Roberto Benigni torna a conquistare il pubblico italiano con un nuovo e ambizioso progetto che promette di emozionare milioni di telespettatori. Pietro. Un uomo nel vento, il monologo evento che segna il ritorno dell'attore premio Oscar in prima serata su Rai 1 mercoledì 10 dicembre alle 21:30 (e successivamente disponibile su RaiPlay), racconta la straordinaria e profondamente umana storia di Simon Pietro, il pescatore di Cafarnao diventato il primo Papa della Chiesa cristiana. Dopo aver esplorato Dante, la Costituzione italiana, il sogno europeo di Ventotene e San Francesco, Benigni si dedica ora alla figura dell'apostolo che ha ricevuto da Gesù il compito più grande mai affidato a un essere umano: le chiavi del Paradiso.
L'entusiasmo di Benigni per questo progetto traspare con forza nelle sue stesse parole, pronunciate durante l'anteprima al Maxxi di Roma: "Non potreste mai immaginare cosa mi sia successo mentre preparavo questo lavoro su Pietro. Mi sono innamorato. Mi sono innamorato di Pietro. Completamente". L'attore toscano ha trovato nell'apostolo un personaggio straordinariamente contemporaneo, un uomo che sbaglia, si arrabbia, agisce d'impulso, fraintende, piange, ride, si addormenta, soffre e gioisce esattamente come ciascuno di noi. "Pietro ci somiglia profondamente" sottolinea Benigni, ed è proprio questa umanità fragile e autentica a renderlo così vicino al pubblico moderno.
Il monologo è stato registrato a inizio ottobre in una location d'eccezione: i giardini vaticani ai piedi della Basilica di San Pietro, in uno spazio solitamente riservato solo ai Papi. "Questi sono i giardini segreti dove solo i Papi vengono a passeggiare" spiega entusiasta Benigni al pubblico presente alla registrazione. Due ore di spettacolo girate senza neppure una pausa, nemmeno per bere un bicchiere d'acqua, con la regia di Stefano Vicario e una scenografia naturale che offre una prospettiva inedita sulla basilica. "Vedremo il lato nascosto della Basilica ma anche il lato nascosto di Pietro, the hidden side of the moon di san Pietro" promette l'artista.
Il progetto ha ricevuto una benedizione speciale: alcuni estratti dello spettacolo sono stati mostrati a Papa Leone XIV, che oggi ha ricevuto in udienza privata al Palazzo Apostolico vaticano Benigni insieme all'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e la produttrice Simona Ercolani di Stand by Me. "Che bello, parla di amore" ha commentato il Pontefice al termine della visione. Durante l'incontro, riferisce la sala stampa vaticana, il Papa e Benigni hanno conversato di Dante e sant'Agostino, ma anche di cinema: Leone XIV ha recentemente citato La vita è bella tra i suoi film preferiti.
Il racconto che Benigni costruisce mescola sapientemente momenti di grande poesia spirituale con l'ironia che lo contraddistingue. Si parte dall'amicizia profonda tra Pietro e Gesù ("il suo migliore amico, se Gesù fosse andato alle medie avrebbe scritto un tema su di lui: parla del tuo migliore amico. Era Pietro") per poi ripercorrere tutte le tappe salienti della vita dell'apostolo. Non manca l'omaggio all'archeologa Margherita Guarducci, a cui si deve la scoperta della tomba di Pietro e delle sue ossa sotto la Basilica vaticana, una figura che Benigni definisce ingiustamente poco conosciuta.
Lo spettacolo alterna momenti di leggerezza ("Gesù ha affidato a Pietro il suo popolo, come oggi gli avrebbe affidato i suoi follower" scherza Benigni parlando del primo miracolo avvenuto in casa di Pietro, quando Gesù guarì sua suocera dalla febbre) a passaggi di intensa drammaticità. Il cuore emotivo del monologo è la notte di Pietro, l'ultima prima della crocifissione di Gesù, una sequenza di errori devastanti: non comprende il senso della lavanda dei piedi, si addormenta quando gli viene chiesto di pregare, usa la spada contro un servo tradendo l'insegnamento dell'amore per il nemico, e infine rinnega tre volte l'amico che aveva giurato di amare sopra ogni cosa.
Ma è proprio questo Pietro fragile e imperfetto a rendere il messaggio dello spettacolo profondamente controcorrente rispetto ai tempi attuali. In un'epoca in cui l'errore viene sanzionato in modo irreversibile e tutti sentono la pressione del dover sempre "performare", la storia di Pietro dimostra che la redenzione è possibile attraverso l'amore. Il racconto culmina in due momenti chiave: l'incontro sul lago di Tiberiade quando Gesù riappare ai discepoli offrendo a Pietro "una chance che non tutti abbiamo quando abbiamo deluso qualcuno che ci amava", e il celebre episodio sulla via Appia. Mentre fugge dalle persecuzioni romane, Pietro incontra Gesù che porta una croce e gli chiede "Maestro dove vai?". La risposta di Gesù - "a farmi crocifiggere di nuovo" - è la rivelazione finale che convince Pietro a tornare a Roma, dove verrà crocifisso a testa in giù.
Il ritorno televisivo di Benigni arriva a nove mesi da Il sogno europeo, andato in onda a marzo con 4,4 milioni di spettatori e il 28,1% di share, proprio nei giorni in cui il Manifesto di Ventotene era al centro di polemiche politiche. Il rapporto dell'artista con la televisione italiana è longevo e costellato di successi straordinari: I dieci comandamenti nel 2014 conquistò oltre 9 milioni di spettatori la prima sera (33,2% di share) e circa 10 milioni 300 mila la seconda (38,3%). Memorabili anche le incursioni dantesche con L'ultimo del Paradiso (2002), Il quinto dell'Inferno (2007), Tutto Dante (2007-2008), fino al Dantedì 2021 con il XXV canto del Paradiso recitato dal Quirinale alla presenza del Presidente Mattarella.
La produzione di Pietro. Un uomo nel vento è firmata dalla Rai in collaborazione con Vatican Media e Stand by me, pensata come celebrazione della fine del Giubileo. L'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi lo definisce "un regalo che Benigni ha fatto a noi e la Rai fa al suo pubblico". La produttrice Simona Ercolani sottolinea le potenzialità internazionali del progetto: "Benigni colto e popolare, universale, spiritoso e con la capacità di parlare al mondo, è una rappresentazione appassionante che girerà a livello internazionale".
Il Cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro, benedice l'iniziativa spiegando che "Pietro è uno di noi e dice già nel nome della forza che poggia su una fragilità costitutiva". Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la comunicazione della Santa Sede, definisce il monologo "sorprendente e commuovente, libero e poetico" aggiungendo che "viviamo tempo smemorato e abbrutito, dobbiamo recuperare la nostra storia come quella di Pietro che ce la ricorda". Il programma sarà accompagnato da una versione ampliata e arricchita in un libro edito da Einaudi, per chi vorrà approfondire ulteriormente questa storia di cadute, rialzate e redenzione che Benigni ha saputo rendere universale e attualissima.
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