Quirinale a Gruber: "Mai intervenuti sulla Rai"

Il Quirinale smentisce con nota ufficiale le voci su presunte pressioni ai vertici Rai riguardo la telecronaca della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi 2026.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il Quirinale irrompe in diretta televisiva e lo fa con una nota ufficiale che gela lo studio di Otto e Mezzo. Un intervento raro e deciso della Presidenza della Repubblica che smentisce categoricamente le ricostruzioni sul caos-telecronaca delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, quelle che hanno trasformato il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca in un caso nazionale. La vicenda si complica e si arricchisce di nuovi capitoli: da una parte la disastrosa diretta della cerimonia d'apertura finita nel mirino di pubblico e critica, dall'altra le voci su presunte pressioni del Colle sui vertici Rai. Ma è proprio su questo secondo punto che la Presidenza ha sentito il bisogno di intervenire con fermezza.

Tutto nasce dalla presenza a sorpresa del Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia inaugurale dei Giochi, quella con Valentino Rossi sul tram che ha fatto il giro del mondo. Auro Bulbarelli, vicedirettore di Rai Sport e capo progetto per Milano-Cortina 2026, aveva anticipato pubblicamente in conferenza stampa la partecipazione del Capo dello Stato, rovinando l'effetto sorpresa. Una leggerezza che avrebbe dovuto rimanere una questione interna alla Rai, ma che ha innescato una reazione a catena dagli sviluppi inaspettati.

La conseguenza immediata fu la sostituzione di Bulbarelli alla telecronaca dell'evento. Al suo posto subentrò Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, che avrebbe dovuto garantire maggiore affidabilità istituzionale. Il risultato però fu un flop commentato e criticato da tutta Italia: una diretta caratterizzata da gaffe, tempi morti, errori e un tono considerato inadeguato per un evento di tale portata internazionale. Un'autogol mediatico che ha trasformato una questione organizzativa interna in un caso di rilevanza nazionale.

Ma giovedì 12 febbraio, durante la trasmissione di Lilli Gruber su La7, la vicenda ha preso una piega diversa. Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, ha lanciato un'accusa pesante: "Abbiamo visto le alte cariche dello Stato occuparsi dei palinsesti televisivi. Il Quirinale che fa sapere che non gli va bene Bulbarelli come telecronista perché ha dato una notizia vera, cioè che Mattarella sarebbe andato all'inaugurazione delle Olimpiadi". Parole che hanno immediatamente sollevato un polverone.

Il Quirinale, negli undici anni di presidenza, non è mai intervenuto sulla Rai per chiedere rimozioni, sostituzioni, avvicendamenti, punizioni di conduttori televisivi, giornalisti o altri

La reazione della Presidenza della Repubblica non si è fatta attendere. Durante la stessa trasmissione è arrivata una nota ufficiale indirizzata direttamente alla conduttrice: "Gentile dottoressa Gruber, in riferimento alle affermazioni di alcuni dei suoi ospiti nella trasmissione di ieri, secondo la quale la Presidenza della Repubblica avrebbe chiesto di sanzionare un telecronista, l'Ufficio stampa del Quirinale fa presente che si tratta di una notizia falsa e gravemente lesiva dell'immagine dell'Istituzione".

La nota prosegue con una smentita netta e circostanziata: "Nel caso specifico l'Ufficio stampa si è limitato – come è suo diritto e dovere – a far presente che la diffusione in conferenze stampa ufficiali di notizie riguardanti il calendario e gli impegni del Presidente in occasioni di eventi pubblici come le Olimpiadi avrebbe dovuto essere concordata con l'Ufficio stampa stesso". Nessuna richiesta di sanzioni quindi, ma una semplice osservazione sul protocollo comunicativo violato.

Il Quirinale ha respinto con determinazione qualsiasi illazione su pressioni esercitate sulla Rai, sottolineando che in undici anni di presidenza Mattarella non ha mai chiesto rimozioni, sostituzioni o punizioni di giornalisti e conduttori. Un intervento che evidenzia quanto la questione sia scivolata su un piano delicato, quello dei rapporti tra istituzioni e servizio pubblico radiotelevisivo, tema sempre sensibile nel dibattito italiano.

Resta il fatto che la vicenda ha messo in luce criticità organizzative all'interno di Rai Sport in un momento cruciale: le Olimpiadi invernali sul suolo italiano rappresentano una vetrina internazionale di enorme portata. La scelta di sostituire un professionista esperto come Bulbarelli, che aveva seguito il progetto olimpico fin dall'inizio, con il direttore Petrecca si è rivelata un boomerang comunicativo. Il pubblico e gli addetti ai lavori continuano a interrogarsi sulla gestione dell'evento e sulle dinamiche interne che hanno portato a quella decisione.

Intanto il caso Petrecca continua a dominare le cronache, alimentando discussioni sul futuro della direzione di Rai Sport e sulla gestione delle grandi dirette sportive. Le prossime settimane di competizioni olimpiche saranno decisive per capire se la Rai riuscirà a riequilibrare la narrazione dopo questo scivolone iniziale, mentre il dibattito sulla libertà editoriale del servizio pubblico e sui suoi rapporti con le istituzioni rimane più acceso che mai.

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