Picchia il figlio col cucchiaio, madre sospesa

Il Tribunale per i minorenni ha sottratto quattro bambini ai genitori dopo un pestaggio brutale documentato in video. Sospesa la responsabilità genitoriale.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Una vicenda di violenza domestica che ha sconvolto Catania si è conclusa con un provvedimento drastico da parte del Tribunale per i minorenni: sottratti ai genitori quattro bambini, tra cui l'undicenne vittima di un pestaggio brutale documentato in un video che ha fatto il giro dei social network. La decisione del tribunale etneo rappresenta una risposta immediata a un caso che ha sollevato indignazione nell'opinione pubblica, ma dietro il quale emerge un quadro di trascuratezza familiare già noto alle autorità.

Il provvedimento ha accolto le richieste della procuratrice Carla Santocono, disponendo la sospensione della responsabilità genitoriale sia per la madre che per il patrigno del ragazzino. I quattro minori sono stati temporaneamente affidati ai nonni materni, sotto la supervisione di un'equipe multidisciplinare specializzata. Ai genitori è stato imposto un divieto di avvicinamento, la cui osservanza sarà monitorata dalle forze dell'ordine.

Le immagini che hanno fatto esplodere il caso mostrano scene di una violenza agghiacciante: il patrigno cinquantanovenne che colpisce ripetutamente il bambino con un cucchiaio di legno nell'abitazione del quartiere San Cristoforo, accompagnando i colpi con insulti e urla intimidatorie. "Io sono il tuo padrone", ripeteva l'uomo durante l'aggressione, mentre le tre sorelline più piccole assistevano terrorizzate alla scena.

Il bambino vagava da solo in bicicletta per cercare la madre

Quello che inizialmente poteva sembrare un episodio isolato si è rivelato invece parte di un contesto di disagio più ampio e preesistente. Gli accertamenti successivi hanno portato alla luce che il minore era già stato oggetto di attenzione da parte delle autorità: in un'occasione la Polizia lo aveva rintracciato mentre girovagava da solo in bicicletta, nel disperato tentativo di raggiungere la madre in un centro commerciale. Questo precedente aveva già fatto scattare una segnalazione ai servizi sociali comunali per un necessario monitoraggio del nucleo familiare.

La risposta della magistratura ordinaria al caso ha invece generato polemiche. Dopo una sola notte trascorsa in carcere, il patrigno violento è stato rimesso in libertà dal giudice per le indagini preliminari, che non ha ritenuto di convalidare il fermo. Una decisione che la Procura etnea ha immediatamente contestato, annunciando ricorso al Tribunale del riesame per ottenere una misura cautelare più severa.

La madre potrà incontrare i figli soltanto saltuariamente e in spazi protetti appositamente predisposti. La coppia, secondo quanto emerso, non risulta più convivente. Il Tribunale per i minorenni ha inoltre stabilito un calendario di audizioni: i genitori e i nonni saranno convocati in udienza, mentre in una data separata si procederà all'ascolto protetto dell'undicenne, momento cruciale per comprendere appieno la situazione vissuta dal bambino e valutare il suo stato psicologico.

Il caso ha riacceso il dibattito sulla capacità del sistema di welfare italiano di intercettare tempestivamente le situazioni di disagio familiare, prima che sfocino in episodi di violenza. Nonostante i segnali d'allarme e l'attivazione dei servizi sociali, il bambino ha continuato a vivere in un ambiente inadeguato fino all'esplosione del caso mediatico.

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