Berlusconi Jr attacca Affari Tuoi e Rai: "Gioco d'azzardo"

Pier Silvio Berlusconi critica Affari Tuoi definendolo un gioco basato sulla fortuna e questiona la scelta di trasmetterlo nell'orario di punta della Rai.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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La guerra degli ascolti tra Rai e Mediaset si infiamma con nuove dichiarazioni al vetriolo. Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mfe-MediaforEurope, è tornato all'attacco di Affari Tuoi, il game show condotto da Stefano De Martino che sta dominando l'access prime time di Rai 1. Durante il tradizionale incontro di Natale con la stampa negli studi di Cologno Monzese, tenutosi mercoledì 10 dicembre, l'ad ha criticato duramente la scelta editoriale della tv pubblica, definendo il programma un gioco "dove si regalano soldi solo in base alla fortuna" e mettendo in discussione che occupi "l'orario di massimo ascolto dell'ammiraglia di servizio pubblico".

Non è la prima volta che Berlusconi Jr. punta il dito contro il format dei pacchi più famoso della televisione italiana. In passato aveva già bollato Affari Tuoi come "un giochino vicino all'azzardo", sottolineando come la natura puramente aleatoria del meccanismo di gioco stride con la missione culturale e informativa che dovrebbe caratterizzare la Rai. Questa volta, però, l'affondo assume un sapore particolare dopo il successo della contromossa Mediaset: l'introduzione de La Ruota della Fortuna, che ha colto di sorpresa Viale Mazzini riportando una ventata di competitività nell'access prime time di Canale 5.

"Con la Rai i rapporti sono assolutamente distesi, di rispetto e concorrenza leale. Non c'è nessun motivo di tensione", ha precisato Berlusconi, stemperando i toni ma non la sostanza della critica. L'amministratore delegato ha rivendicato il diritto di Mediaset di fare "il proprio mestiere", ricordando ai vertici di Viale Mazzini che la concorrenza è parte integrante del sistema televisivo italiano. E sulla strategia per il prossimo Festival di Sanremo 2025, programmato per febbraio, ha confermato la linea di prudenza: "Noi non controprogrammiamo Sanremo. Se, in base al mercato ci converrà, faremo qualcosa. Altrimenti rallentiamo".

Non critico Affari Tuoi da imprenditore, ma da cittadino mi permetto di mettere in discussione che un gioco basato solo sulla fortuna occupi l'orario di massimo ascolto del servizio pubblico

Sul fronte dei reality, Berlusconi ha annunciato decisioni imminenti sul futuro del Grande Fratello. La scelta se programmare una nuova edizione nella prossima primavera arriverà "entro la prossima settimana, massimo dieci giorni". L'ad ha ammesso che sarebbe "più giusto e prudente dare al Grande Fratello un po' di tempo per riposare", ma ha anche riconosciuto l'importanza commerciale di un prodotto che garantisce "tutte quelle sere un risultato dignitoso per Canale 5". La decisione pende verso il sì, ma con una condizione: "Il GF va profondamente evoluto. Stiamo aspettando di vedere l'evoluzione che il produttore sta preparando". Quanto a L'Isola dei Famosi, il ritorno è confermato ma slittato: niente primavera 2025, il reality tornerà nel prossimo autunno o nella primavera del 2026.

Colpo di scena per Striscia la notizia, lo storico tg satirico di Antonio Ricci che dal 20 gennaio circa tornerà su Canale 5 in "una nuova, prestigiosissima collocazione di prima serata". Una mossa concordata con Ricci dopo il successo de La Ruota della Fortuna: "Sarebbe stato sbagliato riportare Striscia in access prime time, sbagliato per la stessa Striscia", ha spiegato Berlusconi. Il programma verrà adattato al prime time mantenendo il suo stile inconfondibile, in quella che l'ad definisce "una sfida importante per un programma molto importante".

Grande attesa per il ritorno di Paolo Bonolis in prima serata con Taratatà, nuovo programma musicale in arrivo a fine gennaio articolato in due serate evento. "Sono molto contento che Bonolis abbia sposato il progetto", ha dichiarato Berlusconi, sottolineando che si tratta di "un'idea nata internamente a Mediaset e sviluppata con la collaborazione di Friends and Partners". Il progetto, pur essendo "un percorso costoso", prevede un "rischio contenuto grazie al numero limitato di puntate" e promette "una forte identità editoriale".

Sulla possibilità di vedere Amadeus passare da Discovery a Mediaset dopo i risultati non esaltanti sul Nove, Berlusconi ha mantenuto un profilo diplomatico ma fermo: "Amadeus è sotto contratto con Discovery. Anche a fronte di un cambio dell'editore di riferimento, i contratti non vengono stracciati". Le porte di Mediaset restano aperte "per i professionisti", ma l'ad ha tenuto a ricordare la ricchezza del proprio roster: "Ne abbiamo tanti, da Gerry Scotti a Paolo Bonolis a Gigi Giusti, solo per citare quelli che conducono programmi simili a quelli di Amadeus". Un messaggio chiaro: Mediaset non ha bisogno di corteggiare conduttori esterni quando può contare su una scuderia consolidata di volti di punta.

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