola cercando la ex moglie, senza però trovarla.
Durante i circa cinque minuti necessari per percorrere i 5-6 chilometri che separavano la loro posizione dall'abitazione di Giulia, la moglie di Luciano è rimasta costantemente al telefono con la vittima. "Mia moglie le parlava durante il tragitto per tenerla sveglia e cercava di dirle di tamponare il sangue", ha raccontato il datore di lavoro. Giulia, nonostante le ferite alla parte sinistra del corpo e il dolore lancinante, è riuscita a mantenere la lucidità, anche se "respirava a fatica". Un filo vocale, quello tra le due donne, che si è rivelato vitale per evitare che la 45enne perdesse i sensi prima dell'arrivo dei soccorsi.
L'arrivo sul luogo del tentato femminicidio ha riservato una scena surreale. Su consiglio del maresciallo dei carabinieri, Luciano si è fermato a circa cento metri dall'abitazione per motivi di sicurezza. Da quella distanza ha potuto vedere Valentino Salomone seduto a terra, immobile, in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. "Non ha opposto resistenza quando sono arrivati i carabinieri e l'hanno messo in macchina", ha riferito il testimone. Un epilogo in netto contrasto con la violenza cieca appena scatenata contro la donna che era stata sua moglie.
La coppia si era separata da tempo e, secondo quanto riferito da diversi testimoni, non vivevano più insieme. Salomone aveva addirittura una nuova compagna, particolare che rende ancora più incomprensibile l'escalation di violenza che ha portato al tentato omicidio. La 45enne si trova attualmente ricoverata in ospedale in gravi condizioni ma, fortunatamente, i medici hanno escluso il pericolo di vita. Le tre fucilate non hanno colpito organi vitali, anche se le ferite riportate richiedono cure intensive.
Il caso di Giulia De Leluca rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme sulla piaga della violenza di genere in Italia, dove separazioni e divorzi continuano troppo spesso a trasformarsi in tragedie annunciate. La provincia di Benevento, come molte altre aree del Paese, si trova a fare i conti con una cultura machista ancora radicata, dove il possesso e il controllo sulla ex partner vengono considerati diritti da rivendicare anche con la violenza estrema. L'ex vigilante è ora in stato di fermo con l'accusa di tentato omicidio aggravato, mentre la comunità locale si stringe attorno a Giulia, sperando in una sua pronta guarigione fisica ed emotiva.
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