La vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026 con "Per sempre sì" continua a far parlare ben oltre la kermesse canora, scatenando un dibattito culturale che tocca nervi scoperti sull'identità napoletana e sui pregiudizi che ancora circondano la città partenopea. Ad alimentare la polemica sono state le parole di Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, che ha definito il brano vincitore "adatto a un matrimonio della camorra", aggiungendo che "Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano". Affermazioni che hanno fatto immediatamente scattare le difese di esponenti della cultura e della politica napoletana, pronti a smontare quello che definiscono un pregiudizio bell'e buono.
Tra i più decisi a prendere le difese del cantante campano c'è Luigi de Magistris, ex sindaco di Napoli, che all'Adnkronos non usa giri di parole: "Un giudizio fondato su un pregiudizio, sull'assenza di conoscenza della città di Napoli". L'ex primo cittadino partenopeo ricorda come questo tipo di attacchi si ripeta ciclicamente, da Sanremo in Sanremo: "È capitato con Geolier, ora con Sal Da Vinci che ha vinto il Festival. Dico basta a questa canea che ogni volta viene lanciata contro Napoli e i napoletani".
De Magistris richiama addirittura i versi immortali di Pino Daniele per inquadrare il problema: citando "Napul è", il brano che recita "Napule è tutto nu suonno / E a' sape tutto o' munno / Ma nun sanno a' verità", l'ex sindaco sottolinea l'assurdità di voler giudicare una città-mondo con categorie semplicistiche. "Pretendere di valutare Napoli, che è stata capitale, che ha un sentimento popolare fatto di sensibilità diverse, con un giudizio così 'tranchant' non mi pare giusto", taglia corto.
A portare una prospettiva diversa, più riflessiva ma ugualmente tagliente, è il comico e regista Alessandro Siani, che coglie nell'occasione un'ironia sottile: "Aldo Cazzullo, che ha intitolato un suo libro 'Viva l'Italia!', ha sempre cercato di raccontare la Storia e l'unità. Eppure viene spontaneo un dubbio: e se non avesse vinto il mio compaesano, sarebbe accaduta la stessa cosa? Perché il romanticismo, quando nasce a Napoli, diventa improvvisamente folklore?"
Siani difende il brano di Sal Da Vinci inquadrandolo in una tradizione culturale profonda e stratificata: la canzone napoletana, spiega, "è stata teatro, poesia popolare, persino filosofia domestica: un modo con cui un popolo ha imparato a nominare le emozioni più elementari — l'amore, la promessa, la fedeltà — e a trasformarle in linguaggio condiviso". In questa traiettoria secolare si inserisce naturalmente anche "Per sempre sì", che Siani definisce "un frammento di quella lunga grammatica sentimentale che Napoli custodisce da generazioni".
De Magistris rinforza il concetto ricordando il percorso artistico di Sal Da Vinci, un artista che si è costruito la carriera a partire dalla gavetta, passando dalla canzone al teatro, noto tra l'altro per il musical "Scugnizzi". "Il napoletano si identifica nella parte popolare della canzone di Sal Da Vinci, ne vede passione e contraddizioni, pregi e limiti", sottolinea l'ex sindaco. "Nessun napoletano cerca un'immagine patinata di Napoli".
La difesa di De Magistris si allarga poi a un ritratto più ampio della scena musicale campana, sottolineandone la ricchezza e la varietà: "Gli artisti napoletani sono diversi, poliedrici. È legittimo Sal Da Vinci così come Pino Daniele, come i fratelli Bennato, Avitabile, gli artisti di strada". Una pluralità che, a suo dire, rende Napoli "unica e indivisibile. Come un presepe senza pastori".
La polemica attorno alla vittoria sanremese di Sal Da Vinci si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo che la cultura meridionale occupa nell'immaginario mediatico nazionale, e su come certi successi popolari vengano talvolta letti attraverso il filtro del pregiudizio geografico piuttosto che valutati per il loro valore intrinseco. Restano da vedere le conseguenze commerciali della vittoria: l'attenzione generata dalla controversia potrebbe paradossalmente amplificare ulteriormente la portata del brano, mentre Sal Da Vinci si prepara a sfruttare il palcoscenico conquistato all'Ariston per consolidare la sua presenza nel panorama musicale italiano.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!