Un'altra scritta intimidatoria contro il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è emersa nella provincia varesotta, questa volta sui muri della sede locale della Lega a Busto Arsizio. Il messaggio "Spara a Giorgia", accompagnato dalla stella a cinque punte e dalla sigla "BR", replica un episodio analogo verificatosi appena sette giorni prima a Pietrasanta, in provincia di Lucca, lungo il lungomare toscano. Le autorità stanno cercando di capire se esista un collegamento tra i due episodi distanziati geograficamente ma ravvicinati nel tempo.
La Digos della Questura di Varese ha immediatamente avviato le indagini per identificare i responsabili del gesto. Gli inquirenti stanno analizzando eventuali filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze per risalire agli autori dell'intimidazione. L'utilizzo della simbologia delle Brigate Rosse, organizzazione terroristica che ha insanguinato l'Italia negli anni di piombo, rende particolarmente grave l'episodio agli occhi degli investigatori.
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha definito l'accaduto come un'azione "inaccettabile e pericolosa", sottolineando l'urgenza di una condanna netta per evitare un'escalation. Secondo Fontana è fondamentale intervenire con decisione prima che manifestazioni di questo tipo possano evolversi in qualcosa di più pericoloso, andando oltre la semplice scritta murale.
La sezione bustocca del Carroccio non è nuova a simili attacchi vandalici. Lo scorso 31 ottobre il portone della sede di via Culin era stato imbrattato con schizzi di vernice rossa, mentre pochi giorni dopo era comparsa un'altra scritta minacciosa, "Fasci appesi", sulle pareti del Municipio cittadino situato in via Fratelli d'Italia. Questa sequenza di episodi disegna un quadro preoccupante di intimidazioni ripetute.
Alessandro Albani, segretario locale della Lega, ha formalizzato una denuncia alle forze dell'ordine esprimendo la speranza che gli autori vengano rapidamente individuati. "Non è più goliardia ma sono minacce gravi alla presidente del Consiglio, segno di un clima intollerabile", ha dichiarato Albani, chiedendo che vengano adottati provvedimenti esemplari nei confronti dei responsabili una volta identificati. Il riferimento alla goliardia sottolinea come questi gesti vadano ben oltre la semplice provocazione politica, configurandosi come vere e proprie intimidazioni alla massima carica istituzionale del governo italiano.
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