Reliquie false di San Francesco vendute online

Reliquie false di San Francesco vendute online da venditori statunitensi a oltre 2.000 dollari: la denuncia arriva dal portavoce del Sacro Convento di Assisi.

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Autore: Redazione ,
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Mentre ad Assisi migliaia di pellegrini si raccolgono in preghiera per l'ostensione del corpo di San Francesco, dall'altra parte dell'oceano qualcuno ha pensato bene di trasformare la devozione popolare in un lucroso business illegale. Reliquie false del Poverello di Assisi vengono vendute online da venditori statunitensi a poco più di 2.000 dollari, con tanto di spedizione a domicilio e un semplice clic sul tasto "acquista". Un commercio sacrilego che sta facendo infuriare le autorità religiose e che rischia di ingannare fedeli ignari in tutto il mondo.

A denunciare con forza la truffa è Giulio Cesareo, portavoce del Sacro Convento di Assisi, la storica basilica che custodisce le autentiche spoglie del santo patrono d'Italia. La sua posizione è netta e senza mezzi termini: le reliquie non sono in vendita, punto. Ciò che viene proposto su questi siti non è altro che un raggiro studiato a tavolino per sfruttare la buona fede dei credenti.

"Le reliquie non sono in vendita, è soltanto commercio per ingannare. Spero che le persone che hanno acquistato queste reliquie sporgano denuncia alla polizia postale."

Le parole di Cesareo suonano come un vero e proprio appello alle vittime della truffa: chi ha già acquistato uno di questi oggetti presentati come reliquie di San Francesco è invitato a sporgere denuncia alla Polizia Postale, l'organo italiano competente per i reati informatici e le frodi online. Un passaggio fondamentale non solo per tutelare se stessi, ma anche per smantellare una rete di vendita che potrebbe aver raggiunto un numero significativo di persone.

Lo scandalo emerge in un momento particolarmente delicato per la comunità francescana e per i fedeli di tutto il mondo, proprio durante le celebrazioni legate all'ostensione del santo. La coincidenza non sembra casuale: i truffatori avrebbero scelto deliberatamente un periodo di grande attenzione mediatica e spirituale attorno alla figura di Francesco per massimizzare le vendite e sfruttare l'emozione collettiva dei credenti.

Il fenomeno delle false reliquie non è una novità assoluta nella storia della Chiesa, ma il salto verso il commercio digitale transnazionale rappresenta una deriva particolarmente insidiosa. La distanza geografica tra venditori americani e acquirenti europei rende più complesso il tracciamento delle transazioni e l'identificazione dei responsabili, rendendo ancora più urgente la collaborazione tra forze dell'ordine di diversi paesi.

Le autorità religiose di Assisi ribadiscono che le autentiche reliquie dei santi non vengono mai cedute a privati né tantomeno messe in vendita su piattaforme online: chiunque si imbatta in offerte di questo tipo dovrebbe considerarle automaticamente false e segnalarle immediatamente alle autorità competenti. Un promemoria necessario in un'epoca in cui la rete offre vetrine potenzialmente illimitate anche ai commerci più spregiudicati.

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