Una tragedia che ha scosso l'intera comunità di Sarno, in provincia di Salerno, si è consumata nel sangue tra le mura di una tranquilla panetteria di provincia. Gaetano Russo, commerciante 62enne molto conosciuto nel quartiere di Cappella Vecchia, ha perso la vita mentre difendeva sua figlia da un'aggressione apparentemente immotivata. L'omicidio, avvenuto nella giornata di lunedì 3 febbraio, ha visto come presunto responsabile Andrea Sirica, 33 anni, arrestato dalle forze dell'ordine dopo essersi barricato all'interno del negozio e scampato per un soffio a un linciaggio da parte dei familiari della vittima.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti della Procura di Nocera Inferiore, Sirica sarebbe entrato nel negozio di alimentari e panetteria di piazza Sabotino in uno stato alterato, forse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcol. Una volta all'interno dell'esercizio commerciale, avrebbe iniziato una violenta discussione con la figlia del titolare, senza apparentemente alcun motivo scatenante. Il particolare più agghiacciante emerso dalle indagini è che Sirica non era uno sconosciuto per la famiglia Russo: proprio per questo motivo Gaetano gli aveva aperto la porta del suo negozio, senza immaginare la tragedia che stava per consumarsi.
Quando Gaetano Russo è intervenuto per proteggere la ragazza dall'aggressione verbale, la situazione è degenerata nel giro di pochi istanti. Il 33enne ha afferrato un coltello e ha colpito ripetutamente il commerciante con più fendenti, uccidendolo davanti agli occhi della figlia. La nipote della vittima, intervenuta alla trasmissione televisiva Ore 14 poche ore dopo il delitto, ha smentito con fermezza l'ipotesi iniziale di una rapina finita male: "Non ha chiesto neanche un euro, voleva aggredire mia cugina e il padre è intervenuto per difenderla", ha dichiarato con la voce spezzata dal dolore.
Le fasi concitate dell'arresto sono state documentate in un video amatoriale girato da un residente della zona e rapidamente diffuso sui social network. Le immagini, riprese da un balcone affacciato sulla piazza, mostrano il momento in cui le forze dell'ordine circondano il negozio dove Sirica si era rinchiuso dopo l'omicidio. Nel filmato si vedono chiaramente i poliziotti, supportati anche da un carabiniere fuori servizio tra i primi ad accorrere sul luogo del delitto, che intimano all'uomo di aprire la porta dell'esercizio commerciale.
Quando finalmente gli agenti riescono a fare irruzione nel negozio e a prelevare Sirica, si scatena una scena di caos. Mentre i poliziotti bloccano e ammanettano il presunto assassino, alcune persone tentano di aggredirlo fisicamente. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si tratterebbe di parenti della vittima, accorsi sul posto e sconvolti dalla violenza dell'omicidio. Solo il tempestivo intervento delle forze dell'ordine ha evitato che la tragedia si trasformasse in un linciaggio di piazza, in una giornata che la comunità di Sarno difficilmente dimenticherà.
Le parole della nipote di Gaetano Russo risuonano cariche di dolore e rabbia impotente. Dopo aver ricostruito la dinamica dell'omicidio, la donna ha espresso la speranza che si compia ora la "giustizia divina", aggiungendo che il responsabile "non merita di vivere". Una frase che testimonia lo choc e la disperazione di una famiglia distrutta da un gesto di violenza gratuita, che ha strappato un padre, un nonno e un punto di riferimento della comunità locale mentre compiva il gesto più naturale del mondo: proteggere sua figlia da un pericolo.
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