La senatrice a vita Liliana Segre ha lanciato un monito forte e inequivocabile durante le celebrazioni della Giornata della Memoria al Quirinale, rispondendo alle domande di alcuni giovani presenti. Le sue parole hanno toccato un tema scottante che attraversa il dibattito pubblico contemporaneo: l'uso strumentale della tragedia della Shoah e la sua manipolazione in chiave politica. Un'operazione che, secondo la testimone della deportazione, rischia di tradire il senso profondo di questa ricorrenza.
Al centro dell'intervento della senatrice c'è la denuncia di una deriva antisemita che si manifesta attraverso un'operazione intellettuale tanto insidiosa quanto pericolosa. "Siamo arrivati a un'espansione dell'antisemitismo" ha dichiarato Segre, evidenziando come questo fenomeno assuma forme nuove e subdole. La colpa viene fatta risalire indietro nel tempo, portando a leggere affermazioni secondo cui le vittime di allora avrebbero perpetrato un nuovo genocidio: un pensiero delirante e ripugante che costituisce la base delle ritorsioni contro il Giorno della Memoria.
Ma è possibile parlare di Gaza durante le commemorazioni della Shoah? Segre non si sottrae alla questione e offre una risposta articolata. Certamente è possibile farlo, anzi si deve, sostiene la senatrice. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoah impone di riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che continuano a verificarsi nel mondo. Gaza, Iran, Ucraina, Venezuela, Sudan: tutti luoghi dove la dignità umana viene offesa e che chiamano in causa la responsabilità di chi vive in un mondo globalizzato.
Il punto critico, però, è un altro. "Non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria" ha chiarito Segre con fermezza. Tentare di oscurare, alimentare o lasciare correre ossessivi tentativi di banalizzazione, distorsione e inversione della Shoah significa trasformare questa giornata in una vendetta contro le vittime di allora. Un'operazione inaccettabile che svuota di significato la commemorazione.
La riflessione della senatrice si spinge oltre, toccando un aspetto fondamentale che spesso sfugge nel dibattito pubblico. Quello che molti non sembrano aver compreso è che il Giorno della Memoria non è una ricorrenza pensata per gli ebrei. È una giornata istituita principalmente per tutti gli altri, per ricordare la storia collettiva, ciò che fecero l'Italia fascista di allora, la Germania nazista e numerosi stati europei contro le razze considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi.
La Memoria serve a ricordare un crimine contro l'umanità intera. Non si tratta solo di commemorare le vittime, ma anche di ricordare i carnefici, coloro che si opposero al regime del terrore e i giusti che tentarono, a costo della propria vita, di salvare i perseguitati. Un patrimonio di insegnamenti che appartiene a tutta l'umanità e che deve essere preservato da ogni tentativo di manipolazione ideologica.
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