Il lago ghiacciato di St. Moritz si è trasformato ancora una volta nel palcoscenico più esclusivo e spettacolare del polo mondiale, ospitando l'ultima edizione della Snow Polo World Cup, evento che fonde sport d'élite, adrenalina pura e lifestyle internazionale. Quest'anno il torneo ha segnato un momento storico con l'ingresso di U.S. Polo Assn. come Official Jersey and Apparel Sponsor, confermando come questo sport ancestrale stia abbracciando sempre più professionalizzazione e spettacolarizzazione. Tra i protagonisti assoluti di questa edizione, Robert Strom, campione francese che gioca per il team St. Moritz e che porta con sé un'eredità familiare che affonda le radici nella storia nobile del polo europeo.
La storia di Strom è intimamente legata a questo sport: suo nonno, Robert Zellinger de Balkany, aristocratico e imprenditore europeo amico di re Juan Carlos di Spagna, fondò nel 1968 la storica organizzazione di polo Sainte Mesme, dal nome del castello di famiglia vicino a Parigi. "Sono nato in mezzo ai cavalli e a questo sport, che spesso si tramanda di padre in figlio", racconta Strom. "Mio nonno iniziò a giocare alla fine degli anni Cinquanta, ha giocato negli Stati Uniti, in Argentina… poi il testimone è passato a mio padre, che ha giocato per molti anni e mi ha insegnato tutto".
Il rapporto con il padre Birger Strom, figura chiave del polo francese, è stato determinante nella carriera del campione. "Mio padre è stato tutto per me. Era una persona eccezionale, sempre al fianco del polo francese, e mi ha incoraggiato continuamente a migliorare", rivela Strom con evidente emozione. A differenza della maggior parte dei giocatori che a un certo punto si separano dal genitore per seguire percorsi individuali, Robert ha continuato a giocare accanto al padre per anni, "vincendo partite in giro per il mondo, sempre con enorme soddisfazione per entrambi".
Ma cosa rende davvero speciale il polo? Strom è categorico nello sfatare alcuni luoghi comuni. "Chi non conosce il polo pensa subito al glamour, alle feste mondane e agli abiti eleganti, ma in realtà è uno sport per chi ama profondamente i cavalli", spiega. E aggiunge una precisazione importante: "Il polo non è uno sport d'élite, e ci tengono a sottolinearlo: richiede soprattutto un'enorme passione per i cavalli". Il campione francese sottolinea come molti dei giocatori più forti al mondo siano giovani appassionati che, anche senza particolari mezzi economici, hanno avuto l'opportunità di crescere con i cavalli e di arrivare ai massimi livelli.
La preparazione per una competizione di questo calibro è totalizzante. "È uno sport che ti assorbe completamente. Se lo pratichi a livello agonistico, puoi fare solo quello", ammette Strom. La complessità tecnica è straordinaria: "quando sei in campo devi correre al galoppo, controllare la palla con la stecca, gestire gli avversari e prendere decisioni in frazioni di secondo". I cavalli iniziano la preparazione circa un mese e mezzo prima del torneo, con un programma progressivo che va dalla camminata al trotto, fino al galoppo e al lavoro specifico sulla neve.
Lo Snow Polo presenta caratteristiche uniche rispetto al polo tradizionale su terra. La palla è più grande e di colore rosso per essere visibile sulla neve, i campi sono leggermente più ridotti, e soprattutto a St. Moritz si gioca su un lago ghiacciato a 1.800 metri di altitudine, "perfettamente piatto, circondato dalle montagne. Per me è il posto migliore al mondo dove giocare a snow polo", confessa Strom. I cavalli sono equipaggiati con ferri ramponati e una parte in gomma per evitare l'accumulo di neve sotto lo zoccolo, dettaglio tecnico fondamentale senza il quale "la pista diventerebbe ghiaccio puro e la partita non durerebbe nemmeno un minuto".
Una partita si articola in quattro chukker, quattro tempi da sette minuti ciascuno, durante i quali ogni giocatore utilizza quattro cavalli più uno di riserva, cambiandoli tra un tempo e l'altro o anche durante il gioco stesso. "Il polo sulla neve è più fisico e spettacolare", spiega Strom, evidenziando come l'elemento scenografico giochi un ruolo cruciale nell'appeal dell'evento. "Qui il pubblico vive la partita da vicino, quasi come se fosse in campo. Questa vicinanza rende tutto estremamente intenso e contribuisce a diffondere la cultura del polo".
Sul fronte della preparazione mentale, Strom adotta un approccio personale che rifiuta l'utilizzo di mental coach. "Mi gestisco da solo e non sento lo stress. Entro in campo sapendo di essere pronto", afferma con sicurezza. E aggiunge una considerazione che rivela la natura del suo carattere competitivo: "In questo sport non puoi avere paura: se ce l'hai, devi smettere. Quando inizi a giocare, il tuo unico obiettivo è fare gol". Come molti atleti d'élite, segue rituali personali precisi, dall'ordine in cui indossa stivali, guanti e casco fino alla scelta della stecca.
Secondo Strom, il polo ha vissuto una professionalizzazione significativa negli ultimi anni: "cavalli migliori grazie alla genetica, campi più tecnici, nuove generazioni di giocatori sempre più forti. Ogni dieci anni c'è un cambiamento evidente". Le qualità che definiscono un vero campione? "Assenza di paura e dubbi, allenamento costante, genio e un pizzico di follia, passione fin da piccoli, forza mentale". Tra i momenti più memorabili della sua carriera, il campione francese ricorda con particolare emozione la vittoria del campionato di Parigi con il padre e il trionfo a St. Moritz nel 2020.
L'ingresso di U.S. Polo Assn. come sponsor ufficiale dell'abbigliamento rappresenta un passaggio significativo per il torneo. "È un brand nato dai giocatori per i giocatori", sottolinea Strom. "I capi sono tecnici, eleganti e confortevoli: permettono di performare al meglio e contribuiscono anche allo spettacolo". Il look, infatti, non è solo una questione estetica ma diventa parte integrante dell'identità della squadra e dell'esperienza sportiva complessiva. In campo, l'abbigliamento tecnico e il casco personalizzato sono imprescindibili, mentre fuori Strom predilige "uno stile classico ed elegante".
Il futuro del campione francese prevede un calendario internazionale intenso: continuerà a competere a Parigi e in Spagna, portando avanti la sua squadra ai massimi livelli. E anche se non ha mai giocato direttamente contro il principe Harry o William, entrambi noti appassionati di polo, Strom ha condiviso il campo con un loro grande amico, il Marajà di Jaipur, confermando che "entrambi sono ottimi giocatori di polo". Il polo continua così a essere uno sport che unisce tradizione aristocratica, performance atletica d'élite e spettacolo puro, con St. Moritz che si conferma capitale indiscussa di questa disciplina nella sua variante invernale più affascinante.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!