Quali canzoni si sentono in Black Phone? La colonna sonora del film

La colonna sonora di Black Phone: chi l’ha composta, quali canzoni si ascoltano e in quali scene compaiono, da Free Ride ai titoli di coda.

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Autore: Redazione ,
Film
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La colonna sonora originale di Black Phone è firmata da Mark Korven, mentre tra le canzoni più riconoscibili spiccano Free Ride, Fox on the Run e On the Run. I brani accompagnano passaggi precisi: il presagio del furgone, il ricordo di Vance, la corsa di Gwen verso la polizia e infine i titoli di coda.

Chi ha composto le musiche di Black Phone?

Scott Derrickson ha affidato la partitura a Korven, già autore delle musiche di The Witch e The Lighthouse. Il compositore non ha costruito un tema tradizionale per ciascun personaggio: ha preferito lavorare sulla paura, sul senso di prigionia e sulla presenza del Grabber interpretato da Ethan Hawke.

Per il rapitore ha usato suoni di attrito ottenuti sfregando speciali mazzuoli di gomma su superfici diverse, insieme ad archi suonati in modo volutamente ruvido e lamentoso. Sintetizzatori moderni e sonorità vintage completano una partitura più atmosferica che melodica; nelle scene dedicate a Gwen emergono invece timbri più leggeri. L’album ufficiale, pubblicato da Back Lot Music il 24 giugno 2022, contiene 16 tracce per circa 49 minuti, da Main Title a Final Chapter.

Quali canzoni si sentono e in quali scene?

Accanto alle musiche originali compaiono 7 brani accreditati, usati anche per radicare il thriller nell’immaginario sonoro della sua epoca.

  • Free Ride dell’Edgar Winter Group accompagna l’inizio: dopo la partita di baseball, Bruce pedala nel quartiere e nota il furgone sospetto.
  • Early Morning Blues di Blind Blake si sente in casa Blake, mentre Terrence riposa in poltrona e Finney interrompe il disco.
  • Restless, tratto dal film The Tingler e composto da Von Dexter, arriva dalla televisione guardata da Finney; torna quando Gwen si siede con lui davanti allo schermo.
  • Emergency! Theme di Nelson Riddle proviene dalla TV poco prima che Terrence comunichi ai figli la scomparsa di Robin.
  • Fox on the Run degli Sweet sostiene il flashback di Vance: il flipper, la rissa nel negozio e il suo arresto diventano un ricordo frenetico.
  • On the Run dei Pink Floyd entra quando Gwen telefona al detective Wright; il montaggio passa anche a Max, ormai vicino a scoprire cosa nasconde suo fratello.
  • Backstage at the Budokan di Anton Newcombe e Little Barrie è la canzone che si ascolta durante i titoli di coda.

Perché la musica è così inquietante?

Il contrasto è decisivo. Le canzoni rock danno movimento e un’identità anni 70 al mondo esterno, ma la partitura di Korven chiude Finney in un paesaggio sonoro instabile, fatto di pulsazioni, sfregamenti e archi deformati. Anche il lavoro sul suono segue questa logica: dialoghi, rumori del seminterrato e musica si alternano senza riempire artificialmente lo spazio, così l’isolamento rimane percepibile.

La curiosità più significativa riguarda quindi il Grabber: il suo segno musicale non è una melodia facile da ricordare, bensì una materia sonora abrasiva. È una scelta che rende la minaccia meno prevedibile e permette alle canzoni preesistenti di funzionare come lampi di vita quotidiana, memoria e movimento attorno all’incubo centrale.

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