Paolo Virzì: "Sposai Ramazzotti per far recitare Ferilli"

Paolo Virzì racconta al Corriere la sua vita privata: dal matrimonio con Micaela Ramazzotti alla nuova relazione con Susanna Paratore e una confessione su Sabrina Ferilli.

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Autore: Redazione ,
Film
3' 53''

Paolo Virzì si racconta senza filtri in un'intervista fiume al Corriere della Sera, svelando retroscena inediti della sua vita privata tra grandi amori, scelte sentimentali controcorrente e confessioni sorprendenti. Il regista toscano, uno dei nomi più autorevoli del cinema italiano contemporaneo, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita affettiva con una sincerità disarmante, dal matrimonio lampo con Micaela Ramazzotti alla nuova relazione con la sceneggiatrice Susanna Paratore, senza dimenticare una rivelazione inaspettata su Sabrina Ferilli: "Mi faceva girare la testa". Un racconto intimo che intreccia vita privata e carriera professionale, rivelando come le relazioni personali abbiano spesso influenzato le sue scelte artistiche.

Particolarmente toccante il ricordo legato alla scomparsa della madre, un evento che ha segnato profondamente il regista di La pazza gioia e Il capitale umano. "Avevo fretta al telefono, ero al supermercato, lei diceva le sue strampalate irragionevolezze e io l'ho liquidata bruscamente", ha confessato Virzì con evidente commozione. Il rimpianto di non averla richiamata lo tormenta ancora: quando il telefono squillò di nuovo, non era lei ma l'infermiere che le stava praticando il massaggio cardiaco. Un momento spartiacque che ha cambiato per sempre la sua percezione degli affetti e delle priorità.

Sul fronte sentimentale, la storia con Micaela Ramazzotti rappresenta uno dei capitoli più discussi della sua biografia. I due si incontrarono nel 2007 durante un provino per Tutta la vita davanti, quando lei aveva solo 27 anni e lui 43. Ma il vero colpo di scena arrivò con il matrimonio, celebrato nel 2009 in circostanze quanto meno peculiari. "La volevo per il ruolo della Sandrelli da giovane ne La Prima Cosa Bella, lei non voleva più vedermi. Una sua amica mi consigliò: 'Accetterà di lavorare con te solo se la sposi'. E così convolammo", ha raccontato il cineasta con ironia amara.

L'unione, nata quasi per sfida e cementata dalla collaborazione artistica, ha però rivelato presto le sue crepe. "A volte con lei ero il maestrino palloso, il Furio di Carlo Verdone", ha ammesso Virzì, riferendosi alla dinamica squilibrata che si era instaurata tra loro. Nonostante la separazione e un periodo particolarmente teso, il regista guarda oggi con gratitudine a quell'esperienza: "Abbiamo fatto due figli meravigliosi, oltre a film per me memorabili. Non posso che dar valore alle cose belle della nostra storia". La coppia ha collaborato in pellicole fondamentali come Tutta la vita davanti, La prima cosa bella e Il capitale umano, con la Ramazzotti protagonista indiscussa di alcuni dei momenti più alti del cinema italiano degli ultimi quindici anni.

"Mi faceva girare la testa, anche se non abbiamo mai avuto una storia. Siamo diventati amici fraterni"

La serenità sembra essere tornata nella vita privata del regista grazie all'incontro con Susanna Paratore, autrice televisiva e sceneggiatrice. "Ci siamo conosciuti in un momento complicato per entrambi: io con i miei problemi di padre legati alla separazione, lei incinta di un compagno che se n'era andato", ha spiegato Virzì. Quello che lo ha conquistato è stata la sua personalità eclettica: "È simpatica, spiritosissima, sofisticata ma con una sua vena punk". Un legame nato dalla condivisione delle fragilità e consolidato dalla sintonia intellettuale e caratteriale.

Ma la rivelazione più sorprendente dell'intervista riguarda Sabrina Ferilli, oggi una delle sue amiche più care. Il regista ha ricordato il loro primo incontro negli anni '90, quando lei era ancora agli esordi. "L'avevo vista in un piccolo ruolo in un altro film, mi aveva colpito per quell'essenza da antica italiana: aveva qualcosa di quelle attrici del cinema classico, come la Magnani e la Loren", ha raccontato. L'episodio del motorino è rimasto impresso nella sua memoria: "Era lì per fare un provino e mi chiese se le potevo dare un passaggio. All'epoca non si portava il casco, mi ricordo l'emozione di sentire quel corpo schiacciato contro la schiena".

Fu proprio Virzì a volerla fortemente per un ruolo, opponendosi ai produttori che preferivano Nancy Brilli, all'epoca già popolare e affermata. "I produttori sostenevano Nancy, già molto popolare, molto brava, molto bella, ma di una bellezza alto-borghese. Io cercavo una bellezza plebea. E scelsi Sabrina", ha spiegato il cineasta, creandosi anche inimicizie. Interrogato su un'eventuale storia sentimentale, Virzì ha negato ma ha ammesso: "Forse Sabrina mi faceva girare la testa". Il loro rapporto si è trasformato in un'amicizia fraterna, con il regista che frequentava casa della Ferilli a Fiano Romano, conoscendo "questa famiglia immensa e suo padre Giuliano Ferilli, un personaggio leggendario".

Le confessioni di Virzì arrivano in un momento particolare della sua carriera, mentre continua a essere uno dei registi italiani più apprezzati dalla critica e dal pubblico. La sua capacità di raccontare l'Italia contemporanea attraverso storie universali, mescolando commedia e dramma con maestria, è oggi accompagnata da una nuova consapevolezza personale che inevitabilmente influenzerà i suoi prossimi progetti cinematografici.

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