Serena Brancale a Sanremo 2026 con un brano sulla madre

Serena Brancale torna a Sanremo con una ballata soul dedicata alla madre scomparsa nel 2020. Via i look audaci: sarà scarna, essenziale, sola con la voce

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il Festival di Sanremo si prepara a scoprire una Serena Brancale completamente diversa. La cantante pugliese che aveva conquistato il pubblico con l'irresistibile tormentone social Baccalà e l'esplosiva Anema e core al Festival 2025, mette da parte la sua immagine festaiola e si presenta sul palco dell'Ariston con Qui con me, una ballata soul intensa dedicata alla madre scomparsa nel 2020. Niente più look audaci, foto provocatorie sui social o coreografie sfrenate: questa volta sarà «scarna, essenziale, sola con la mia voce», promette l'artista che ha impiegato sei anni per trovare le parole giuste per raccontare un dolore così profondo.

Durante l'incontro stampa, dove si presenta con un semplice maglioncino azzurro e si commuove visibilmente, Brancale spiega la sua radicale inversione di rotta. «Non rinnego niente di quello che ho fatto», precisa subito. «È stato naturale così, in quel momento sentivo di dover dare spazio al mio lato da festa. Ora no, ora voglio solo cantare». Una scelta artistica che segna il ritorno alle origini per chi, nel 2015, aveva già partecipato al Festival nelle Nuove Proposte con Galleggiare, un brano jazz che rifletteva la sua lunga formazione nel genere ma che, per sua stessa ammissione, non aveva sfondato «per incoscienza».

La canzone che porterà a Sanremo 2026 (in programma dal 24 al 28 febbraio su Rai 1) è un pezzo che non sfigurerebbe nel repertorio di Giorgia, costruito su «tanti silenzi» e cinque strofe di pura emozione. «La parte più difficile da cantare è la seconda strofa, perché è come se fossimo allo specchio», confessa la cantante, che racconta di essere stata «la prediletta» di una madre che aveva una scuola di musica e che l'accompagnava ai provini per realizzare quel sogno che anche lei aveva coltivato da ragazza. In una lettera aperta pubblicata di recente, Brancale ha spiegato di sentire la madre «qui con me non in senso spirituale, ma proprio fisico: perché siamo uguali».

Più passa il tempo e più mi accorgo di somigliarle: fisicamente, nella voce

Sul palco dell'Ariston, Brancale sarà accompagnata dalla sorella maggiore Nicole, anch'essa musicista, che ricoprirà ancora il ruolo di direttrice d'orchestra come già avvenuto lo scorso anno. Potrebbero salire sul palco anche il fratello minore di 23 anni, mentre resta in dubbio la presenza del padre tra il pubblico. «Da casa mi hanno solo chiesto se fossi pronta per una canzone su mamma», rivela. «Spero più che altro di non commuovermi: dovrò essere brava a pensare a lei, ma anche a non pensarla».

Il cambio di registro rappresenta un rischio calcolato per un'artista che aveva trovato il grande successo proprio con la sua immagine sopra le righe. Il fenomeno virale di Baccalà l'aveva infatti tirata fuori da una gavetta lunga e ingrata, regalandole una seconda possibilità dopo anni di secche. La successiva partecipazione a Sanremo e il duetto Serenata con la corregionale Alessandra Amoroso avevano consolidato quell'immagine festaiola della «Zia», come si era soprannominata lei stessa. Ma il rischio di rimanere intrappolata in quel personaggio, di diventare un meme votato allo scherzo continuo, era dietro l'angolo.

«Stavolta non indosso nessuna maschera», garantisce. «Addirittura, credo resterò immobile davanti al microfono durante l'esibizione». Addio dunque al FantaSanremo e alle performance cariche di energia. Anche se l'anima più movimentata potrebbe riemergere nella serata dei duetti, dove promette «una sorpresa dedicata alla mia terra» pugliese. E naturalmente nei concerti futuri, dove dovrà trovare il modo di tenere insieme le due anime della sua musica.

Brancale anticipa anche l'arrivo di un nuovo album, il primo in quattro anni, che potrebbe racchiudere entrambe le sue identità artistiche. «Abbiamo pensato di chiamarlo Il Diavolo e l'Acqua Santa, chissà», rivela. Sul fronte Eurovision, dopo che Levante ha annunciato un eventuale boicottaggio in caso di vittoria per la presenza di Israele, la cantante pugliese preferisce non sbilanciarsi troppo ma lascia intendere la sua posizione: «Vedrò più avanti. Anche andando si possono dare messaggi forti». Una dichiarazione che, tradotta, significa che in caso di trionfo all'Ariston dovrebbe partecipare alla kermesse europea.

Chi ha conosciuto Brancale nella sua versione festaiola potrebbe pensare a una «furbata» strategica, ma l'artista dribbla le polemiche con filosofia: «Se mi pongo questi problemi non lavoro più». La sua è una musicista vera, come dimostra la recente esibizione al leggendario Blue Note di New York, dove si era anche preoccupata della pronuncia prima di scoprire che «all'estero amano gli italiani che fanno il soul». Quando partiranno le prime note strappalacrime di Qui con me, sarà difficile non emozionarsi. L'inversione a U è servita, il pubblico dell'Ariston è avvisato.

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