Paolo Bonolis torna protagonista della prima serata di Canale 5 dopo un anno e mezzo di assenza, e lo fa riportando in Italia un format leggendario che ha rivoluzionato il modo di raccontare la musica in televisione. Taratata, nato in Francia nei primi anni Novanta e sbarcato per la prima volta nel nostro Paese nel 1998, riparte lunedì 9 febbraio con la prima di due serate-evento che puntano a far rivivere l'emozione della musica dal vivo, senza classifiche né gare, ma solo artisti che si esibiscono, si incontrano e danno vita a duetti e "trielli" inediti. La scommessa di Mediaset è chiara: restituire spazio alla qualità musicale in prima serata, un territorio ormai quasi abbandonato dalle reti generaliste.
La prima puntata è stata registrata nella futuristica ChorusLife Arena di Bergamo davanti a 4.500 spettatori, con un parterre d'eccezione: Biagio Antonacci, Emma, Elisa, Giorgia, Ligabue e Max Pezzali. Ogni artista porterà sul palco i cavalli di battaglia del proprio repertorio, ma anche brani del cuore che raramente eseguono dal vivo, creando combinazioni vocali e strumentali sorprendenti. "La cosa bella del programma è che non parliamo di una gara: gli artisti qui vengono per esibirsi e cantare e suonare la loro musica dal vivo", ha spiegato Bonolis ai giornalisti poche ore prima della registrazione.
Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5, ha espresso grande fiducia nel progetto: "La speranza è che Taratata possa diventare un appuntamento su Canale 5 anche per i prossimi anni: Paolo renderà tutto molto emozionante". Anche Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners e produttore dello show, ha sottolineato come Taratata sia "il programma più citato da quando faccio musica in televisione" e che Bonolis fosse "il miglior comandante che potesse esserci".
Proprio sul tema della narrazione musicale, il conduttore non ha risparmiato una stoccata al Festival di Sanremo, accusando la kermesse di aver perso di vista il racconto dietro le canzoni. "A Taratata ragioniamo sui luoghi dove nasce una canzone, tipo la provincia e la metropoli", ha dichiarato, criticando la Rai per non aver sviluppato un binario narrativo oltre alla semplice competizione. Una visione che riflette la sua idea di televisione di qualità, sempre più rara in un panorama dominato dalla "gioiosa battaglia dell'access prime-time a chi ce l'ha più lungo".
Bonolis ha anche riconosciuto l'audacia di Mediaset nel dedicare due prime serate sull'ammiraglia alla musica live, una scelta coraggiosa in tempi in cui il palinsesto è dominato da reality e talk show. Dopo Taratata, il conduttore dovrebbe tornare in autunno con Il senso della vita, questa volta però in seconda serata. Nel frattempo, con eleganza ha evitato polemiche sul caso Andrea Pucci: "È un bravissimo comico: se ha rinunciato perché si sentiva minacciato ha fatto bene".
Durante l'incontro con i giornalisti, Bonolis si è concesso anche una parentesi personale, rivelando di aver scaricato WhatsApp ma di mantenere i contatti con i tre nipoti che vivono negli Stati Uniti attraverso videochiamate. E proprio sull'America ha condiviso una riflessione politica: dopo aver attraversato il Midwest con la prima moglie, ha capito che "poteva essere eletto solo uno come Trump", pur esprimendo la speranza che la situazione possa cambiare presto.
Con Taratata, Bonolis rilancia dunque la sfida della musica live in televisione, puntando su un format che privilegia l'arte e l'emozione rispetto alla competizione, in un momento in cui il piccolo schermo sembra aver dimenticato il valore della narrazione musicale autentica.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!