C'è un filo rosso che attraversa oltre sette decenni di Festival di Sanremo, intrecciando note musicali e battiti cardiaci: l'amore, in tutte le sue forme. Dal palcoscenico dell'Ariston sono passate storie indimenticabili, coppie nate sotto i riflettori, passioni tormentate e amori destinati a entrare nella leggenda. In attesa di Sanremo 2026, è il momento perfetto per ripercorrere le storie più romantiche, drammatiche e iconiche che la kermesse canora italiana abbia mai regalato al suo pubblico, fino alla fresca nota sentimentale portata quest'anno da Maria Antonietta e Colombre.
Tutto cominciò nel 1951, quando l'Ariston vide sbocciare il primo amore tormentato della sua storia. Nilla Pizzi, trionfatrice assoluta con Grazie dei fiori e seconda classificata con La luna si veste d'argento in coppia con il fascinoso Achille Togliani, accende una fiamma che brucia anche fuori dal palco. La relazione tra i due infiamma il dietro le quinte, lasciando con il cuore spezzato il maestro Cinico Angelini, che con la Pizzi aveva già una storia dopo la fine del suo matrimonio. Un triangolo degno di una grande opera lirica, ambientato tra luci di scena e corridoi di hotel.
Ma il Festival sa anche essere teatro di storie ancora più intrecciate. Gino Latilla, folgorato dal magnetismo di Nilla Pizzi, vive con lei una relazione intensa che si conclude quando lei decide di troncare tutto. La reazione di lui è degna di un romanzo: un finto suicidio, gesto plateale di un cuore ferito. A raccogliere i pezzi ci pensa Carla Boni, che diventa il suo approdo sicuro. I due si sposano nel 1958, trasformando il dramma in un nuovo capitolo di vita, uniti dalla musica e da un destino che li aveva fatti incrociare proprio sotto le luci del Festival.
Poi arriva il 1967, e con esso la pagina più oscura e commovente nella storia degli amori sanremesi. Luigi Tenco scrive Ciao amore, ciao per la leggendaria Dalida, diva franco-egiziana che aveva conquistato il mondo con la sua voce magnetica. La loro relazione è travolgente, passionale, impossibile da ignorare. Ma quella stessa edizione del Festival segna il destino del cantautore maledetto: dopo l'eliminazione del brano, Tenco viene trovato morto, lasciando Dalida e l'intera Italia in uno sgomento che non si è mai del tutto dissolto. Una storia d'amore e di arte che ancora oggi pesa come un macigno sulla memoria collettiva del paese.
Se c'è una coppia che incarna l'anima romantica e ribelle del Festival, quella è Adriano Celentano e Claudia Mori. Si incontrano nel 1963 sul set di un film, si sposano in segreto in una chiesa di Grosseto, e nel 1970 conquistano Sanremo con la rivoluzionaria Chi non lavora, non fa l'amore. Tre figli — Rosita, Giacomo e Rosalinda — e decenni di sodalizio artistico e umano. La loro storia tocca un picco di pura romanticismo nel 1982, quando Mori canta Non succederà più e il Molleggiato, seduto in platea, la fissa con uno sguardo che vale più di mille parole.
L'anno 1980 regala invece uno dei momenti più scandalosi e divertenti della storia del Festival. Roberto Benigni, all'epoca fidanzato con la co-conduttrice Olimpia Carlisi, scambia sul palco con lei un bacio appassionato durato ben 45 secondi, record assoluto nella storia dell'Ariston. Claudio Cecchetto, co-conduttore di quella serata, probabilmente non sapeva dove guardare. Il pubblico italiano, invece, era incollato allo schermo.
Tra le love story più romantiche e popolari c'è senza dubbio quella tra Al Bano e Romina Power, la figlia dell'icona hollywoodiana Tyrone Power e il cantante di Cellino San Marco, sposati nel 1970 e diventati la coppia d'oro della musica italiana. Il loro debutto sanremese insieme nel 1982 con Felicità è entrato nell'immaginario collettivo di intere generazioni, e la vittoria del 1984 con Ci sarà ha consolidato una leggenda. Il dolore per la scomparsa della figlia Ylenia e la successiva separazione hanno spezzato quella magia, ma il ritorno all'Ariston nel 2015 — capace persino di emozionare Checco Zalone in platea — ha dimostrato che certi amori non si archiviano mai del tutto.
Il 1997 porta in gara un amore vero e vincente: Jalisse, ovvero Fabio Ricci e Alessandra Drusian, marito e moglie nella vita, trionfano con Fiumi di parole. La loro intesa sentimentale si trasforma in pura magia sul palco, regalando al pubblico una vittoria inaspettata e genuina. Se oggi i Jalisse collezionano record di esclusioni — ben 29 partecipazioni negate — il loro legame rimane la rivincita più autentica: solido, complice, impermeabile al tempo e ai giudizi.
Non tutte le storie d'amore sanremesi resistono alle pressioni del palcoscenico. Coma_Cose, il duo formato da Fausto Zanardelli (in arte Fausto Lama) e Francesca Mesiano (California), ha vissuto il contrasto tra la bellezza dell'arte condivisa e la fragilità dei sentimenti. Dopo tre partecipazioni al Festival, dieci anni d'amore e uno di matrimonio, i due si sono detti addio, dimostrando che nemmeno la musica può essere sempre un collante sufficiente.
Sul fronte delle coppie ancora in piedi, Simone Cristicchi e la cantautrice toscana Amara — al secolo Erika Mineo, già protagonista di Amici nel 2005 — formano un duo artistico e sentimentale da sei anni. Durante la serata delle cover di Sanremo 2025 hanno emozionato il pubblico intonando insieme La cura di Franco Battiato, un omaggio al grande artista siciliano che è risuonato con profonda intensità emotiva.
E per il 2026, la nota più romantica porta la firma di Maria Antonietta e Colombre: raffinati cantautori marchigiani, coppia nella vita prima ancora che nell'arte, che portano all'Ariston il brano La felicità e basta. Un titolo che sembra quasi un manifesto, un modo per ricordare a tutti che, dopo sette decenni di amori cantati, pianti e urlati sul palco del Festival, forse la felicità — quella vera, quella che non ha bisogno di altro — è ancora la storia più bella da raccontare.
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