Re Carlo isola Andrea: crisi nella famiglia reale

Re Carlo III prende le distanze dal fratello Andrea con una nota durissima, riferendosi a lui solo con il cognome civile e non con i titoli reali.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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La tempesta che si è abbattuta sulla monarchia britannica raggiunge proporzioni mai viste prima. Dopo le dichiarazioni pubbliche di Kate Middleton, del principe William e del principe Edoardo, anche re Carlo III è stato costretto a rompere il silenzio sul caso che sta facendo tremare Buckingham Palace: le nuove e gravissime accuse che coinvolgono suo fratello, l'ex principe Andrea Mountbatten-Windsor, nel contesto dello scandalo Epstein. Con una nota ufficiale senza precedenti per durezza e distacco, il sovrano ha preso le distanze dal fratello, riferendosi a lui con il cognome civile e non con i titoli reali, un dettaglio che non è sfuggito agli osservatori della Corona.

"Il re ha espresso chiaramente, a parole e con azioni senza precedenti, la sua profonda preoccupazione per le accuse che continuano a emergere in merito alla condotta del signor Mountbatten-Windsor", si legge nel comunicato di Buckingham Palace. Una formulazione che suona come una condanna morale, ancor prima che giudiziaria. La nota prosegue dichiarando la disponibilità della monarchia a collaborare con la Thames Valley Police, che sta indagando sul caso, e ribadisce la solidarietà delle Loro Maestà "alle vittime di ogni e qualsiasi forma di abuso". Parole nette, che segnano una frattura profonda all'interno della famiglia reale.

Ma quali sono le nuove accuse che hanno spinto Carlo a questa presa di posizione così drastica? La polizia britannica sta ora esaminando prove secondo cui Andrea avrebbe trasmesso informazioni riservate a Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per traffico di minori e morto suicida in carcere nel 2019. I fatti risalirebbero al 2010, quando l'ex duca di York ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito. Secondo le accuse, Andrea avrebbe girato al pedofilo resoconti dettagliati di visite ufficiali a Singapore, Hong Kong e Vietnam, oltre a informazioni riservate su opportunità di investimento, ricevute tramite il suo consigliere di allora, Amit Patel.

Il dettaglio più inquietante emerso dalle indagini riguarda la tempistica: i documenti riservati sarebbero stati inoltrati a Epstein appena cinque minuti dopo la loro ricezione da parte di Andrea. Una velocità che suggerisce non una leggerezza occasionale, ma una prassi consolidata. Tra i file condivisi, anche dettagli su opportunità di investimento in Afghanistan, esplicitamente descritti come "riservati". Il gruppo antimonarchico Republic ha formalmente denunciato l'ex principe per sospetta cattiva condotta in ufficio pubblico e violazione di segreti ufficiali, reati che potrebbero avere conseguenze penali gravissime.

I documenti riservati sarebbero stati inoltrati a Epstein appena cinque minuti dopo la ricezione da parte di Andrea

Quello che emerge dai cosiddetti Epstein files non è solo una questione di protocollo violato, ma la conferma di un legame profondo e pericoloso tra Andrea ed Epstein, già emerso negli anni scorsi con le accuse di Virginia Giuffre, che aveva denunciato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con il principe quando era minorenne. Accuse che si erano concluse con un accordo extragiudiziale milionario, ma che avevano già portato Andrea a essere privato dei titoli militari e dei patronati reali, oltre che del titolo di Sua Altezza Reale.

La crisi non risparmia nemmeno l'establishment politico britannico. Dagli stessi file sono emersi collegamenti imbarazzanti che hanno travolto l'attuale governo laburista: il Ministro Peter Mandelson è stato ritratto in mutande in fotografie che lo hanno costretto a rinunciare al titolo di Lord, sebbene il Premier Keir Starmer abbia rifiutato le sue dimissioni da Ministro. La vicenda ha innescato una reazione a catena a Downing Street: prima si è dimesso Morgan McSweeney, capo di Gabinetto molto vicino a Mandelson, poi è arrivata la rinuncia di Tim Allan, direttore della comunicazione. Starmer ha fatto sapere di non avere intenzione di lasciare, ma la situazione rimane estremamente delicata.

Nel frattempo, la pressione popolare contro la monarchia raggiunge livelli mai visti. Durante una recente visita ufficiale a Colchester, nell'Essex, re Carlo e la regina Camilla sono stati apertamente contestati, e striscioni di protesta sono diventati una presenza costante davanti a Buckingham Palace. Una situazione che sta scuotendo dalle fondamenta un'Istituzione abituata al rispetto reverenziale del pubblico britannico, e che ora si trova ad affrontare una crisi di credibilità senza precedenti.

Quanto ad Andrea, l'isolamento appare ormai totale. Secondo indiscrezioni, il terzogenito di Elisabetta II sarebbe stato allontanato dal Royal Lodge in piena notte, un gesto che segna simbolicamente la sua definitiva emarginazione dalla famiglia reale. Una caduta in disgrazia che sembra irreversibile, mentre le indagini della polizia proseguono e il Regno Unito si interroga su quanto ancora debba emergere da uno degli scandali più imbarazzanti della storia recente della Corona.

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