Roberta Bruzzone lascia Ore 14: rottura con Milo Infante

Roberta Bruzzone lascia Ore 14 dopo anni di collaborazione. La criminologa spiega nel podcast di Selvaggia Lucarelli le ragioni di un addio maturato in mesi.

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Autore: Redazione ,
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Si chiude con un addio non privo di amarezza uno dei sodalizi più seguiti della televisione crime italiana. Roberta Bruzzone, criminologa e volto noto dei programmi dedicati alla cronaca nera, ha definitivamente voltato pagina lasciando Ore 14, il programma pomeridiano di Rai2 condotto da Milo Infante. Una decisione che arriva dopo mesi di riflessioni e che affonda le radici in un rapporto professionale e umano ormai logoro, come ha rivelato la stessa esperta nel podcast Burnout di Selvaggia Lucarelli, pubblicato il 28 gennaio su YouTube. Quella che per anni era stata una presenza fissa della trasmissione, chiamata ad analizzare casi di cronaca di grande risonanza mediatica come il delitto di Garlasco, ha scelto di raccontare senza filtri le ragioni di una rottura che ha sorpreso molti telespettatori affezionati al suo stile diretto e competente.

Il nodo della questione riguarda prima di tutto il rapporto con il conduttore, che Bruzzone non esita a definire "come un fratello". La criminologa ha confessato a Lucarelli di aver fatto scelte professionali precise l'anno scorso proprio per non penalizzare Infante, rimanendo nel programma nonostante crescenti perplessità. Ma la sintonia che per anni aveva caratterizzato la loro collaborazione si è progressivamente incrinata, rendendo insostenibile la permanenza nello show. "Non c'era più quella sintonia", ha ammesso con rammarico l'esperta, sottolineando come questo cambiamento l'abbia portata a rendersi conto di non sentirsi più a proprio agio nel contesto della trasmissione.

Oltre alle dinamiche personali con Infante, Bruzzone ha puntato il dito contro il ruolo che le veniva richiesto di interpretare davanti alle telecamere. L'immagine che emergeva dai dibattiti in studio aveva iniziato a stridere con la sua identità professionale e personale. "Il mio ruolo in quella trasmissione cominciava a essere qualcosa che non mi assomigliava più", ha spiegato senza mezzi termini. La criminologa ha chiarito che nessuno le ha mai imposto atteggiamenti specifici, ma che si erano create "le condizioni perché questa parte un po' più felina emergesse in maniera a volte anche un po' fuori dalle righe".

Era diventata una sorta di marchio di fabbrica che mi veniva in qualche modo creato intorno, ma io non ho questa passione per arrabbiarmi a prescindere

Quello che il pubblico percepiva come il suo trademark televisivo – la durezza nelle repliche, l'atteggiamento combattivo nei confronti degli altri ospiti – era in realtà diventato per lei una gabbia. Un personaggio televisivo che non rispecchiava più chi è realmente. Quando ha provato a confrontarsi su questi temi con il conduttore, Bruzzone ha capito che il divario era ormai incolmabile e ha deciso di tirare i remi in barca, interrompendo la collaborazione con Rai2.

C'è però anche una questione di sostanza dietro l'addio. La criminologa, con quasi trent'anni di esperienza alle spalle in materia di casi giudiziari complessi, ha trovato "svilente" trovarsi di fronte interlocutori privi delle sue stesse competenze tecniche. "Non è una questione di superiorità, ma non trovo corretto, per una persona nella mia posizione, confrontarmi su temi ultraspecialistici con gente che non ha questo tipo di competenze", ha precisato. Bruzzone ha rivendicato la sua capacità di leggere tracciati genetici e di comprendere i limiti di una consulenza tecnica, competenze che ritiene vadano rispettate nel dibattito televisivo e non banalizzate in nome dello scontro ad effetto.

L'esperta ha anche lanciato una critica neppure troppo velata alla linea editoriale intrapresa da Ore 14 negli ultimi tempi. Secondo Bruzzone, Milo Infante avrebbe cambiato direzione strada facendo, passando da un approccio basato sull'approfondimento a uno più incline a "tirare fuori argomentazioni che ritengo assolutamente fuori dalla grazia di Dio", come ha dichiarato senza fare nomi specifici. Pur non conoscendo i motivi precisi di questa svolta, la criminologa ha ammesso di essere stata preoccupata dall'evoluzione del programma, sentendosi sempre meno allineata con la sua filosofia.

Voltata pagina su Rai2, Roberta Bruzzone ha trovato casa a Quarto Grado, il programma di approfondimento sui casi di cronaca nera di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Una scelta tutt'altro che casuale, come ha spiegato nel podcast: "È il programma che almeno per quanto mi riguarda dà spazio anche al contraddittorio tecnico in maniera assolutamente più ampia ed è quello che francamente io cercavo". Nella trasmissione Mediaset, evidentemente, la criminologa sente di poter esprimere la propria professionalità senza dover recitare un personaggio o scontrarsi con interlocutori inadeguati sul piano delle competenze specifiche.

La vicenda solleva interrogativi più ampi sul formato dei programmi di cronaca nera in Italia, sempre più sospesi tra informazione giornalistica e spettacolarizzazione. Per Bruzzone, che ha costruito la sua carriera televisiva proprio grazie a questo genere di trasmissioni, il confine è diventato troppo sfumato ad Ore 14. Resta da vedere se questa rottura avrà ripercussioni anche sui rapporti personali con Milo Infante o se, superato lo shock iniziale, i due riusciranno a mantenere quell'affetto fraterno che per anni ha caratterizzato la loro collaborazione professionale.

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